Liliana Nechita è arrivata in Italia dalla Romania più di 15 anni fa, quando ha iniziato a fare la dura vita di chi si occupa dei nostri anziani.
La sua passione per i libri, per l’arte e la cultura l’hanno portata ad avvicinarsi alla scrittura e oggi, dopo l’esordio con Ciliegie amare, una raccolta di centinaia di lettere di donne romene che hanno compiuto i suoi stessi passi verso luoghi lontani da casa, Nechita è in libreria con L’imperatrice, un romanzo breve ma decisamente intenso, pubblicato da FVE Editori.

L’imperatrice

L’imperatrice è Olga, anziana contadina che ha fatto la fame e ha vissuto sotto le restrizioni del comunismo e della dittatura di Ceaușescu.
A raccontarla in queste pagine è la nuora Elena, che lavora in città e, nonostante due figlie piccole da accudire, riesce sempre a trovare il tempo per andare in campagna a darle una mano.

Perché a Elena, tutto sommato, la rumorosa e frenetica vita della città sta stretta e dalla vigorosa suocera ha sempre qualcosa da imparare.

Non so dove stava la felicità.
Forse nell’aria. Forse in quella sensazione di libertà di amare, di imprecare, di zappare, di raccogliere e costruire.
Il contadino non deve dimostrare niente a nessuno, solo a se stesso. Spende la vita facendo quello che deve fare, ma decide lui quando farlo. E se un giorno ha sbagliato qualcosa o non se la sente di fare un lavoro, non succede niente: la terra l’aiuta e aspetta.

Olga ha tanto da raccontare.
Ha cresciuto cinque figli, avuti da diversi mariti.
Rimasta vedova giovanissima, per sfamare i primi due lavorava tutto il giorno nei campi, portando a casa l’unica pagnotta guadagnata.
L’arrivo di un secondo marito non cambia le sue sorti, perché gli uomini di questo suo piccolo mondo sono quasi tutti pregni di grappa e pigrizia, ma la determinazione di Olga la porterà comunque ad allevare i figli senza mai far mancare il cibo, le mutande, le scarpe e le matite.

Non era cattiva, ma sapeva che si può sopravvivere anche senza dei figli. Non era egoista, ma aveva paura della povertà estrema: si ricordava i giorni in cui lavorava sul campo, riceveva un pezzo di pane e non lo mangiava per portarlo a casa, i suoi figli l’aspettavano affamati.

La durezza di Olga, il suo fare da despota che le fa sempre a guardare tutti dall’alto in basso, nonostante la piccola statura, la rendono spesso così dura da essere respingente, eppure è impossibile non affezionarsi a questa donna scomoda, irritante, autoritaria, che se fosse stata imperatrice avrebbe punito, allontanato, comandanto senza alcun garbo.
Una donna straordinaria nel suo attaccamento alla vita, che a Elena insegnerà tantissime cose – dal fare un minestrone con soli tre ingredienti al raccogliere le erbe per curarsi – e che arriverà alla fine senza mai cedere di un millimetro rispetto alle proprie convinzioni.

Erano gli anni del comunismo, tutto era diviso in quote. C’erano i tesserini per il pane, per il latte, per la carne, per il riso, qualsiasi cosa aveva una misura stabilita dallo Stato. I sogni dovevi misurarteli da te.

Liliana Nechita racconta la durissima vita del popolo romeno e in particolare delle sue donne, veri e inaffondabili capisaldi della famiglia, tratteggiando un universo di umanità non troppo lontanto da noi e che, nonostante l’innegabile durezza, è fatto anche di magia e bellezza.
L’imperatrice è anche il ritratto di un mondo senza tempo, così come sa essere la vita contadina che scorre non guardando all’orologio ma solo al sorgere del sole, al colore dei campi, alla neve che cade.
Una romanzo che tocca corde ancestrali, che smuove lo spirito e che lascia, infine, un senso di affettuosa familiarità davvero unica e speciale.

un libro per chi: subisce il fascino delle storie che arrivano dall’Est

autrice: Liliana Nechita
titolo: L’imperatrice
editore: FVE Editori
pagg. 187
€ 15

Categorie: Leggiamo

Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *