Articolo a cura di Metella Orazi.

Quando si raccontano fatti personali, può succedere di non essere sempre totalmente sinceri, omettendo, esagerando, persino inventando.
Leonard Fife, il documentarista protagonista del libro di Russell Banks pubblicato da Einaudi, dall’emblematico titolo I tradimenti, giura di voler dire tutta la verità e solo quella sulle proprie esperienze di vita.

I tradimenti

Leonard Fife è nato negli Stati Uniti, ma è in Canada – dove si era recato per sfuggire alla chiamata per la guerra in Vietnam – che ha vissuto la maggior parte della sua vita e dove ha trovato il grande successo come documentarista d’inchiesta di sinistra.

Fife sulla sedia a rotelle, si gira e dice alla donna che lo sta spingendo: Non ricordo più perché ho accettato di fare questa cosa. Tu sai dirmi perché ho accettato?

Fife è molto malato e sa che gli rimane poco da vivere, per questo decide di concedere un’ultima lunga intervista agli allievi, ammiratori del suo lavoro, che sperano di ricavare dalle riprese e dalle parole del maestro un film che ne celebri la vita e ne spieghi l’opera rivoluzionaria.

A poco a poco però, pur essendo il vecchio regista davanti alla telecamera e non dietro a gestire modi e tempi, si appropria ugualmente della narrazione, elude completamente le domande che gli vengono rivolte e decide di parlare della sua vita privata, soprattutto della parte precedente all’arrivo in Canada. Inizia così un lungo racconto che spazia tra diversi episodi mai rivelati prima.
Menzogne, fughe e tradimenti sono il fulcro di un resoconto volto a svelare la vera natura di un uomo osannato per l’opera ma la cui vita è sconosciuta persino alla moglie.

La menzogna è ancora abbastanza solida da sostenere la verità, e Fife l’ha passata liscia per cinquant’anni: può tranquillamente lasciarla sepolta per le poche settimane o i pochi giorni che gli restano da vivere, e nessuno ne saprà mai nulla. E’ il cancro che gli ha concesso la libertà di riesumare e svelare la menzogna. Non c’è più nessun lavoro futuro da proteggere o promuovere. Nessuna ambizione professionale irrealizzata. Nessuno su cui far colpo. Più niente da vincere o da perdere. Fife non ha più un futuro e, in mancanza di un futuro, il suo passato non ha nulla da infangare o compromettere.

Una condizione necessaria che Leonard pone per girare il documentario è la presenza nella stanza delle riprese dell’adorata moglie Emma, senza la quale il regista non è disposto nemmeno a cominciare. Vuole che la compagna degli ultimi trent’anni lo ascolti, perché è solo per lei che si mette a nudo, per nessun altro sono le sue parole, desidera farsi amare per quello che è veramente, con tutti difetti e le bassezze che ora è capace di rivelare.

Perché in privato lui non può fare a meno di mentirle, dice Fife. In privato, a quattr’occhi, lui ha il controllo assoluto su quello che le dice, come se la sua esistenza non avesse nulla di reale. Quando sono loro due da soli non ci sono testimoni a corroborare o a contraddire la sua testimonianza. Non c’è nessun perno inamovibile, nessun centro nel suo universo, nessun campo di gravità a regolarlo, nessun sole a tener unito l’insieme.

La troupe di fronte al fiume di parole dell’intervistato più volte si interroga sulla veridicità di ciò che stanno filmando e quello che provano è lo stesso dubbio che costantemente si pone a ogni racconto: come facciamo a stabilire se sia vero?

Banks scrive un romanzo a tratti ripetitivo, che però innesca molte riflessioni su ciò che rappresentano i ricordi, su quanto sia facile o opportuno mentire per costruire un’immagine della vita che vorremmo, ma che non è quella che ci corrisponde.

Mentre Fife parla, un ricordo ne libera un altro e in maniera vorticosa veniamo catturati dalle memorie di un personaggio, cialtrone e bugiardo o completamente puro che ha tradito tutti, ma che alla fine della sua vita non vuole tradire sé stesso.
I momenti storici, come per esempio la guerra in Vietnam, intervengono con forza nella vita del protagonista e arricchiscono il contesto nel quale si muove, sono eventi che hanno cambiato il mondo e guidato le scelte che ha compiuto negli anni.

Siamo di fronte a un romanzo che non è un giallo, perché non svela chissà quale mistero, né un romanzo storico, anche se va dagli anni ’50 ai giorni nostri.

I tradimenti è un’opera di narrativa che in qualche modo cerca di indagare sul senso della vita e su quale sia l’eredità che lasciamo dietro di noi.

I tradimenti di Russel Banks

un libro per chi: ha voglia di immergersi in una confessione che rievoca il passato ma parla al presente

autore: Russell Banks
titolo: I tradimenti
traduzione: Gianni Pannofino
editore: Einaudi
pagg. 368
€ 19,50

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Metella Orazi

Marchignola (marchigiana+romagnola), vive al mare, che ama in tutte le stagioni. Per quasi vent'anni è stata libraia e ora, pur senza libreria, continua a pensare e agire da libraia: parla di libri, fotografa i libri che vorrebbe e quelli letti per ricordare di averli letti e continua a impilare libri su libri che forse un giorno leggerà. Ama i gatti, i viaggi, la storia dell’arte, il cinema e il teatro, insomma, tutto ciò che racconti il mondo. Crede fermamente nel potere delle storie e della condivisione, perché se la lettura è un atto solitario, i libri sono fatti apposta per creare connessioni. Non chiedetele di scegliere un libro preferito, potrebbe entrare in crisi, cambiando idea di continuo.

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