Paese perduto di Pierre Jourde

Paese perduto di Pierre Jourde

Immergersi nella lettura di Paese perduto, prima opera di Pierre Jourde tradotta in Italia e pubblicata dalla neonata Prehistorica Editore, non è certo impresa banale, da intraprendere a cuor leggero.Eppure, una volta partiti per questo viaggio nella selvatica e gelida Alvernia, non ci si può più fermare, come in preda a una delle tante sbornie elencate nelle pagine. Paese perduto «È un paese perduto», dicono, non v’è espressione più giusta. Non ci si arriva che smarrendosi. Nulla da fare qui, nulla da vedere. Perduto forse fin dall’inizio, talmente perduto prima di essere stato che questa perdita non è altro che la forma della sua esistenza. E io, stupidamente, fin dal principio, cerco di conservarlo. Vorrei che fosse se stesso, immobile nella sua perfezione, e che ogni istante ce ne si possa riempire. Pierre e il fratello tornano al paese natio del loro padre, che oggi ne ospita le spoglie e la vecchia casa di famiglia.Al fratello è stata lasciata in eredità da un cugino una fatiscente fattoria; una bega che si risolverà con la vendita di ciò che rimane e il ritorno in città. Ma prima, il canonico giro di saluti tra gli abitanti che li hanno visti crescere e …

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