Meglio l'assenza di Edurne Portela

Meglio l’assenza di Edurne Portela

L’istinto mi diceva che avrei amato questo romanzo, ma non mi aveva detto quanto. Non mi aveva detto che l’avrei letto in poche ore e che poi lo avrei riletto subito, da capo, per imprimerlo nella profondità della memoria e non dimenticarlo mai più. Edurne Portela con Meglio l’assenza, pubblicato da Lindau, ha scritto un romanzo di formazione doloroso e autentico, sullo sfondo della storia basca ai tempi dell’ETA. Un libro che entra di diritto tra i migliori letti negli ultimi mesi. Meglio l’assenza Il romanzo di Edurne Portela intreccia una storia familiare di formazione con il tessuto politico e storico del Movimento Basco. Amaia è nata negli Anni 70 in un paese spezzato dal tormentato desiderio dell’indipendenza e falciato dal terrore di attentati, rapimenti e morti improvvise. Amaia non sa che tutta quella violenza sta a un passo da lei. Vive con i fratelli più grandi Kepa, Aitor e Aníbal e ancora non si rende conto che il padre (aita) Amadeo è complice di quell’orrore mentre la madre (ama) Elvira si fa connivente inconsapevole, per debolezza e puro egoismo. Per lei, ancora bambina, le scritte minacciose sotto casa sono scherzi incomprensibili. Per lei è inspiegabile la rabbia del fratello …

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Il confine del paradiso di Esmé Weijun Wang

Il confine del paradiso di Esmé Weijun Wang

Si può scrivere di nevrosi, di malattie mentali, di dolorosi distacchi, di squilibri familiari, con sguardo lucido e profondo ma senza mai risultare pesanti? Lo ha fatto egregiamente Esmé Weijun Wang con Il confine del paradiso, in libreria per Edizioni Lindau. Un romanzo d’esordio capace di cogliere la fragilità dell’essere umano e collocarla in un mondo nostalgico e surreale. Il confine del paradiso Americano di origini polacche, David Nowak è sempre stato diverso. Da bambino viveva stati di profonda angoscia, pensando alla mala sorte dei suoi usurati pupazzi. Da adolescente erano le ragazze la causa scatenante di un’incontrollabile ansia. Descrivo l’espressione di quelle nevrosi con lo stupore di chi ancora non riesce a capirle e l’imbarazzo di chi sa quanto sembrino ridicole; ma se non controllavo lo specchio, non staccavo le croste, non mi cambiavo continuamente i vestiti nella speranza di riconquistare un corpo normale, e così via, i problemi non facevano che moltiplicarsi. L’unica possibilità che avevo di controllarle era essere sempre vigile e assecondarle. Una ragazza in particolare, Marianne, riesce ad andare oltre la bizzarra apparenza del giovane, diventando il grande amore che mai dimenticherà. Un amore che però non colma la vitafobia del ragazzo e che viene …

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