Canta, spirito, canta di Jesmyn Ward

Canta, spirito, canta di Jesmyn Ward

Un anno fa in molti rimanemmo folgorati dalla scrittura di Jesmyn Ward, all’uscita per NN Editore del primo capitolo della Trilogia di Bois Sauvage, Salvare le ossa. Dopo un’attesa che ha coinvolto migliaia di lettori, in libreria è arrivato Canta, spirito, canta, che, se possibile, supera in bellezza il suo predecessore. Canta, spirito, canta Crescere qui in mezzo alla campagna mi ha insegnato un po’ di cose. Mi ha insegnato che dopo la prima gloriosa vampata di vita, il tempo erode tutto: arrugginisce le macchine, porta a maturità gli animali finché non perdono il pelo e le penne, avvizzisce le piante. Una volta all’anno, all’incirca, lo vedo in Pop, da com’è dimagrito sempre di più con l’età, da come i tendini si fanno a mano mano più evidenti, più grossi e rigidi, anno dopo anno. Dai suoi zigomi indiani, severi. Da quando Mama si è ammalata, però, ho imparato che anche il dolore può fare quell’effetto. Può divorare una persona finché non rimane altro che pelle, ossa e un leggero strato di sangue. Può roderti le viscere, gonfiarti nei posti sbagliati: i piedi di Mama sembrano palloni pieni d’acqua, pronti a scoppiare sotto le coperte. Ambientato ancora una volta nella …

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Salvare le ossa di Jasmyn Ward

Salvare le ossa di Jesmyn Ward

Si può leggere un romanzo di 300 pagine in meno di un fine settimana? Se quel romanzo è Salvare le ossa di Jesmyn Ward, in uscita oggi per NN Editore, le ore trascorse tra le pagine voleranno senza che ve ne rendiate conto. L’attesa dell’uragano Katrina diventerà la vostra ossessione, così come lo è stata per me. Salvare le ossa Salvare le ossa è il grande romanzo americano, quello che racconta la provincia più povera, popolata di gente ai margini della società. Persone dalle storie difficili, dal presente immobile e dal futuro incerto, le cui vicende sono però raccontate con una scrittura ricca e torrenziale, travolgente e affascinante, qui tradotta magistralmente da Monica Pareschi. La Ward racconta, in dodici capitoli, i dieci giorni che la famiglia Batiste vive nell’attesa dell’uragano Katrina e i due giorni successivi, quello della distruzione e quello del dopo. Il padre, dalla facile sbronza, è il novello Noè che pare vaneggiare, inascoltato, sull’arrivo della catastrofe. Papà è pazzo, penso, e quest’estate la sua ossessione sono gli uragani. L’anno scorso, dopo che una tromba d’aria aveva sfiorato un centro commerciale a Germaine, si era convinto che la costa del golfo sarebbe diventata un nuovo corridoio per gli …

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