Andarsene di Rodrigo Hasbún

Andarsene di Rodrigo Hasbún

Dopo aver letto Gli anni invisibili, non può che nascere spontaneamente il desiderio di recuperare anche Andarsene, precedente romanzo del boliviano Rodrigo Hasbún recentemente ripubblicato da SUR con una nuova veste grafica.
La storia prende spunto da una vicenda vera: quella di Hans Ertl, cineasta tedesco vicino al nazismo che, pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, si rifugia in Bolivia con la famiglia.

Andarsene

Il patriarca autoritario Hans Ertl ha trascinato tutta la sua famiglia dall’altra parte dell’Oceano.
L’onta del nazismo non si può lavare via con l’acqua e andarsene dall’altra parte del mondo asseconda anche quel suo spirito esploratore che non riesce a far tacere.

Andarsene, era questo che papà sapeva fare meglio, andarsene ma anche tornare, come un soldato sempre in guerra, giusto il tempo di radunare le forze per andarsene una volta ancora. Di solito succedeva dopo qualche mese di quiete. Quella volta, proprio dopo essersi lamentato dell’alpinismo, con la bocca mezza piena, butto lì che presto sarebbe partito la ricerca di Paitití, un’antica città ina che era rimasta sepolta nel bel mezzo della foresta amazzonica.

La moglie Aurelia e le giovani figlie Monika, Heidi e Beatrix lo seguono, non tutte con lo slancio necessario a rifarsi una vita in una terra ben diversa da quella in cui sono nate e cresciute, per quanto La Paz, la città in cui stanno ora, sia perlopiù abitata da membri della Gestapo e delle SS.

Mamma era quella che aveva sofferto di più per il nostro trasferimento. Riusciva a comunicare come si deve solo con altri tedeschi, e in più la sua salute era peggiorata, l’altitudine di La Paz non le faceva bene.

È Monika la più simile al padre: indipendente, avventuriera, abile a maneggiare la cinepresa e le armi, con un carattere forte, intraprendente ed estroverso che non la fa mai tirare indietro quando Hans le propone di seguirlo nelle sue esplorazioni, mentre Heidi può vivere solo in parte quelle emozioni a causa degli impegni scolastici e Trixi, la più piccola, resta quasi sempre a casa con la madre infelice e trascurata.

Il breve romanzo di Hasbún è un girotondo di punti di vista che raccontano di questa famiglia apparentemente agiata che non riesce però a superare la miseria umana che la attraversa; legami di sangue chr subito dopo la morte della madre si disperderanno del tutto, ognuno verso il proprio destino.

Nessuna emozione, nessun ricordo: questa continua a essere la consegna. Non sentire nulla è sentire qualcosa?

Quello di Monika, vendicatrice della morte di Che Guevara, finirà sui giornali di tutto il mondo e scolpito nella grande storia, ma non è questo il punto focale su cui si concentra l’autore, più interessato a farci scoprire la vita intima e le inquietudini dei suoi personaggi, i loro lati oscuri, l’intrecciarsi di attimi vissuti insieme che si contrappongono a distanze insuperabili, gli scontri generazionali e di classe che si ripetono sempre e per sempre.

Andarsene è un album di famiglia composto da fugaci istantanee riprese da diverse voci narranti, che non fanno sconti a nessuno e che, allo stesso tempo, nemmeno indugiano sul facile giudizio.
La scrittura di Rodrigo Hasbún è asciutta e pulita, mai eccessiva, così come dovrebbe essere quella di un grande scrittore che sa raccontare e trasmettere il senso profondo della memoria.

un libro per chi: sa che le famiglie sono luoghi dove spesso è facile perdersi

autore: Rodrigo Hasbún
titolo: Andarsene
traduzione: Giulia Zavagna
editore: SUR
pagg. 118
€ 15

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne e ascolta musica jazz.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

(2) Commenti

  1. Lo avevo letto anni fa e mi era piaciuto tantissimo, ero pure andata alla presentazione di un suo libro e mi era rimasta una bellissima impressione.
    Mi hai appena ricordato che nella infinita lista dei libri che vorrei leggere c’è il suo secondo romanzo…

    1. Federica sappi che Gli anni invisibili a mio avviso è pure più bello di Andarsene!

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