Edimburgo di Alexander Chee

Sulla copertina di Edimburgo di Alexander Chee è rappresenta l'illustrazione di una volpe sdraiata in mezzo a foglie verdi, sulla cui schiena è poggiata la colonna vertebrale esposta

Artiocolo a cura di Metella Orazi.

NN editore ripubblica Edimburgo, l’intensa opera prima del 2001 di Alexander Chee che esplora il difficile campo dei problemi vitali della crescita e del cambiamento, e di come si possa attraversare il disagio e cercare di ricostruirsi.

Edimburgo

Aphias Zhe, detto Fee, è un ragazzino coreano-americano che vive nel Maine con tutta la famiglia, compresi i nonni, emigrati dalla Corea perché convinti che la patria non se la passi bene e quindi dare un futuro migliore al nipote.
Fee un giorno decide di prendere parte a un’audizione per entrare in un coro; ha una voce angelica e il sostegno di tutti i familiari, perciò, quando viene selezionato, l’entusiasmo è generale, anche se proprio da questa inclusione la sua vita cambierà in un modo inaspettato.

In Corea, dice mio nonno quando torniamo a casa, tutti conoscono le canzoni. A volte, come in un musical, iniziano a cantare tutti insieme. Dai suoi racconti la Corea sembra un luogo di famiglie felici e di saggezza, e io mi chiedo perché lui invece viva qui nel Maine.

La Corea per Fee è mito, è la storia di animali fantastici come la volpe che sembra collegata da un filo rosso alla leggenda familiare, mentre l’America, luogo scelto per vivere, rappresenta la volontà di integrarsi e di essere come tutti.
Proprio la voglia di far parte del tessuto sociale, durante un ritiro con il coro, porta Fee a vedere dei comportamenti perversi del direttore nei confronti di Peter, il suo migliore amico.
La sua voce, invece di prorompere in un grido, rimane muta.

Dentro di me c’è un buco della tua misura, è il punto in cui mi hai attraversato.

Quella stessa ferita adolescenziale, mai del tutto sanata, si riapre anni dopo, quando Fee ha un compagno e una vita tranquilla, ma incontra, nella scuola dove insegna, Warden, un ragazzino biondo che gli ricorda l’amico d’infanzia.

Philos de pède. L’amore per i bambini. Ma come si chiama un bambino che ama un uomo? È interessante che la parola funzioni in un senso solo.

Chee dà voce a personaggi profondi, dei quali indaga con passo alle volte rallentato e lirico le pulsioni e, dosando frasi taglienti, descrive quei luoghi nascosti dei sentimenti dove si annida il buio.
La storia, che alterna due piani temporali nella vita del protagonista, è narrata tutta al presente, perché, come ha dichiarato lo stesso autore in un’intervista, “il presente è il tempo che usano le vittime intrappolate in un eterno momento del loro trauma e di lì non possono scappare”.

Alcuni passaggi dedicati al folklore sono più sfuggenti e creano un’atmosfera immateriale non sempre chiara se non letta con attenzione, proprio per questo Edimburgo è un libro intimo che non consola e va assaporato lentamente.

un libro per chi: non ha paura di storie come Una vita come tante di Hanya Yanagihara ma con meno lacrime

autore: Alexander Chee
titolo: Edimburgo
traduzione: Chiara Baffa
editore: NN editore
pagg. 272
€ 19

Chi ha scritto questo post?

Marchignola (marchigiana+romagnola), vive al mare, che ama in tutte le stagioni.
Per quasi vent'anni è stata libraia e ora, pur senza libreria, continua a pensare e agire da libraia: parla di libri, fotografa i libri che vorrebbe e quelli letti per ricordare di averli letti e continua a impilare libri su libri che forse un giorno leggerà.
Ama i gatti, i viaggi, la storia dell’arte, il cinema e il teatro, insomma, tutto ciò che racconti il mondo.
Crede fermamente nel potere delle storie e della condivisione, perché se la lettura è un atto solitario, i libri sono fatti apposta per creare connessioni. Non chiedetele di scegliere un libro preferito, potrebbe entrare in crisi, cambiando idea di continuo.

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