A pelle scoperta di Francesca Piovesan

A pelle scoperta di Francesca Piovesan

Quanti pregiudizi sui racconti!Io per prima li ho sempre snobbati, pensando che la brevità della storia non mi avrebbe consentito di entrare in sintonia con i personaggi e le loro vicende.Sbagliavo, perché la bravura di un autore di racconti sta proprio nel riuscire a coinvolgere il lettore con poche pagine scritte.Un talento che appartiene a Francesca Piovesan, autrice della raccolta A pelle scoperta, pubblicata da Arkadia e protagonista dell’incontro del 18 dicembre del gruppo di lettura Absolute Beginners. A pelle scoperta Ha occhi grandi Francesca Piovesan, occhi attenti a scrutare il mondo e coglierne le minuzie più significative.È questo particolare dono a emergere nei quindici racconti che compongono il suo primo libro.La capacità di usare uno stile minimalista per raccontare l’inaspettata profondità di certi attimi vitali. Storie di quotidianità apparentemente banali, raccontate con una sensibilità tale da trasformarle in monito, incoraggiamento, dogma.È questo il primo effetto di una narrazione vera, sincera, essenziale, mai autoreferenziale. Lei e Armando non si sopportavano più nella maniera più semplice da capire e da spiegare agli amici e ai genitori di entrambi che chiedevano preoccupati cosa stesse accadendo. Lei trovava lui insopportabile, lui trovava lei insopportabile. Nessun tradimento, nessun innamoramento, nessun gesto dettato da rabbia, litigavano …

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Il figliolo della Terrora di Silvia Cassioli

Il figliolo della Terrora di Silvia Cassioli

Se Il figliolo della Terrora fosse un film, il regista sarebbe stato sicuramente il compianto Mario Monicelli!Il romanzo d’esordio di Silvia Cassioli, pubblicato da Exorma, ha i tratti più belli della commedia all’italiana del dopoguerra ma anche quelli più cupi delle opere degli anni settanta, generi entrambi capaci di raccontare i drammi della vita con l’afflato di un sorriso dolceamaro,Per questo e per molti altri motivi, è stato scelto per l’incontro del 27 novembre del gruppo di lettura Absolute Beginners. Il figliolo della Terrora È la leggendaria Rosina Terrosi, nata nel 1926 tra le colline toscane, a colpire immediatamente l’immaginario del lettore.Perché questa donna, operaia in un pelificio, è stata soprannominata Terrora?Forse per il carattere così determinato e furioso? Per la combattività nel difendere le proprie convinzioni? O perché è riuscita a imporsi su un marito inetto e succube di quattro sorelle scansafatiche? La Terrora partorisce il figlio del Cricche il 14 luglio 1948.Non un giorno qualunque ma una data che toglie il fiato agli operai, al popolo, ai comunisti: quella mattina un giovane studente spara a Palmiro Togliatti, che finisce sotto i ferri.Ed ecco le manifestazioni e gli scontri sanguinosi. E pure i primi vagiti di Omero. Omero l’occhialuto, …

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Il giorno della nutria di Andrea Zandomenighi

Il giorno della nutria di Andrea Zandomeneghi

Ero forse rimasta l’ultima a non aver letto il celebrato romanzo d’esordio di Andrea Zandomeneghi, Il giorno della nutria, pubblicato da Tunué.Per fare giustamente ammenda per questa (grave) mancanza, ho scelto di renderlo protagonista del gruppo di lettura Absolute Beginners, nell’incontro che mercoledì 23 ottobre, alle ore 19.45, si terrà alla Scatola Lilla di Milano. Il giorno della nutria Soffro di cefalea tensiva cronica quotidiana da undici anni. Mi sono documentato. Ho studiato. Io la vivo e la conosco. A parlare è Davide Aloisi, cervellotico bohemien nullafacente che vive nella ridente e marittima provincia toscana con la madre, malata di Alzheimer, e il giovane nipote orfano Giulio, energico seduttore dalle invidiabili doti amatorie. Dopo una notte di bagordi in canonica, tra litri di alcool e una sfiancante partita a Risiko, il malato cronico si ritrova a dover risolvere un assurdo e grottesco mistero: chi gli avrà lasciato sull’uscio di casa il cadavere scuoiato e congelato di una nutria? Lì, sul pianerottolo: un obbrobrio osceno. Sanguinolento. Carne viva che sudava liquami plasmatici. Che colavano vischiosi e ributtanti sui gradini inferiori. E non capii. Che era? Non provai nemmeno a capire, in vero. Perché era lì? Mi sentivo come se il velo …

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