I felici di Kristine Bilkau

I felici di Kristine Bilkau

Kristine Bilkau ha preso buona parte dei miei timori, delle mie ansie e delle mie fragilità e li ha messi nero su bianco. Leggendo I felici, recente pubblicazione dell’amata casa editrice Keller, è stata tale l’empatia verso i protagonisti da aver sentito sulla mia stessa pelle tutte le loro incertezze, che sono le stesse di una generazione che ogni giorno fa i conti – e non solo in maniera figurata – con la vita. I felici Isabell e Georg si amano e da poco hanno avuto un bambino, il piccolo Matti. Lei è una violoncellista che durante la gravidanza e nei primi mesi della maternità ha messo in stand by la carriera, lui è un giornalista che si dedica più ai redazionali che ai grandi reportarge. Prima dell’arrivo di Matti tutto scorreva veloce e leggero mentre ora, come accade a molti, la responsabilità genitoriale pesa sulle loro spalle, facendo emergere le asperità della coppia. Isabell al mattino controlla sull’app del telefono il meteo di diverse città: quella dove vive la madre, l’altra dove sta il padre, quelle lontane scelte da amici musicisti e altre ancora sparse un po’ ovunque. Un modo, forse, per sentire vivi certi legami ma soprattutto una …

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Il popolo del diluvio di Predrag Finci

Il popolo del diluvio di Predrag Finci

La storia ciclicamente si ripete e l’uomo, che tende a dimenticarla, ha sempre bisogno di un memento a cui tornare. Ecco cosa è stato per me Il popolo del diluvio, romanzo autobiografico e saggio filosofico di Predrag Finci, pubblicato in Italia da Bottega Errante. Una lettura dolorosa e scarnificante, profonda e necessaria, per tornare a ricordare un periodo storico recente eppure già lontano. Il popolo del diluvio Nel 1992 Finci aveva quarantesei anni ed era professore di filosofia all’Università di Sarajevo, allora ancora città jugoslava. Costretto come tanti connazionali a fuggire dalla sanguinosa guerra che sta devastando i Balcani, Finci si ritrova profugo in viaggio verso un doloroso esilio, annientato dall’abbandono della terra visceralmente amata. Lo straziante viaggio verso Londra è il punto di partenza di un racconto complesso e nostalgico, straziante e rassegnato. Salito in piena notte su una corriera piena di uomini e donne che cercano salvezza, Finci vive il distacco dalla Bosnia come un orribile sogno, uno stato di dormiveglia soffocante che diventa rifugio della memoria. Il sogno: mi sembra a un tratto che questa guerra spaventosa non possa essere reale, che sia solo un incubo notturno, poiché non riesco a concepire tanta follia, non posso accettare …

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Anna Édes di Dezsó Kosztolányi

Anna Édes di Dezsó Kosztolányi

Per chi ama la narrativa mitteleuropea e in particolare la scrittura dell’ungherese Sándor Márai, Dezso Kosztolànyi dovrebbe essere un nome noto e un punto di riferimento. Non sempre però i maestri sono conosciuti quanto meriterebbero, ed è per questo che dobbiamo essere molto grati a Edizioni Anfora per aver puntato il faro su uno degli autori ungheresi più importanti del XX secolo. Con Anna Édes Kosztolànyi ci racconta una storia dai tratti fortemente noir, che rapisce ma non si svela del tutto, in un crescendo di pathos che tiene incollati alle pagine fino alla fine. Un romanzo che ricorda una vicenda già raccontata da Margaret Atwood in L’altra Grace e che vede, nell’ordito ricamato da Kosztolànyi, un ritratto realistico e impietoso della società e una riflessione sul male che può nascondersi davvero ovunque. Anna Édes Siamo in Ungheria nel 1919, in una Budapest che rivede la luce dopo i difficili mesi del regime comunista instaurato dal terribile Bela Kun. I borghesi Kornél e Angéla Vizy possono finalmente riprendere fiato e tornare a mostrare la ricchezza nascosta per mesi. Consigliere ministeriale lui, rigida dama lei, i Vizy hanno subito un grave lutto e sepolto la loro giovane figlia, andando avanti con …

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