Momenti di gioia imperfetta di Catherine Newman

Sulla copertina di Momenti di gioia imperfetta di Catherine Newman c'è un'illustrazione che rappresenta il mare sotto la superficie, in cui si vedono tre tavole da surf e le gambe delle persone che le cavalcano

Il romanzo Momenti di gioia imperfetta di Catherine Newman, pubblicato da Bollati Boringhieri, racconta la vita così com’è davvero, fatta di amore, paure, ricordi e di quelle piccole crepe che, con il tempo, diventano parte della nostra identità. Con uno sguardo affettuoso e ironico, l’autrice americana racconta una fase dell’esistenza che raramente trova spazio nella narrativa con così tanta spudorata sincerità: la maturità di una donna che deve fare i conti con il tempo che passa e con le trasformazioni della propria famiglia.

Momenti di gioia imperfetta

La protagonista Rachel, che tutti chiamano Rocky, è una donna sposata, madre di due figli ormai grandi, Jamie e Willa. La sua quotidianità è quella di tante donne: un matrimonio di lunga durata, genitori anziani che diventano sempre più fragili, figli che iniziano a costruire una vita autonoma. Mentre attraversa questa fase della vita, Rocky ripensa spesso al passato, in particolare a un episodio avvenuto molti anni prima, quando Jamie aveva quattro anni e Willa non aveva ancora compiuto un anno.
Che cosa accadde davvero in quell’estate? Il ricordo, mai completamente chiarito, ritorna come un’eco lungo tutta la narrazione, intrecciando presente e passato.

Il cuore del romanzo è proprio questo momento delicato dell’esistenza femminile.
Rocky si trova ad affrontare l’invecchiamento, la menopausa e quella sensazione di disorientamento che nasce quando i ruoli familiari, costruiti e consolidati negli anni, iniziano lentamente a cambiare.
Newman racconta tutto questo con una straordinaria capacità di osservazione: la protagonista si muove tra la cura degli altri e il tentativo di riconoscere finalmente anche i propri bisogni, dopo una vita trascorsa a mettere sé stessa in secondo piano.

E ora? Questi ragazzi cresciuti che, ormai usciti di casa, hanno reso la vostra vita così tranquilla? (Con papà abbiamo scongelato il freezer a pozzetto è un messaggio che ho inviato davvero per raccontare come stesse andando il nostro fine settimana). Questi ragazzi che miscelano cocktail e friggono calamari, vanno in macchina al chiosco delle pannocchie e raccontano aneddoti buffi sul dispenser di kombucha al lavoro? Non avevo idea che sarebbe stato così piacevole. Se avessero mostrato a Nick e a me dei video di tutto questo mentre eravamo accovacciati sulla spiaggia a confortare un bambino in lacrime perché la sabbia puzzava di gamberetto, non ci avremmo creduto

Nonostante tocchi temi profondi e talvolta scomodi, l’autrice riesce a mantenere un tono leggero e intelligente. C’è un’ironia sottile che attraversa le pagine, quasi un modo per difendersi dal peso delle responsabilità e delle aspettative. È quella saggezza pratica che molte donne sviluppano nel tempo: sdrammatizzare, trovare un sorriso anche nelle situazioni più complicate, continuando comunque a prendersi cura di tutti.

La maternità è il fulcro emotivo della storia.
Rocky ama visceralmente i suoi figli, ma insieme all’amore porta con sé anche il senso di colpa che spesso accompagna le madri; quella la paura di non aver fatto abbastanza, di non aver dato tutto, di aver sbagliato qualcosa lungo il cammino.
L’autrice racconta questo sentimento con grande onestà, mettendo in discussione l’idea di un istinto materno perfetto e naturale, spesso imposto più dalla società che dalla realtà dell’esperienza quotidiana.

«Ci vorrebbe un avviso per contenuti sensibili» ho commentato mentre ero sdraiata supina sul lettino rivestito di carta frusciante con indosso un camice di carta frusciante. La dottoressa ha avvicinato il suo sgabellino a rotelle per guardarmi in faccia e, con un cenno comprensivo del capo, mi ha chiesto cosa potesse fare per me. Mi sono drizzata a sedere per sentirmi più simile a una donna che a una pila di vecchie fette di prosciutto avvolte in carta per alimenti.

Uno dei punti di forza di Momenti di gioia imperfetta è la costruzione dei personaggi. Ognuno di loro ha uno spazio autentico nella storia: marito, figli, genitori, tutti sono figure imperfette, piene di debolezze e contraddizioni, ma proprio per questo incredibilmente umane.
Ed è così che lettrici e lettori finiscono per riconoscersi nei loro gesti, nelle loro paure, nelle loro fragilità.

Nick mi cinge la vita, e mi rendo conto di non essermi quasi accorta di lui per tutto il giorno. È sempre qui, qui, qui, ci accompagna dove dobbiamo andare, fa sentire tutti è proprio agio, rimette in ordine le cose, con la sua storia bellezza.

A rendere tutto ancora più coinvolgente è lo stile di Newman, fresco, energico, capace di alternare momenti di profonda introspezione a passaggi pieni di vitalità.
Leggere questo romanzo è un po’ come ricevere un abbraccio caldo e sincero, uno di quelli che fanno sentire compresi anche nelle nostre imperfezioni.
Proprio in quelle imperfezioni, forse, si nascondono i momenti di gioia più autentici dell’intera vita.

un libro per chi: ha superato i cinquanta e inizia ad avere le scalmane (e per tutti gli uomini che vogliono capire come ci si sente)

autrice: Catherine Newman
titolo: Momenti di gioia imperfetta
traduzione: Manuela Faimali
editore: Bollati Boringhieri
pagg. 202
€ 18

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne, ascolta musica jazz e vive un'intensa storia d'amore con il suo beagle Franco.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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