Il fiume della coscienza di Oliver Sacks

Il fiume della coscienza di Oliver Sacks

Il mio amore per Oliver Sacks ha messo le radici nel lontano 1987, quando a 13 anni, vagando nella biblioteca del paesello, m’imbattei in Risvegli. Fu una lettura non facile ma talmente affascinante da rendermi eternamente devota al grande neurologo e psichiatra inglese. Sacks se n’è andato nel 2015, ormai ottantaduenne, lasciandoci un saggio postumo, scritto poco prima di morire: Il fiume della coscienza oggi è in libreria pubblicato da Adelphi e, ancora una volta, sottolinea la grandezza dell’uomo, dello studioso e dello scrittore che tanto ha dato a tutti noi lettori. Il fiume della coscienza Il fiume della coscienza è una raccolta di dieci saggi piuttosto brevi, che spaziano tra diverse discipline care allo scienziato: non solo neurologia, quindi, ma anche botanica, biologia, filosofia, chimica e anatomia, umana e animale. Un ventaglio di conoscenze che in questo libro scorrono travolgenti, divenendo vera e propria letteratura, grazie alla straordinaria capacità di Sacks di trasformare in racconto appassionante ciò che apparentemente è asettica scienza. Un omaggio alle opere e agli studi di Charles Darwin, Stephen Jay Gould, Sigmund Freud, Jorge Luis Borges, che sottoline quanta rispettosa sete di sapere fosse insita in Sacks e quanto fosse per lui necessaria la condivisione …

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Il bambino che disegnava parole di Francesca Magni

Il bambino che disegnava parole di Francesca Magni

Se siete genitori vorrete leggerlo. Se siete insegnanti o educatori dovreste leggerlo. Se non siete né gli uni né gli altri, datevi l’opportunità di entrare nel cervello e nella vita di un dislessico e ringraziate Francesca Magni per averlo descritto così bene ne Il bambino che disegnava parole. Il bambino che disegnava parole Scritto con uno stile che coinvolge più dei migliori e appassionanti thriller psicologici, il libro della giornalista Francesca Magni ci accompagna nella sofferta e complessa odissea di un’intera famiglia, stravolta dalla scoperta che il dodicenne Teo, alle prese con le difficoltà della scuola media, sia in realtà affetto da dislessia. Teo non è incapace, non è distratto, non è svogliato, non è pigro, come sarebbe semplice (e altrettanto superficiale) dedurre dai suoi scarsi risultati scolastici e come viene inizialmente giudicato dal suo stesso intransigente padre. Teo ha un disturbo dell’apprendimento e per fortuna ha anche una madre testarda, che, non rassegnandosi all’incapacità scolastica del figlio, scava nel profondo di certi segnali e atteggiamenti, arrivando a scoprire la verità, grazie anche all’intuizione di un’attenta psicologa. Non ricordi i saluti, ma una volta usciti in strada ti senti come se ti avessero rimesso in ordine gli organi interni. Era così …

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