Delitto perfetto a Westleham di Catherine Coles

Sulla copertina di Delitto perfetto a Westleham di Catherine Coles c'è un'illustrazione che ritrae su un campo verde alcuni oggetti utili per giocare a cricket, mentre sullo sfondo appaiono alcune abitazione di un piccolo villaggio

Arrivati al quarto volume della serie di Catherine Coles dedicata a Martha Miller, Westleham è ormai un luogo familiare, così come le persone che lo abitano, con le loro piccole manie, i pettegolezzi e, naturalmente, i segreti. Il piacere di leggere questi romanzi non dipende quindi soltanto dal mistero da risolvere, ma anche dal desiderio di ritrovare protagonisti ai quali ci siamo affezionati. Con Delitto perfetto a Westleham, Martha si trova ancora una volta alle prese con un omicidio, ma anche con una questione molto più personale.

Delitto perfetto a Westleham

È il maggio del 1948 e a Westleham tutto è pronto per la prima grande partita di cricket dalla fine della guerra. Martha, però, ha ben altro per la testa: sua sorella Ruby sta per sposare l’ispettore di polizia Ben Robertson e, soprattutto, sembra finalmente esserci qualche certezza in più nei suoi sentimenti per Luke Walker, il vicario del paese.

L’emozione di Martha viene però bruscamente interrotta da una visita del tutto inaspettata. Alla sua porta compare infatti Stan, il marito che l’aveva abbandonata anni prima, lasciandola sola e profondamente insicura. L’uomo è tornato a Westleham insieme ad alcuni amici con cui ha trascorso gli ultimi anni e, questa volta, sembra avere intenzioni sincere: vuole sistemare le cose con Martha, lasciandole la casa e concedendole finalmente il divorzio, così che possa diventare una donna libera e indipendente.
Il suo ritorno, tuttavia, rischia di mandare all’aria l’equilibrio che Martha ha faticosamente costruito. Anche se fosse divorziata, il ruolo di Luke come vicario le impedirebbe comunque di vivere la loro storia alla luce del sole. E non sono soltanto loro due a essere turbati dalla ricomparsa di Stan: anche l’avvocato Oliver Beckwith, che avrebbe dovuto occuparsi degli interessi economici di Martha durante l’assenza del marito senza mai farlo davvero, e Lavinia Thompson, vecchia fiamma di Stan, sembrano avere buoni motivi per non essere felici di rivederlo. Infine, c’è anche Walter Preston, che con Stan condivideva dei brutti affari nel suo oscuro passato.

Prima di aprire però mi incollai un sorriso sul viso perché avevo imparato che quello era il modo migliore per accogliere i visitatori. Non rispondevo più alla porta e non entravo più nelle stanze con la testa bassa perché mi sentivo umiliata dal fatto che mio marito mi avesse lasciata o perché temevo di non avere niente di interessante da dire a nessuno.
Non appena vidi chi aveva bussato, tuttavia, il sorriso scomparve, lasciandomi sul volto soltanto un’espressione attonita e sconvolta.
Perché fermo sulla soglia, dopo quasi due anni, c’era Stan, il mio marito errabondo.

Poi arriva la partita di cricket. Stan accetta di giocare nella squadra su suggerimento della stessa Martha, ma il pomeriggio prende una piega drammatica quando l’uomo crolla improvvisamente a terra, morto. Come è facile immaginare, gli occhi di tutti si concentrano proprio su Martha e anche su Luke, visto che certe voci girano nel villaggio.

A Martha, ancora una volta, viene espressamente chiesto di non indagare, ma ormai sappiamo bene quanto sia difficile convincerla a lasciare un mistero irrisolto, a maggior ragione quando la tocca così da vicino. Con l’aiuto delle sue amiche Ada e Maud, che hanno occhi e soprattutto orecchie dappertutto, comincia quindi a scavare nel passato di Stan e nelle circostanze del suo ritorno a Westleham, non soltanto per dimostrare la propria innocenza e quella di Luke, ma anche per cercare di capire chi fosse davvero quell’uomo che, nonostante tutto, aveva cercato a modo suo di volerle bene e di rispettarla.

Non mi sfuggì l’ironia della situazione. Lo stesso ispettore che, soltanto poche ore prima che fossi aggredita, mi aveva diffidato dal continuare a indagare, in quel momento mi chiedeva di raccontargli tutto ciò che avevo saputo durante la mia indagine. Supposi, tuttavia, che un tentato omicidio fosse un modo molto efficace per chiarire le priorità.

Anche in questo quarto romanzo, però, il vero interesse della serie non risiede soltanto nel delitto. I rapporti umani sono ormai diventati una parte fondamentale delle avventure di Martha Miller e Catherine Coles è riuscita a far crescere i suoi personaggi insieme alla storia. Ritroviamo persone che abbiamo imparato a conoscere nei romanzi precedenti, con relazioni che si sono trasformate, amicizie che si sono consolidate e nuovi equilibri che devono continuamente essere messi alla prova.

La relazione tra Martha e Luke aggiunge al cozy crime una piacevole sfumatura rosa senza necessariamente trasformarlo in un romance. Anzi, la storia sentimentale procede con la stessa delicatezza con cui Martha ha imparato, libro dopo libro, a riconoscere il proprio valore, trasformandosi dalla donna fragile e insicura che avevamo incontrato all’inizio della serie alla persona molto più consapevole di sé e dei propri desideri.

Il ritorno del marito fuggito senza spiegazioni permette a Coles di riprendere un tema che attraversa tutta la serie, ovvero quanto fosse difficile per una donna diventare davvero indipendente in un’epoca in cui la propria sicurezza economica dipendeva quasi sempre da un uomo. Martha non ha semplicemente bisogno di liberarsi di un matrimonio infelice, ha bisogno di poter disporre della propria vita e del proprio futuro. Il gesto di Stan, per quanto tardivo e imperfetto, assume proprio per questo un significato importante.

Il piccolo villaggio inglese continua a essere uno dei “personaggi” più amabili della serie, un luogo nel quale tutti sembrano sapere tutto degli altri e in cui una voce può attraversare la strada più velocemente di qualunque automobile. Pettegolezzi, sospetti e segreti fanno parte della vita quotidiana, ma Coles non dipinge una comunità soltanto meschina o giudicante. Accanto alle chiacchiere troviamo infatti persone capaci di comprensione, amicizia e solidarietà, pronte a tendere una mano quando qualcuno ne ha bisogno.

È un vero peccato, quindi, che questa volta l’intreccio giallo non sia all’altezza dei suoi personaggi. A un lettore poco abituato al genere può essere divertente sospettare, uno dopo l’altro, di tutti coloro che avevano qualche conto in sospeso con Stan, ma chi conosce bene i meccanismi del giallo e del cozy crime rischia di individuare abbastanza presto la soluzione. Quando il colpevole diventa evidente con troppo anticipo, la parte dedicata alla risoluzione del mistero finisce inevitabilmente per perdere mordente.

Aspettiamo la prossima avventura di Martha Miller, sperando che Catherine Coles riesca a ritrovare anche nell’enigma giallo quel mordente che aveva reso così piacevoli i primi romanzi della serie.

un libro per chi: ormai si sente di famiglia accanto a Martha

autrice: Catherine Coles
titolo: Delitto perfetto a Westleham
traduzione: Rossana Lanfredi
editore: Newton Compton
pagg. 221
€ 9.90

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne, ascolta musica jazz e vive un'intensa storia d'amore con il suo beagle Franco.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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