La narrazione del Comunismo e delle dittature dell’Est negli anni della Guerra Fredda, con Bottigliette, romanzo d’esordio di Sophie van Lellwyn pubblicato da Keller, raggiunge un traguardo non certo facile: riuscire a essere non solo resoconto veritiero delle enormi difficoltà di chi ha subito il regime ma anche fiaba intrisa di realismo magico.

Bottigliette

La religione non è che sia proprio proibita qui, ma non è una cosa che si pratica in pubblico, o di cui si parla. Come il sesso.

Qui è la Romania ai tempi del governo di Nicolae Ceaușescu, il dittatore comunista che rimase al governo per oltre vent’anni, tra il 1967 e il 1989.
Alina pubblicamente finge, come tanti (forse come tutti), di essere felice così, con il razionamento del cibo e il proibizionismo verso ciò che arriva dall’Ovest, ma dentro di sé desidera più che mai possedere e indossare un paio di jeans Levi’s.

È una giovane insegnante e ha sposato il collega Liviu, nonostante l’opposizione che sua madre – durissima e capricciosa – ha sempre mostrato dei confronti della loro unione, ritenendo il ragazzo non all’altezza della figlia.
Ma Alina ha una zia speciale e luminosa, Theresa, che con le sue bizzarre credenze popolari e le importanti conoscenze all’interno del regime, riesce sempre o quasi a trovare le soluzioni per tutto ciò che non va.

Il fratello di Liviu, però, fuggendo all’estero mette la giovane coppia sotto una cattiva luce.
E Alina, sfinita dalle privazioni imposte dalla dittatura e incalzata dai propri sogni, inizia a scalpitare e commettere errori che saltano agli occhi di chi già la controlla.

È il primo giorno dopo l’incidente in cui il cuore di Alina non batte forte nel tragitto verso casa. Si è comportata bene e ha anche detto le cose giuste in sala professori. Le autorità l’avranno di certo sentita. Non c’è nulla da temere.
Il battito ha riacquistato il suo ritmo regolare, gradevole ma lei continua ad accelerare il passo, per la forza dell’abitudine. Davanti al suo palazzo, non c’è nessuno ad aspettarla.
Perché dovrebbe esserci qualcuno? Ha messo a posto le cose.

Invece non è finita lì, le cose non si sono messe a posto.
Quando si vive in un regime dittatoriale la serenità non è un sentimento da dare mai scontato.
Ma il sogno di Alina, quello di vivere in libertà, senza ansie e paure, con la prospettiva di poter essere ciò che vuole, magari pure l’autrice di un libro, è così forte e vivo da non soccombere nemmeno di fronte alle minacce degli uomini del governo, che la intimoriscono con visite nei luoghi in cui i dissidenti vengono torturati fino a diventare fantasmi.

Quando Alina faceva le elementari, i bambini dovevano foderare i manuali con copertine trasparenti e applicarci sopra un’etichetta con il proprio nome. Alina la sua etichetta la attaccava sempre sopra il nome dell’autore.

Cosa si può fare, però, quando il nemico è in casa, quando chi dovrebbe amarti e proteggerti finisce con il tarparti le ali per puro egoismo?
Quando qualcuno, per paura d’essere abbandonato e rimanere solo, ti spezza le gambe e ti condanna a un’eterna vita di privazioni, violenza e terrore?
E senza quel barlume di speranza di varcare il confine dell’Est, quell’ossigeno quotidiano che è respiro e vita, come si può anche solo pensare di sopravvivere?

La voce di Liviu è uno schiaffo in faccia. Alina si guarda intorno. Vede i mobili vuoti, le loro cose sparpagliate a terra o inzeppate nelle borse. Come se uno spirito maligno avesse capovolto la casa e avesse scrollato fuori il suo contenuto. Come se fosse la casa di qualcuno in procinto di trasferirsi altrove.
Solo che loro non lo faranno mai.
Non lo faranno mai, e a Liviu deve dirlo.
Alina comincia a tremare. Non sa se è rabbia, o paura o se si sta disintegrando.

Saranno zia Theresa e la magia a rimettere in gioco il futuro della giovane coppia.
Saranno le bottigliette a ridare ancora una speranza ad Alina.

Sophie van Llewyn racconta con levità una storia drammatica che ci pone di fronte alla reale vita che molti romeni hanno dovuto sopportare per anni, introducendo lettrici e lettori a un pezzo di Storia a cui, solitamente, sono riservate ben poche pagine sui libri scolastici.
Un romanzo originale e intenso, che nel finale ci lascia uno spunto di riflessione inaspettato ma essenziale: cosa succede se la vita sognata si rivela poi essere molto diversa dalle nostre aspettative?

Bottigliette di Sophie van Llewyn

un libro per chi: vuole capire cosa accadeva oltre la cortina di ferro

autrice: Sophie van LLewyn
titolo: Bottigliette
traduzione: Elvira Grassi
editore: Keller
pagg. 229
€ 16

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Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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