La bambina nel buio di Antonella Boralevi

La bambina nel buio di Antonella Boralevi

Bisogna ammettere che per me non è stato facile ingranare la marcia con La bambina nel buio, il nuovo romanzo di Antonella Boralevi: una scrittura fin troppo ricca di dettagli, arzigogolata ed eccessivamente descrittiva, che si muove su piani spazio-temporali diversi, che all’inizio non è semplice seguire. Eppure, un insolito prurito morboso mi ha spinta ad andare avanti ed è stato un bene perché, passato lo scoglio delle prime 150 pagine, ho intravisto il fulgore dell’intreccio e da lì, poi, non mi sono più fermata. La bambina nel buio 1985, campagna veneta. Sono gli anni di quel boom economico che concede agli uomini di buon fiuto di arricchirsi ed entrare nel gotha dei miliardari. Paolo e Manuela Zanca, i parvenu belli e apparentemente innamorati, stanno dando una sfarzosa festa per celebrare i loro vent’anni di matrimonio. Sono al centro del mondo, la loro splendida villa, e si lasciano fintamente venerare dagli amici nobili, snob altrettanto miliardari che fingono di dimenticare le modeste origini della coppia. Paolo s’è fatto da sé, con una piccola idea geniale che lo ha portato, in breve tempo, a fare i soldi veri, quelli che ti concedono di spendere milioni in belle auto, gioielli, arredi importanti …

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credits | Massimo Sestini

Attraversare il mare per non morire: libri e immigrazione

C’è un tema che mi sta molto a cuore e che mi provoca una netta dicotomia emozionale, dividendomi tra commozione e rabbia: l’immigrazione. Commozione di fronte agli occhi di chi percorre quel viaggio della speranza e spesso non riesce a giungere alla terra promessa; rabbia verso chi giudica dall’alto del privilegio di essere nato nel nord del mondo, ma anche verso le istituzioni che non sanno tendere la mano e aiutare concretamente. No, questo non è un post politico, quindi non approfondirò la mia personale visione del tema. Qui parliamo di libri, che spesso aiutano ad ammorbidire i preconcetti e danno il là per attraversare i confini delle proprie idee. Nella rubrica Similitudini darò spazio a quei libri uniti da un comune fil rouge; libri che ho letto e amato, che hanno cambiato il mio modo di pensare o lo hanno rafforzato nei propri solidi intenti. Oggi vi presento tre storie d’immigrazione, tre sogni di cambiamento, tre viaggi della speranza. Con una piccola ma sentita preghiera: leggete e condividete questi libri, regalateli più che potete, lasciateli liberi dove possano davvero cambiare l’ostinato pregiudizio di chi teme chi arriva da lontano. Buona lettura. Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio …

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Confessioni audaci di un ballerino di liscio di Paola Cereda

Confessioni audaci di un ballerino di liscio di Paola Cereda

Scrivere di libri significa godere di grandi fortune. Come conoscere Paola Cereda, appena uscita in libreria con il suo quarto romanzo, dal titolo wertmulleriano Confessioni audaci di un ballerino di liscio, edito da Baldini+Castoldi. Sono stata invitata dalla casa editrice a incontrare Paola, per sentirla raccontare con grande passione la storia di Frank Saponara, ballerino di liscio e proprietario del Sorriso dancing club, balera che da cinquant’anni accoglie personaggi bizzarri e raccoglie le storie del Polesine più profondo. Ora ditemi, di fronte a una scrittrice con questo sorriso entusiasta, non sareste rimasti incantati anche voi? Paola Cereda ci ha raccontato che un giorno ha sentito l’esigenza di scrivere un romanzo con protagonista un uomo che si chiamasse Saponara di cognome. Direte: ma che stranezza, è così che allora nascono i personaggi? A volte va proprio così, basta un cognome, magari sentito durante una partita di calcio – Riccardo Saponara è centrocampista della Fiorentina – per dare vita a un personaggio dal carattere sfaccettato come quello di Frank Saponara, erede di un impero, quel Sorriso dancing club dove si balla il liscio puro e vero e in cui si va alla ricerca dell’allegria, in una terra ricca di ombre come il …

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