L’impostore di Damon Galgut

L'impostore di Damon Galgut

Articolo a cura di Metella Orazi.

La casa editrice e/o prosegue nel lavoro di pubblicazione delle opere di Damon Galgut, autore sudafricano vincitore del Booker Prize 2021, che è ora nelle librerie italiane con L’impostore, titolo in precedenza già uscito per Guanda.

L’impostore

Adam Napier perde inaspettatamente il suo lavoro in ufficio perché al suo posto viene assunto uno stagista nero. Poco tempo dopo, non riuscendo a sostenere il mutuo, deve lasciare anche la casa a Johannesburg.

I segnali c’erano stati tutti, ma Adam li aveva ignorati ed era stata una doccia fredda scoprire che il giovane tirocinante nero che lui aveva formato negli ultimi sei mesi si preparava, in realtà, a prendere il suo posto. Il capo si era scusato parlando di quote razziali e dicendogli che non si trattava di una questione personale.

Adam, in attesa di capire il da farsi, si rifugia a casa del fratello Gavin, un piccolo imprenditore edile che se la passa decisamente bene perché in pochi anni ha fatto fortuna.
Alla proposta di lavorare con lui, Adam tentenna, pur essendo tentato di accettare perché bisognoso di un sostentamento, decide che forse è arrivato il momento giusto per seguire la sua vera vocazione: la poesia.

Non era mai stato veramente povero e la novità non era gradevole. Negli ultimi anni era comparso un nuovo fenomeno a Johannesburg: bianchi vestiti di stracci e dall’aria disperata che mendicavano ai semafori. Non si trovava in quelle condizioni, ma era una possibilità che esercitava su di lui una grande forza. Perdere tutto, non avere niente: un’idea che gli suscitava sentimenti contraddittori di panico ed esaltazione.

Per non continuare a essere ospite accetta di andare a vivere in una casetta che il fratello aveva comprato nel Karoo, a circa ottanta chilometri dalla città, un posto remoto e selvaggio in cui tutto è infestato da erbacce, i muri cadono a pezzi e c’è uno strano vicino, silenzioso e poco socievole; è qui che Adam spera di ripartire con la sua nuova vita.

Adam credeva nella bellezza in sé e per sé: la Bellezza con la B maiuscola. Non poteva parlare a Gavin della Bellezza, ma in quel momento vedeva chiaramente la propria strada. Era un poeta squattrinato, senza nulla da offrire oltre alle parole, ma era l’anima autentica del paese. Si trovava al centro delle cose.

La situazione si complica ulteriormente, quando anche l’ispirazione non arriva e Adam rimane bloccato di fronte alla pagina bianca.

L’incontro con un vecchio compagno di scuola è determinante: Canning è un uomo d’affari molto ricco e sembra felice di coinvolgerlo subito nella sua vita; conoscere la splendida moglie dalla pelle nera, Bimba.
Da quel momento Adam viene trascinato in un gioco che non sa decifrare, diventa vittima e carnefice.

Galgut scrive la storia di un’amicizia a tinte noir tra due personalità differenti ed entrambe enigmatiche, da una parte un osservatore passivo e disincantato che deve capire come vivere e dall’altra l’arroganza sognatrice di chi vuole prendersi tutto e sa come farlo.

A ogni pagina de L’impostore ci si chiede chi sia il personaggio che dà il nome al titolo, perché a turno tutti, per ragioni diverse, potrebbero esserlo.
In un linguaggio chiaro e incalzante il racconto spinge in profondità la critica sociale al Sudafrica contemporaneo, dove corruzione e disuguaglianze sono ancora parte inscindibile di un Paese in evoluzione.
Interessante.

L'impostore di Damon Galgut

un libro per chi: almeno una volta ha pensato di essere lui o lei l’impostore

autore: Damon Galgut
titolo: L’impostore
traduzione: Silvia Piraccini
editore: edizioni e/o
pagg. 251
€ 18.50

Chi ha scritto questo post?

Marchignola (marchigiana+romagnola), vive al mare, che ama in tutte le stagioni.
Per quasi vent'anni è stata libraia e ora, pur senza libreria, continua a pensare e agire da libraia: parla di libri, fotografa i libri che vorrebbe e quelli letti per ricordare di averli letti e continua a impilare libri su libri che forse un giorno leggerà.
Ama i gatti, i viaggi, la storia dell’arte, il cinema e il teatro, insomma, tutto ciò che racconti il mondo.
Crede fermamente nel potere delle storie e della condivisione, perché se la lettura è un atto solitario, i libri sono fatti apposta per creare connessioni. Non chiedetele di scegliere un libro preferito, potrebbe entrare in crisi, cambiando idea di continuo.

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