La lettrice geniale | il blog di Elena Giorgi
Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett

Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett

Leggendo Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett – romanziera non troppo conosciuta in Italia e oggi portata nuovamente alla ribalta da Fazi Editore – ci si trova immersi nella stessa atmosfera classista, snob ma anche decisamente ironica, tagliente e sorprendente di Downton Abbey, la serie televisiva che ha conquistato milioni di spettatori. Un mondo, quello inglese di inizio Novecento, in cui le differenze sociali tra aristocratici, ricchi borghesi e semplici popolani sono state spesso spunto di una narrativa spietata e altrettanto divertente. Più donne che uomini Diversamente da Downton Abbey, però, in Più donne che uomini ben poco accade. Tra le pagine non ci sono amori passionali, guerre che mietono vittime, patrimoni sperperati, stupri e assassini. C’è solo una scuola femminile, diretta da Josephine Napier, donna volitiva e irreprensibile, al limite del maniacale, e solido faro per studentesse, insegnanti e familiari opportunisti e sornioni. «Se una donna si presenta da sola a un ricevimento tra uomini, deve saper restare al posto suo e conformarsi alle usanze. Non credo si possa pensare altrimenti. È sola con se stessa, e non deve rammaricarsene. Non mi pesa affatto, stare in compagnia di me stessa: mentre so bene che, in un certo …

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L'anno che Bartolo decise di morire di Valentina Di Cesare

L’anno che Bartolo decise di morire di Valentina Di Cesare

Si possono spendere solo copiosi e positivi aggettivi superlativi per il breve romanzo di Valentina Di Cesare, L’anno che Bartolo decise di morire, pubblicato dalla casa editrice Arkadia, sempre più attenta a prendersi cura di grandi talenti letterari. Un libricino di poco più di cento pagine capace di parlare all’anima di ciascun lettore, sussurrando doverose e semplici verità con la medesima indiscutibile saggezza di un solenne oracolo. L’anno che Bartolo decise di morire Bartolo è un uomo buono. Una persona per bene, generosa, capace di ascoltare tutti, di avere parole di conforto per chi ne ha bisogno, di tendere una mano senza mai aspettarsi nulla in cambio. Un’attitudine assolutamente spontanea, mossa da un’empatia straordinaria. Bartolo ama la cittadina in cui vive e a cui ha voluto tornare. Ama il suo lavoro di custode museale. Ama gli amici di sempre, quelli con cui è cresciuto e che continua a vedere con gli stessi occhi di quando era ragazzo. Ama condividere il tempo e le parole, pur sapendo farsi da parte e stare in silenzio quando necessario. «Ha da accendere?», gli domandò il giornalista, e Bartolo gli porse l’accendino, riconoscendo solo in quel momento la voce e il viso del famoso cronista. …

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Morgana di Simon Kansara e Stéphane Fert

Morgana di Simon Kansara e Stéphane Fert

Quando ero ragazzina, alle scuole medie ci fecero leggere durante l’ora di narrativa (esiste ancora?) un libro che raccontava la leggenda di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Ci fu anche chiesto di interpretare i personaggi e a me toccò la parte di Ginevra. Io, però, volevo ardentemente fare Morgana, la fata che somigliava tanto a una strega, oscura e caparbia, astuta e sprezzante del pericolo. Ritrovarla protagonista del graphic novel pubblicato da Tunué, sceneggiato da Simon Kansara e Stéphane Fert, e da quest’ultimo disegnato, mi ha regalato una grande gioia, soprattutto perché qui Morgana racconta la storia dal proprio punto di vista, che nulla ha a che vedere con la più conosciuta e patriarcale versione. Morgana La leggenda narra che Artù fosse un ragazzo semplice che arrivava dal popolo e che, con la benedizione del Mago Merlino, fu in grado di estrarre la magica spada Excalibur dalla roccia, guadagnandosi il regno di Bretagna, su cui avrebbe governato con benevolenza e rettitudine. E se le cose non fossero andate davvero così? Se Merlino avesse costruito il personaggio di Artù solo per ingannare la giovane Morgana, erede degna e ben più adatta a prendere le redini di quella terra ricca …

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