Settembre 1972 di Imre Oravecz

Settembre 1972 di Imre Oravecz

Settembre 1972 non è un romanzo e non è nemmeno una raccolta di poesie. È una storia d’amore raccontata come solo la grande letteratura può fare, senza farsi imbrigliare in un unico genere e lasciando che siano le parole – affilate, perfette – a definire l’immensità della loro portata. Imre Oravecz, tra i più grandi autori contemporanei ungheresi, scrive la storia di ciascuno di noi quando siamo alle prese con l’innamoramento, l’amore e la fine di una relazione. Un libro – breve, vivo e curato in ogni dettaglio estetico – che contiene tutto ciò che è il sentire umano, e che la casa editrice Anfora riporta in libreria dopo la prima pubblicazione italiana del 2004. Settembre 1972 È uno scrigno prezioso, che contiene tutto il dolore della fine. La fine di un amore, è vero, ma anche la fine di un pezzo di vita ormai andata, che inesorabilmente non tornerà. Nel settembre 1972 il matrimonio di Imre Oravecz arriva al capolinea. Come fare per esorcizzare il dolore che lo ha raggelato e lasciato stremato, esangue come una spenta stella cadente in un pozzo oscuro? Con carta e matita, su cui imprimere poche righe per volta, necessarie a metabolizzare la sofferenza …

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I felici di Kristine Bilkau

I felici di Kristine Bilkau

Kristine Bilkau ha preso buona parte dei miei timori, delle mie ansie e delle mie fragilità e li ha messi nero su bianco. Leggendo I felici, recente pubblicazione dell’amata casa editrice Keller, è stata tale l’empatia verso i protagonisti da aver sentito sulla mia stessa pelle tutte le loro incertezze, che sono le stesse di una generazione che ogni giorno fa i conti – e non solo in maniera figurata – con la vita. I felici Isabell e Georg si amano e da poco hanno avuto un bambino, il piccolo Matti. Lei è una violoncellista che durante la gravidanza e nei primi mesi della maternità ha messo in stand by la carriera, lui è un giornalista che si dedica più ai redazionali che ai grandi reportarge. Prima dell’arrivo di Matti tutto scorreva veloce e leggero mentre ora, come accade a molti, la responsabilità genitoriale pesa sulle loro spalle, facendo emergere le asperità della coppia. Isabell al mattino controlla sull’app del telefono il meteo di diverse città: quella dove vive la madre, l’altra dove sta il padre, quelle lontane scelte da amici musicisti e altre ancora sparse un po’ ovunque. Un modo, forse, per sentire vivi certi legami ma soprattutto una …

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Il popolo del diluvio di Predrag Finci

Il popolo del diluvio di Predrag Finci

La storia ciclicamente si ripete e l’uomo, che tende a dimenticarla, ha sempre bisogno di un memento a cui tornare. Ecco cosa è stato per me Il popolo del diluvio, romanzo autobiografico e saggio filosofico di Predrag Finci, pubblicato in Italia da Bottega Errante. Una lettura dolorosa e scarnificante, profonda e necessaria, per tornare a ricordare un periodo storico recente eppure già lontano. Il popolo del diluvio Nel 1992 Finci aveva quarantesei anni ed era professore di filosofia all’Università di Sarajevo, allora ancora città jugoslava. Costretto come tanti connazionali a fuggire dalla sanguinosa guerra che sta devastando i Balcani, Finci si ritrova profugo in viaggio verso un doloroso esilio, annientato dall’abbandono della terra visceralmente amata. Lo straziante viaggio verso Londra è il punto di partenza di un racconto complesso e nostalgico, straziante e rassegnato. Salito in piena notte su una corriera piena di uomini e donne che cercano salvezza, Finci vive il distacco dalla Bosnia come un orribile sogno, uno stato di dormiveglia soffocante che diventa rifugio della memoria. Il sogno: mi sembra a un tratto che questa guerra spaventosa non possa essere reale, che sia solo un incubo notturno, poiché non riesco a concepire tanta follia, non posso accettare …

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