Si può raccontare l’abbandono e la fine di una storia senza alcun patetismo, pur mantenendo una profonda sincerità?
Sì, se a farlo è Daria Bignardi, da sempre attenta a raccontare la vita e le persone per ciò che sono, con il suo inconfondibile stile sobrio e asciutto che ritroviamo anche in Oggi faccio azzurro, ultimo romanzo pubblicato da Mondadori.

Oggi faccio azzurro

Galla, ex modella cresciuta nel basso ferrarese, è stata lasciata dal marito americano Doug, dopo vent’anni di matrimonio.
Stordita forse più dall’improvvisa scelta dell’uomo che dal dolore della perdita, Galla si crogiola in quei pensieri da cui tutti noi – abbandonati almeno una volta nella vita – ci siamo lasciati sopraffarre fino a ridurci in poltiglia.

Alle malattie sono abituata, ma questa è un’amputazione violenta e senza anestesia.
Pensi: “Se la persona che amo mi rifiuta vuol dire che non valgo proprio niente”

È stata moglie Galla ma non è mai diventata madre.
La sua grave anemia le ha procurato aborti e profonde cicatrici nell’anima, lasciando in sospeso il suo ruolo nel mondo.
Non più modella, non più moglie e nemmeno madre, cosa rimane a chi non ha mai immaginato se stessa al di fuori della coppia?

Stavamo insieme da una vita, litigavamo come tutti e qualche volta gli avevo detto che volevo andarmene solo per farmi rispondere che non poteva vivere senza di me.
Doug non parlava tanto, ma aveva sempre risposto la stessa cosa: «Io non ti lascerò mai».
Me lo ero fatta bastare.
Invece quella mattina, improvvisamente, mi aveva spezzato il cuore.

Non è affatto semplice ritrovarsi dopo una vita trascorsa in due, ma ad aiutare Galla c’è qualcuno di inaspettato e bizzarro, che la raggiunge durante un viaggio a Monaco e la visita a una casa-museo: è la voce di Gabriele Münter, compagna e musa di Kandinskij per anni e poi abbandonata per una donna più giovane e frivola.
La Voce, un grillo parlante sfacciato e impietoso, la sprona ad andare oltre il ricordo del marito, a prendere in mano la vita e a viverla pienamente, mettendo al centro se stessa e i propri desideri.

«Ancora con ’sto affetto, sei proprio una cretina» si agita Gabriele. «“Affetto da un morbo” si dice, ricordatelo! Per una coppia l’unico modo onesto di lasciarsi è a pedate. In una separazione cosiddetta civile hai soltanto da perderci. Ricordati, bellezza: più Galla e meno Placidia!»

Ma Galla tituba, non riesce a essere arrabbiata con Doug, non può credere che Gabriele abbia un senso e, soprattutto, dica il vero, così cerca confronto e conforto nell’analisi, iniziando la terapia con una dottoressa saggia e serafica.
Una psicanalista che ha in cura anche Nicola, un operatore umanitario ossessionato dalla seduzione e incapace di dimenticare la moglie che ha tradito, e Bianca, una diciassettenne figlia di genitori separati, colta da attacchi di panico che le impediscono di frequentare la scuola.

Mi sento come quegli sfigati dei programmi che guarda madre in televisione, coi sentimenti al posto del cervello, che ogni due parole dicono «Sono me stesso» o «Sii te stessa». Sii te stesso anche meno. E se sei uno sfigato? Io voglio studiare, suonare, giocare a pallavolo, stare bene

Se nella prima parte di Oggi faccio azzurro la vicenda scorre su un binario conosciuto e indolente, è con l’arrivo degli altri due pazienti che finalmente la storia deraglia e si movimenta, tirando fuori diverse vicissitudini parallele, sì dolorose ma al contempo fonte di leggerezza e sottile umorismo.
La solitudine di Galla, con l’arrivo di Nicola e Bianca, viene spazzata via da una rumorosa e deflagrante ricerca della felicità, che parte dalle piccole cose e arriva a conquistare uno spazio sempre più necessario per tutti i personaggi.

Come a dire e ribadire che nessun uomo (o donna) è un’isola e che l’unione fa la forza, soprattutto quando questa nasce dal riconoscimento delle reciproche fragilità.
Un romanzo breve, colorato e luminoso, che in modo assolutamente sferzante e originale sa ricordarci che voler bene a se stessi è fondamentale tanto quanto aprirsi al mondo e voler bene agli altri.

Oggi faccio azzurro di Daria Bignardi

un libro per chi: è sopravvissuto all’abbandono e sa che, dopo, tutto può succedere

autore: Daria Bignardi
titolo: Oggi faccio azzurro
editore: Mondadori
pagg. 168
€ 18

Categorie: Leggiamo

Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

0 commenti

Lascia un commento

Avatar placeholder

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *