Le nostre anime di notte

Le nostre anime di notte

Del libro di Kent Haruf s’è già detto e scritto tanto, forse tutto. C’è chi ama incondizionatamente il compianto scrittore americano e chi, invece, lo ritiene sopravvalutato, con quella narrazione semplice e diretta, delicata e fin troppo realistica, fatta di dialoghi essenziali, veloci, vivi. Io sono tra i primi, tra quelli che faticano a pensare che non ci saranno altre storie ambientate a Holt. Orfana di un autore arrivato troppo tardi nelle nostre vite. Ho camminato per le strade di Holt in punta di piedi, inizialmente un po’ titubante e spaventata dalla realtà della provincia americana, trasformandomi poi, pagina dopo pagina, nella vicina di casa che osserva con affetto e apprensione le vite dei personaggi della Trilogia (Canto della pianura, Crepuscolo e Benedizione) e del romanzo breve Le nostre anime di notte. Una parte di me è rimasta là, nella grande pianura ai piedi delle montagne del Colorado. Probabilmente sono ancora seduta accanto ad Addie, ad aspettare di ricongiungerci a Louis. Le nostre anime di notte Addie Moore e Louis Waters sono vicini di casa da sempre. Entrambi hanno passato i 70 e sono vedovi da qualche anno. Hanno figli adulti e distanti, già divorati da relazioni difficili e permeati dalla …

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