A pelle scoperta di Francesca Piovesan

A pelle scoperta di Francesca Piovesan

Quanti pregiudizi sui racconti!Io per prima li ho sempre snobbati, pensando che la brevità della storia non mi avrebbe consentito di entrare in sintonia con i personaggi e le loro vicende.Sbagliavo, perché la bravura di un autore di racconti sta proprio nel riuscire a coinvolgere il lettore con poche pagine scritte.Un talento che appartiene a Francesca Piovesan, autrice della raccolta A pelle scoperta, pubblicata da Arkadia e protagonista dell’incontro del 18 dicembre del gruppo di lettura Absolute Beginners. A pelle scoperta Ha occhi grandi Francesca Piovesan, occhi attenti a scrutare il mondo e coglierne le minuzie più significative.È questo particolare dono a emergere nei quindici racconti che compongono il suo primo libro.La capacità di usare uno stile minimalista per raccontare l’inaspettata profondità di certi attimi vitali. Storie di quotidianità apparentemente banali, raccontate con una sensibilità tale da trasformarle in monito, incoraggiamento, dogma.È questo il primo effetto di una narrazione vera, sincera, essenziale, mai autoreferenziale. Lei e Armando non si sopportavano più nella maniera più semplice da capire e da spiegare agli amici e ai genitori di entrambi che chiedevano preoccupati cosa stesse accadendo. Lei trovava lui insopportabile, lui trovava lei insopportabile. Nessun tradimento, nessun innamoramento, nessun gesto dettato da rabbia, litigavano …

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Le malerbe di Keum Suk Gendry-Kim

Le malerbe di Keum Suk Gendry-Kim

Comfort women.Erano definite così le donne costrette dall’Impero giapponese a prostituirsi per soddisfare i basici bisogni degli uomini dell’esercito e della marina.Una straziante vicenda ignorata da molti, su cui oggi fa luce il notevole graphic novel Le malerbe, disegnato e scritto dalla fumettista coreana Keum Suk Gendy-Kim e pubblicato da Bao Publishing. Le malerbe È sconvolgente la storia di queste vittime sacrificate ai beceri bisogni maschili dall’Impero giapponese, in bordelli istituzionalizzati con la scusa di prevenire gli stupri di guerra.Se inizialmente furono le volontarie e soddisfare le esigenze sessuali dei soldati, l’aumento della richiesta dovuta ai conflitti in corso generò l’orrore vero e proprio: furono centinaia le ragazze e donne a cui venne promesso un lavoro da cameriera, cuoca, operaia e che finirono, poi, per ritrovarsi prigioniere e schiave sessuali senza via d’uscita. Corea, 1934.La giovanissima Yi Okseon sogna di andare a scuola e grazie allo studio uscire dalla povertà che opprime la sua famiglia. Fame e disperazione le appartengono più di quanto una ragazzina possa sopportare, per questo non si oppone quando i genitori, nel 1942, decidono di darla in adozione a una famiglia più ricca, che possiede un ristorante e provvederà a prendersi cura di lei.Ma la verità …

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Mileva Einstein di Slavenka Drakulic

Mileva Einstein di Slavenka Drakulić

Qualche anno fa una persona del mondo dello spettacolo mi disse: “Se ammiri qualcuno di noto e importante, cerca di non conoscerlo mai. Potresti rimanere delusa”.Negli ultimi giorni ho ripetuto nella mia testa questa frase, come un mantra salvifico che potesse non farmi esplodere di rabbia durante la lettura di Mileva Einsten, il romanzo biografico scritto da Slavenka Drakulić e pubblicato da Bottega Errante. Mileva Einstein È poco noto che l’iconico scienziato Albert Einsten fosse un uomo immaturo, sgarbato e addirittura crudele nei confronti della moglie. Mileva Marić, nata in Serbia da una famiglia borghese, incontra Albert alla facoltà di Fisica del Politecnico di Zurigo.Non passava di lì per caso.Mileva era una delle pochissime donne ammesse a frequentare i corsi e sognava di diventare una scienziata, con un lavoro che le consentisse di emanciparsi e non doversi piegare alle regole di una società che vedeva le donne solo come mogli e madri. Ho pensato che stavo realizzando tutto quello che mai mi sarei potuta immaginare. Stavo per laurearmi, mi avevano già offerto un lavoro nella biblioteca dell’università, presto avrei avuto un figlio. Tutto così inatteso per una zoppa di provincia e per di più poco attraente, ma con un po’ …

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