Articolo a cura di Metella Orazi.
In Singer sisters, romanzo della giornalista e critica culturale newyorkese Sarah Seltzer, pubblicato in Italia da Jimenez Edizioni, la musica è una grande protagonista e accompagna tutta la storia, come se fosse suonata in sottofondo.
Singer sisters
Le sorelle del titolo sono Judie e Sylvia Zingerman che compongono un duo musicale folk e la loro storia si svolge su due piani temporali.
Il primo racconta di Judie e della sua band negli anni ‘60 e ‘70 e l’altro segue la figlia di Judie, Emma Cantor che nel 1996 è in tournée a New York, in attesa di fare “il salto” e di essere prodotta da una major. Cresciuta come figlia d’arte, Emma ha respirato creatività fin da bambina; vuole a tutti i costi che la musica sia la sua vita e sente che è arrivato il momento che una grande etichetta discografica la noti.
La musica era molto meno sconcertante della vita.
Emma per diventare una cantante deve opporsi alla madre, che non vuole vedere la figlia ripercorrere i suoi stessi errori, cioè abbandonare il college e avere, per un periodo, una vita precaria e nomade. La ragazza però non è interessata alla laurea e a un destino preconfezionato, lei è cresciuta in mezzo ad artisti geniali e ora ha bisogno di mettersi alla prova.
“Rallenta, cuore” sussurrò, pensando a un mantra. Suonava come il titolo di una canzone. Perché questo erano quei sentimenti e quegli scombussolamenti. Erano canzoni che non avevano un posto in cui andare, così si agitavano dentro di lei”.
Da parte sua Judie, con una vicenda di amore travagliato per un musicista, ha abbandonato improvvisamente e senza spiegazioni la musica, cosa che nessuno comprende, neppure la sorella.
Perché mai, dopo aver lottato per affermarsi contro il sessismo dell’ambiente musicale non ne vuole più far parte?
I rapporti familiari sono complessi e quando Emma viene a conoscenza di un segreto materno, la rivelazione mette in discussione tutto ciò che credeva di sapere, solo la musica rimane come unico punto fermo.
Rose conosceva il potere delle canzoni. Ti raggiungevano nella tasca posteriore al di là del tuo io pensante, il luogo in cui i colori e i sentimenti e i vettori di luce saltavano intorno a te, entravano e uscivano da te, ti cambiavano dalla persona che eri il giorno prima e almeno temporaneamente fermavano le domande che ti tormentavano la notte.
Singer sisters presenta una credibile ricostruzione delle atmosfere dei pub, delle strade e dei concerti di quegli anni, con personaggi raccontati quasi biograficamente, la cui vita si intreccia con le vicende storiche sullo sfondo, dal Vietnam al sexgate di Clinton e Lewinsky, dal crollo delle Torri Gemelle alla presidenza di George W. Bush. I cantanti reali citati o accennati, Bob Dylan, Joan Baez, Patti Smith o Britney Spears, contribuiscono ad aggiungere fascino alla storia.
Seltzer narra in terza persona, ma in ogni capitolo si concentra su una delle protagoniste e il suo mondo interiore, e riflette – a seconda che si tratti della madre, della figlia o della sorella – su quanto sia difficile conciliare i propri ruoli con l’aspirazione al successo.
Questo romanzo non parla solo del sacro fuoco dell’arte, ma anche di sessualità, di salute mentale e sensi di colpa per maternità volute o rinnegate.
Una storia sulla “sorellanza” che non è solo un legame di sangue, ma soprattutto solidarietà tra donne che condividono le medesime aspirazioni creative e lottano per realizzarle.

un libro per chi: ha amato il romanzo e la serie TV Daisy Jones & The Six
autrice: Sarah Seltzer
titolo: Singer sisters
traduzione: Valentina Zucca
editore: Jimenez Edizioni
pagg. 323
€ 19

