La terra d’inverno di Andrew Miller

Sulla copertina de La terra d'inverno di Andrew Miller c'è una foto i bianco e nero che ritrae un canneto ai margini di un acquitrino

Articolo a cura di Metella Orazi.

Alcuni romanzi, pur essendo composti di parole, frasi, dialoghi, riescono nella magia di trasmettere una sensazione di silenzio e quiete (apparente), ed questo è il caso di La terra d’inverno, romanzo di Andrew Miller pubblicato in Italia grazie a NN editore.

La terra d’inverno

Eric pur essendo di umili origini è riuscito a studiare diventando medico nell’Inghilterra degli anni Sessanta. Vive ed esercita la professione in campagna, sposato da poco con la bella Irene che aspetta il loro primo figlio.
Tutto fa pensare che la vita della coppia sia serena e appagante, fatta di cose semplici, scandita dalle visite ai pazienti e dai ritorni a casa a orari consueti, ma dietro la maschera della tranquilla vita familiare si nasconde un’incrinatura: Eric ha un’amante.

Lesse in fretta. Lei sapeva trasformare la lingua in una carezza. Ma mandargliela lì, nell’ambulatorio! L’ultima volta l’aveva avvertita e credeva che lei avesse capito. E infatti. Faceva parte di un gioco, stuzzicava quella parte di lui che lei chiamava “Eric il catechista” anche se al catechismo lui non ci aveva mai messo piede.

L’amante è una donna sposata che lo coinvolge a livello fisico, ma soprattutto rappresenta per lui quell’idea di fuga dalla quotidianità, il pensiero eccitante di essere qualcun altro, diverso dal prevedibile padre di famiglia in cui si sta trasformando.

La loro storia era una volgare assurdità borghese, oppure l’unica cosa della sua vita che gli sembrava viva, di cui era realmente orgoglioso? L’unica sua certezza era che la coscienza esiste soltanto per farci sentire più piccoli.

Irene rimane molte ore da sola per via del lavoro di Eric e stringe perciò un’amicizia con la vicina di casa, Rita, anche lei incinta e da poco trasferita in campagna da Londra con il marito Bill.
Anche questa seconda coppia nasconde degli scheletri, perché Rita ha un passato di cui si vergogna e Bill non riesce ad amare la vita lontano dalla città, entrambi sperano di ricominciare, anche se in verità celano molta insoddisfazione.

La neve comincia a cadere e pervade tutto ciò che circonda le due coppie; i fiocchi ricoprono e silenziano i campi creando un gelo che è sia fisico che mentale. Il paesaggio si fa metafora e suggerisce un mutamento necessario; nel ghiaccio che cristallizza può essere conservato un seme pronto rifiorire.
Ed ecco che un errore di Eric fa sì che i quattro si confrontino con le loro speranze tradite, oramai impossibili da nascondere.

Miller riesce ad intrecciare con delicatezza le storie dei protagonisti che a loro modo cercano di amare e di essere amati e lo fa con maestria, misurando con il calibro il non detto, attraverso una lingua che non aggiunge mai nulla di più di ciò che serve.

La terra d’inverno ci fa incontrare personaggi molto umani e attuali, sfaccettati, traditori ma con un forte senso del dovere, ambivalenti che sembrano non cambiare ma che invece, come un fiume ghiacciato che si incrina e scricchiola se calpestato, mostrano su di sé delle piccole crepe che possono scioglierli.
Questo è un romanzo sulle relazioni, che va letto lentamente, come una camminata nei boschi in cui è caduta la neve fresca, per godersi ogni sfumatura e pensare ai silenzi.

un libro per chi: come il Riccardo III di Shakespeare pensa che “Ormai l’inverno del nostro scontento / s’è fatto estate sfolgorante ai raggi di questo sole di York”

autore: Andrew Miller
titolo: Terra d’inverno
traduzione: Ada Arduini
editore: NN editore
pagg. 400
€ 20

Chi ha scritto questo post?

Marchignola (marchigiana+romagnola), vive al mare, che ama in tutte le stagioni.
Per quasi vent'anni è stata libraia e ora, pur senza libreria, continua a pensare e agire da libraia: parla di libri, fotografa i libri che vorrebbe e quelli letti per ricordare di averli letti e continua a impilare libri su libri che forse un giorno leggerà.
Ama i gatti, i viaggi, la storia dell’arte, il cinema e il teatro, insomma, tutto ciò che racconti il mondo.
Crede fermamente nel potere delle storie e della condivisione, perché se la lettura è un atto solitario, i libri sono fatti apposta per creare connessioni. Non chiedetele di scegliere un libro preferito, potrebbe entrare in crisi, cambiando idea di continuo.

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