Quanti di noi provano sempre un certo pudore ad ammettere di aver sofferto o di soffrire di ansia e attacchi di panico?
Accade perché, al di là del proprio carattere – più o meno riservato – e del proprio desiderio di raccontare una dolorosa esperienza, è raro sentirsi accolti e compresi quando di mezzo c’è il tema del disagio mentale.
Ce lo fa comprendere bene Il mare verticale, bellissimo graphic novel scritto da Brian Freschi e disegnato da Ilaria Urbinati, pubblicato da Bao Publishing.

Il mare verticale

India è una maestra elementare e vive a Cesenatico.
Ha un compagno che spesso è lontano per lavoro e che la lascia sola per lunghi periodi.

India soffre di attacchi di panico. Improvvisamente tutto intorno a lei diventa oscuro e opprimente, il fiato le viene a mancare e i muscoli non rispondono più alla sua volontà.
Poi, come sempre, tutto passa, lasciandola però ogni volta più sfinita e terrorizzata.

Il mare verticale di Brian Freschi e Ilaria Urbinati

Perché è la paura di perdere il controllo a spaventarla ancora più del momento stesso in cui la terra sotto i piedi crolla, ed è proprio quando un attacco la coglie in classe, davanti ai suoi amati scolari, che alla vita di India si aggiunge il pesante giudizio di chi non comprende la sua patologia.

Genitori ignoranti e spaventati, colleghi superficiali e incapaci di solidarietà, parenti che non riescono a comprendere come sia possibile non risolvere in quattro e quattr’otto qualcosa che somiglia tanto a una fisima. Tutti hanno qualcosa da dire, mentre la giovane si sente sempre più sotto pressione.

Perché è questo ciò che spesso accade a chi soffre di DAP (disturbo da attacchi di panico): il sentirsi additati e travolti dai facili consigli di chi non comprende che quell’oscurità, quell’ossigeno mancato, quel mare verticale che ci sta venendo addosso, non sono qualcosa che può sparire solo desiderandolo con forza.

India non vuole nascondersi perché, nonostante la sofferenza dovuta agli attacchi e ai giudizi, è ben consapevole di non essere la sua malattia.
Ed è così che inizia a raccontare ai suoi bambini la storia di Hava, una ragazza che in un mondo parallelo si trova di fronte un mostro nero come la pece, Kalabibi.
Hava, come India, sa che solo lei può decidere se affrontare il mostro. Solo lei può darsi l’opportunità di sconfiggerlo, iniziando ad accettarne l’esistenza.

Il mare verticale di Brian Freschi e Ilaria Urbinati

Brian Freschi e Ilaria Urbinati riescono a raccontare con estrema delicatezza ma senza alcuna edulcorante retorica le complesse sensazioni che solo chi soffre di DAP conosce davvero.
Allo stesso modo, dipingono con grande realismo una società che giudica e spara sentenze, che non sa mettere in discussione la propria ignoranza e che per questo si sente giustificata a colpire fino ad annientare.
Il mare verticale è un graphic novel che ha molto da raccontare e che lo fa egregiamente.
Da leggere e da far leggere.

Il mare verticale di Brian Freschi e Ilaria Urbinati

un libro per chi: ha pregiudizi di fronte al disagio e alla malattia mentale

autori: Brian Freschi (testo) e Ilaria Urbinati (disegni)
titolo: Il mare verticale
editore: Bao Publishing
pagg. 192
€ 20


Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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