Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett

Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett

Leggendo Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett – romanziera non troppo conosciuta in Italia e oggi portata nuovamente alla ribalta da Fazi Editore – ci si trova immersi nella stessa atmosfera classista, snob ma anche decisamente ironica, tagliente e sorprendente di Downton Abbey, la serie televisiva che ha conquistato milioni di spettatori. Un mondo, quello inglese di inizio Novecento, in cui le differenze sociali tra aristocratici, ricchi borghesi e semplici popolani sono state spesso spunto di una narrativa spietata e altrettanto divertente. Più donne che uomini Diversamente da Downton Abbey, però, in Più donne che uomini ben poco accade. Tra le pagine non ci sono amori passionali, guerre che mietono vittime, patrimoni sperperati, stupri e assassini. C’è solo una scuola femminile, diretta da Josephine Napier, donna volitiva e irreprensibile, al limite del maniacale, e solido faro per studentesse, insegnanti e familiari opportunisti e sornioni. «Se una donna si presenta da sola a un ricevimento tra uomini, deve saper restare al posto suo e conformarsi alle usanze. Non credo si possa pensare altrimenti. È sola con se stessa, e non deve rammaricarsene. Non mi pesa affatto, stare in compagnia di me stessa: mentre so bene che, in un certo …

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Madonna col cappotto di pelliccia di Sabahattin Ali

Madonna col cappotto di pelliccia di Sabahattin Ali

Leggendo Madonna col cappotto di pelliccia di Sabahattin Ali mi è stato impossibile non pensare immediatamente a un altro grande romanzo pubblicato da Fazi, l’amatissimo Stoner di John Williams. Sia William Stoner che Raif Effendi, protagonista di questa nuova uscita, sono uomini comuni dalla vita apparentemente banale. Entrambi, però, nascondono al mondo qualcosa. Madonna col cappotto di pelliccia Siamo ad Ankara, in Turchia, negli Anni Trenta. Raif Effendi è un traduttore impiegato in banca, scrupoloso, pacato e impassibile. Facciamo la sua conoscenza attraverso il primo superficiale sguardo di un giovane appena assunto, che con Raif condivide l’ufficio. Raif è considerato un mediocre, viene continuamente sbeffeggiato da tutti i colleghi, prevaricato dai superiori e deriso dalla sua stessa famiglia. Silenzioso e ligio al dovere, non risponde alle provocazioni e lavora indefesso, anche durante i diversi periodi di malattia che lo tengono lontano dall’ufficio. Un giorno, dopo l’ennesima strigliata del capo, Raif disegna con poche linee il volto del superiore, attirando l’attenzione del giovane collega, che per la prima volta intuisce un misterioso lato del carattere del passivo traduttore. Sempre più incuriosito dall’atteggiamento del traduttore, il giovane si offre volontario per recapitargli a casa del lavoro, scoprendo così ulteriori dettagli: Raif vive …

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Io odio internet di Jarrett Kobek

Io odio internet di Jarett Kobek

Spietato, sarcastico, sagace, pedante, fastidioso. Potrei andare avanti ancora a lungo, elencando tutti gli aggettivi che mi sono venuti in mente leggendo Io odio Internet, il romanzo di Jarett Kobek uscito per Fazi poco più di un mese fa. Un libro che istintivamente non avrei letto, sbagliando clamorosamente. Una lettura che sono invece felice di aver fatto e che mi ha fatta annuire con convinzione per tutto il tempo. Io odio internet Ciò che Kobek racconta è parte del quotidiano di chiunque frequenti la rete. Polemiche, aggressioni verbali, giudizi estremi, dibattiti senza fine, spesso violenti e sempre inconcludenti. Chi di noi non ha assistito almeno una volta a una shit storm? Adeline è diventata celebre negli Anni 90 disegnando un fumetto con un gatto antropomorfo che lotta contro altri animali antropomorfi. Quel suo essere quasi famosa l’accompagna ancora, tanto da essere considerata voce autorevole ed essere invitata a tenere una conferenza per gli studenti del California College of the Arts. Durante la conferenza parla a ruota libera, affrontando diversi argomenti tra cui anche il diritto d’autore e la proprietà intellettuale, la pirateria informatica e pure un paio di pensieri non edificanti su alcune icone pop. Ed ecco che Adeline commette …

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