Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh

Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh

Potrebbe essere d’ispirazione per questo mio momento di vita Il mio anno di riposo e oblio, romanzo rivelazione di Ottessa Moshfegh, pubblicato da Feltrinelli e già caso editoriale negli Stati Uniti. Come la protagonista del libro, io – come forse anche molti di voi – avrei davvero bisogno di staccare per un lungo periodo dal vorticoso fluire di pensieri in cui ogni giorno rischio di annegare. Il mio anno di riposo e oblio È un personaggio decisamente scomodo e fastidioso la Protagonista, di cui non conosceremo mai il nome. Un bellissima e giovane ragazza, da poco laureata alla Columbia, con casa nell’Upper East Side di Manhattan pagata da una rendita derivata dal lascito dei genitori. Figlia di un duro lavoratore morto di cancro e di una pigra ubriacona suicida, oggi è rimasta sola in quella fagocitante città che è la New York di Bret Easton Ellis, sempre troppo dedita all’apparenza e alla performance. Privilegiata e viziata, e forse per questo incapace di affrontare la vita e le sue conseguenze – la malattia, la fatica, il dolore, la morte -, la Protagonista decide di non opporsi al (giusto) licenziamento dalla casa d’arte in cui lavora, architettando come unica missione per l’anno …

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Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett

Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett

Leggendo Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett – romanziera non troppo conosciuta in Italia e oggi portata nuovamente alla ribalta da Fazi Editore – ci si trova immersi nella stessa atmosfera classista, snob ma anche decisamente ironica, tagliente e sorprendente di Downton Abbey, la serie televisiva che ha conquistato milioni di spettatori. Un mondo, quello inglese di inizio Novecento, in cui le differenze sociali tra aristocratici, ricchi borghesi e semplici popolani sono state spesso spunto di una narrativa spietata e altrettanto divertente. Più donne che uomini Diversamente da Downton Abbey, però, in Più donne che uomini ben poco accade. Tra le pagine non ci sono amori passionali, guerre che mietono vittime, patrimoni sperperati, stupri e assassini. C’è solo una scuola femminile, diretta da Josephine Napier, donna volitiva e irreprensibile, al limite del maniacale, e solido faro per studentesse, insegnanti e familiari opportunisti e sornioni. «Se una donna si presenta da sola a un ricevimento tra uomini, deve saper restare al posto suo e conformarsi alle usanze. Non credo si possa pensare altrimenti. È sola con se stessa, e non deve rammaricarsene. Non mi pesa affatto, stare in compagnia di me stessa: mentre so bene che, in un certo …

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L'anno che Bartolo decise di morire di Valentina Di Cesare

L’anno che Bartolo decise di morire di Valentina Di Cesare

Si possono spendere solo copiosi e positivi aggettivi superlativi per il breve romanzo di Valentina Di Cesare, L’anno che Bartolo decise di morire, pubblicato dalla casa editrice Arkadia, sempre più attenta a prendersi cura di grandi talenti letterari. Un libricino di poco più di cento pagine capace di parlare all’anima di ciascun lettore, sussurrando doverose e semplici verità con la medesima indiscutibile saggezza di un solenne oracolo. L’anno che Bartolo decise di morire Bartolo è un uomo buono. Una persona per bene, generosa, capace di ascoltare tutti, di avere parole di conforto per chi ne ha bisogno, di tendere una mano senza mai aspettarsi nulla in cambio. Un’attitudine assolutamente spontanea, mossa da un’empatia straordinaria. Bartolo ama la cittadina in cui vive e a cui ha voluto tornare. Ama il suo lavoro di custode museale. Ama gli amici di sempre, quelli con cui è cresciuto e che continua a vedere con gli stessi occhi di quando era ragazzo. Ama condividere il tempo e le parole, pur sapendo farsi da parte e stare in silenzio quando necessario. «Ha da accendere?», gli domandò il giornalista, e Bartolo gli porse l’accendino, riconoscendo solo in quel momento la voce e il viso del famoso cronista. …

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