Come i Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra di James Lloyd Carr

Come i Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra di James Lloyd Carr

Un libro sul calcio?
No, non è come sembra!
Come i Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra di James Lloyd Carr, pubblicato da Fazi, è un romanzo spiritoso e irresistibile, che dal calcio di una volta prende ispirazione per raccontarci una storia fantasiosa, condita da un pacato ma sempre godibile humour inglese.

Come i Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra

Può una squadra di calciatori dilettanti – “un’accozzaglia di lattai e contadini” – ambire ai fasti di una competizione come il campionato che porta verso la Coppa d’Inghilterra?
Certo che sì, se quella squadra segue i sette postulati messi a punto da Mr. Kossuth, professore ungherese rifugiatosi in Inghilterra, convinto che il calcio si possa studiare come un qualunque fenomeno scientifico.

QUINTO POSTULATO
Tutti i giocatori, tranne il centravanti, devono difendere la propria porta, e tutti i giocatori, tranne il portiere, devono puntare alla porta avversaria.

Se poi ci sono i finanziamenti di un generoso presidente come Mr. Fangfoss, è ancora più semplice ambire al primo posto in classifica!
Tralasciate il fatto che Mr. Fangfoss sia disinteressato al calcio, forse perché impegnato a gestire le sue DUE mogli o forse perché proprietario di mezza città; non pensate nemmeno alle uniformi color giallo ranuncolo e al fatto che Steeple Sinderby – cittadina natale di questa squadra – sia un insediamento perlopiù rurale e privo di particolari doti.

A essere sinceri, non c’è molto da dire. Il nostro distretto si trova in una zona che non è né particolarmente pittoresca né esattamente brutta; ci si fa l’abitudine e si finisce per non farci più caso.

Non fermatevi alle apparenze alquanto ridicole di questa scalcinata squadra, mossa dall’entusiasmo degli incoscienti e dalla fortuna dei principianti, perché nei Wanderers gioca anche il redivivo e fortissimo Sidney Swift, detto Meteora per il suo fenomenale passato calcistico durato una sola stagione e interrotto da una personale crisi sul senso della vita; senza dimenticare che nel team c’è pure il brillante, talentuoso e carismatico Alex Slingsby, che ha rinunciato alla carriera calcistica e anche a quella accademica, per stare accanto alla moglie Diana, ormai in stato vegetativo dopo un brutto incidente.

D’ora in poi, la domenica mattina vuol dire scrostare, pulire, controllare chiodi e lacci, ungere e massaggiare il cuoio. Le vostre scarpe sono parte dei vostri piedi. Ragazzi, dobbiamo pensare al calcio e sognare il calcio. Tutti noi undici, e anche le riserve! Se ci battono, dobbiamo lasciare il campo consapevoli che non c’era niente, niente, NIENTE di niente che potevamo fare e non abbiamo fatto.

Il racconto dell’Onorevole Segretario dei Wanderers, alternato ai pittoreschi stralci delle cronache riportate sui giornali locali, si trasforma in un romanzo dal raffinato senso dell’umorismo, con la prosa brillante, garbata e pungente che appartiene a quelle inaspettate e luminose scintille che passano spesso inosservate in libreria.
Si gira l’ultima pagina convincendosi che tutto ciò sia accaduto davvero, perché una favola così, che sa di valori antichi e genuini, ravviva la speranza nell’umanità e fa davvero bene allo spirito.

Come i Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra di James Lloyd Carr

un libro per chi: rimpiange i tempi di quando il calcio era considerato un gioco

autore: James Lloyd Carr
titolo: Come i Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra
traduzione: Silvia Castoldi
editore: Fazi
pagg. 180
€ 17

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne e ascolta musica jazz.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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