Quel che affidiamo al vento di Laura Imai Messina

Quel che affidiamo al vento di Laura Imai Messina

Nunzia Arillo, autrice di questo articolo, è sociologa, communications manager e blogger di I’m not a groupie, webmagazine femminista e femminile. Può un libro farci commuovere tantissimo e al tempo stesso donarci momenti di dolcissima tenerezza?Quando ho iniziato a sfogliare Quel che affidiamo al vento, scritto in maniera raffinatissima da Laura Imai Messina e in libreria da oggi per Piemme, mi sono immediatamente sentita immergere nella storia.Lo scenario, la cultura e le vicende raccontate mi sembravano così lontane per essere da me comprese pienamente. Invece le parole hanno iniziato a scorrere veloci, assieme al vortice di emozioni. Quel che affidiamo al vento Questa storia racconta di un luogo che esiste realmente, a nord-est del Giappone, nella prefettura di Iwate. […] Decine di migliaia di persone vi si recano in pellegrinaggio ogni anno. In Giappone più un dolore è grande, collettivo, più deve essere contenuto e non espresso pubblicamente. Il concetto di kijō 気丈 che mette insieme sentimenti-spirito e forza-vita-solidità. Incuriosita sono andata a documentarmi su questa espressione che disciplina il comportamento dei giapponesi, il loro contegno, il mostrarsi integri. Non lasciasi andare completamente allo sconforto, ancora di più quando il dolore è collettivo. Perchè la nostra sofferenza sia comunque rispettosa del dolore …

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Paese perduto di Pierre Jourde

Paese perduto di Pierre Jourde

Immergersi nella lettura di Paese perduto, prima opera di Pierre Jourde tradotta in Italia e pubblicata dalla neonata Prehistorica Editore, non è certo impresa banale, da intraprendere a cuor leggero.Eppure, una volta partiti per questo viaggio nella selvatica e gelida Alvernia, non ci si può più fermare, come in preda a una delle tante sbornie elencate nelle pagine. Paese perduto «È un paese perduto», dicono, non v’è espressione più giusta. Non ci si arriva che smarrendosi. Nulla da fare qui, nulla da vedere. Perduto forse fin dall’inizio, talmente perduto prima di essere stato che questa perdita non è altro che la forma della sua esistenza. E io, stupidamente, fin dal principio, cerco di conservarlo. Vorrei che fosse se stesso, immobile nella sua perfezione, e che ogni istante ce ne si possa riempire. Pierre e il fratello tornano al paese natio del loro padre, che oggi ne ospita le spoglie e la vecchia casa di famiglia.Al fratello è stata lasciata in eredità da un cugino una fatiscente fattoria; una bega che si risolverà con la vendita di ciò che rimane e il ritorno in città. Ma prima, il canonico giro di saluti tra gli abitanti che li hanno visti crescere e …

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Bianconero Edizioni

Biancoenero Edizioni | Alta leggibilità per bambini e ragazzi

I grandi lettori spesso non pensano che possano esistere persone che vorrebbero leggere ma faticano a farlo.Una mia cara amica mi ha aperto gli occhi, parlando del figlio di nove anni: “A lui piace molto leggere, ma tanti libri adatti alla sua età gli sono difficilmente accessibili”.Perché? Perché il figlio di questa amica soffre di ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività che colpisce molti bambini e ragazzi e che spesso rende difficile leggere e studiare, pur avendo ottime capacità intellettive e anche una gran voglia di farlo. Biancoenero Edizioni Per questi piccoli lettori e anche per quelli che hanno solo voglia di leggere bei libri, c’è una casa editrice davvero straordinaria: Biancoenero Edizioni dal 2005 si occupa di pubblicare libri per ragazzi in difficoltà con la lettura, promuovendo il progetto Alta Leggibilità. Che cosa significa alta leggibilità?Lavorare sul testo in due modi:– per prima cosa abbattendo le barriere tipografiche, utilizzando un carattere appositamente studiato per essere più leggibile e quindi più riposante (anche per me, lo ammetto!);– scegliendo di pubblicare testi che agevolino il lettore nella comprensione, magari lavorando sulla redazione fianco a fianco con gli autori. Un progetto davvero importante, da diffondere il più possibile perché, come dico sempre: non …

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