Bistrattati, guardati con sospetto, additati per anni come qualcosa di utile solo a truffare chi ha bisogno di sentirsi dare le risposte che vuole, i tarocchi oggi tornano a splendere nel loro significato originario anche grazie a Valentina Divitini Malapuella e al suo manuale Leggere i tarocchi, pubblicato da Magazzini Salani.

Leggere i tarocchi

Fin dalla prefazione l’autrice premette di non voler salire in cattedra con ortodossia, un po’ perché sta ancora facendo il proprio percorso tra le carte e anche perché, come poi si scoprirà dopo qualche pagina, la lettura dei tarocchi è qualcosa di fortemente personale, che va al di là del mero significato dei simboli.

I Tarocchi sono uno strumento che ci mette in contatto con quel nucleo ancestrale e prerazionale che vive nel profondo di noi. Attraverso il loro linguaggio immediato, fatto di immagini e simboli, ci aiutano a decifrare la nostra interiorità, portando a galla sensazioni, idee e prospettive che altrimenti resterebbero intrappolate dietro lo specchio lucido della mente razionale.

L’approccio molto divulgativo dal punto di vista storico rende il libro particolarmente interessante anche per chi poi non abbia alcuna intenzione di maneggiare i tarocchi e imparare a leggerli; ripercorrendo le origini delle carte e la loro evoluzione, l’autrice cattura la nostra attenzione e ci dimostra di conoscere e padroneggiare la materia, dandoci anche la possibilità di andare oltre ai falsi miti e alle vacue leggende.

Altrettanto interessanti sono le riflessioni sugli aspetti psicologici legati alla pratica della lettura dei tarocchi, che sciolgono nodi e dubbi, come nella spiegazione della cosiddetta profezia che si autoavvera.

Allo stesso modo, Malapuella entra nel merito di tutte le tradizioni e i rituali che per anni sono stati tramandati sull’utilizzo dei tarocchi, come l’iniziale purificazione del mazzo, assolvendo in modo benevolo chi di fatto, per pigrizia o attitudine, preferisce un approccio più anarchico e meno regolamentato.

… i Tarocchi sono un sistema simbolico. Se dire che sono uno strumento ci dà un’indicazione sul loro scopo, dire che sono un sistema simbolico ci aiuta a definire ‘di che cosa sono fatti’.

Ciò che è veramente importante per Valentina Divitini è far comprendere quanto sia importante creare una vera e propria relazione con il mazzo di carte e l’impresa le riesce magistralmente, suggerendoci alcuni esercizi per entrare in confidenza con l’oggetto fisico e, di conseguenza, con tutto ciò che rappresenta.

Nessuna delle nostre esperienze può essere compresa profondamente se la consideriamo ‘nel vuoto’, estrapolata dal contesto, da ciò che viene prima e da ciò che viene dopo. Allo stesso modo nessuna carta dei Tarocchi rivela un messaggio significativo se la analizziamo in sé e per sé, ma si schiude invece quando consideriamo qual è la sua funzione all’interno del mazzo (prima) e all’interno della specifica lettura (poi): sono le relazioni che creano il significato.

Un’ultima ma importantissima particolarità della narrazione è nella declinazione al femminile usata per rivolgersi a chi legge: una scelta efficace e coraggiosa, che ci parla di riappropriazione del ruolo femminile nel quadro di certi rituali, che per anni è stato messo ai margini dal patriacarto, nonostante la storia ci parli di sibille et similia.

Leggere i tarocchi è un libro che fa essattamente quello che dovrebbe fare un buon trattato su un tema così divisivo: espone con chiarezza, colma lacune, accompagna e lascia, infine, la libertà di costruire un proprio pensiero critico.
E non è mica poco.

Leggere i tarocchi di Valentina Divitini

un libro per chi: ha tanta curiosità verso la materia ma non sa da dove iniziare

autrice: Valentina Divitini
titolo: Leggere i tarocchi
editore: Magazzini Salani
pagg. 319
€ 15,90

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Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura. Pratica mindfulness, sogna sempre le montagne e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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