Tre libri e un podcast sul tè

Nell'immagine volutamente sfocata appaiono un libro aperto e una tazza di porcellana bianca sullo sfondo, immersi nella luce

Per chi ama sorseggiare tè e lo fa con l’attenzione di chi desidera approfondire tutto ciò che l’appassiona, la lettura di questi tre libri e l’ascolto di un podcast possono essere un’ottima base per sentirsi informati ma di certo non annoiati.

Il senso del tè di Fabiola Ruggiero

Il senso del tè è un libro dal piccolo formato, curato in ogni dettaglio e scritto con grande entusiasmo da Fabiola Ruggiero, tea expert e divulgatrice della cultura del tè, che vanta uno splendido aTèlier a Jesi, nelle Marche, capace di far arrivare ovunque deliziosi tè ricercati e pregiati.

Abbiamo tra le mani un memoir che scorre veloce, in cui si percepisce tutto lo slancio per la passione che l’autrice ha saputo trasformare in un lavoro, quella per il mondo del tè. Ruggiero è il classico esempio che rappresenta tutte quelle persone a cui, in un lavoro ordinario per cui hanno anche studiato, manca qualcosa di speciale per sentirsi felici e realizzate.
L’autrice ha saputo far fruttare gli studi in Economia anche nella sua nuova vita, riuscendo, grazie anche a una grande tenacia e a quel potente motore che è la curiosità, a diventare una delle voci più autorevoli sul tè, anche a livello mondiale.

Ricordo giornate intere passate sedute attorno al tavolo del Gong Fu Cha, assaggiandole infinite tazze che l’ospite ci preparava. Dalla sensazione di ebbrezza, che dà eccitazione leggerezza, ho imparato come è possibile ubriacarsi di tè.

Tra i tanti aneddoti, nelle pagine scritte da Ruggiero emerge come il momento dedicato al tè si configuri anche come forma di meditazione, baluardo di quella che chiamiamo mindfulness, dello stare nel qui e ora.
È incredibile come sembri, durante la lettura, di chiacchierare semplicemente con un’amica che ci racconta la propria passione, per poi all’ultima pagina uscirne con un carico di nozioni veramente importante sulla cultura del tè.

… abbiamo assaggiato le foglie di tè esauste, condite con salsa di soia, un pizzico di miso e fettine di sashimi di a hamachi, la ricciola. Come personaggi di una piéce teatrale, sono arrivati tre tipi di Bancha, un tè verde giapponese raccolto tardivamente. Me ne ricordo uno, in particolare, sorprendentemente aspro ma delizioso, servito con manzo al sangue.

Il senso del tè cattura immediatamente l’attenzione e si fa leggere avidamente, rivelandosi un modello di divulgazione ben fatto, colmando lacune e lasciando a lettrici e lettori quel stuzzicante desiderio vorace di saperne ancora di più.
Da leggere.

autrice: Fabiola Ruggiero
titolo: Il senso del tè
editore: ev
pagg. 208
€ 18

Il libro del tè di Okakura Kakuzō

Okakura Kakuzō pubblica nel 1906 questo breve saggio sul’arte giapponese della cerimonia del cha no yu, che ancora oggi è considerato un caposaldo per gli appassionati e gli studiosi del tè.
L’autore, che grazie alle arti figurative ha saputo muoversi egregiamente tra Oriente e Occidente, crede che il tè possa essere l’anello di congiunzione tra le due culture, per la sua capacità di essere bevanda universalmente apprezzata.

Il tè è un’opera d’arte e necessita di una mano esperta che ne metta in risalto le più nobili qualità. Esistono tè buoni e cattivi, così come dipinti belli e brutti. E i secondi sono più comuni. Non esiste, però, un’unica ricetta per preparare il tè perfetto, così come non ci sono regole per produrre un Tiziano o un Sesson. Ogni preparato di foglie ha il proprio carattere, una speciale affinità con l’acqua e il calore, un bagaglio di ricordi da evocare, un suo modo di raccontare una storia. L’importante è che mantenga una bellezza autentica.

Okakura usa il tè per raccontare un modo diverso di guardare il mondo: più lento, più essenziale, più attento alle sfumature delle cose semplici.
Attraverso diversi aneddoti sulla vita di Sen no Rikyū – monaco zen a cui si deve la codifica definitiva del cha no yu – Okakura cerca di far comprendere a noi occidentali quanto il teismo, ovvero la ricerca e l’adorazione del bello, sia necessario per stare in una vita piena e soddisfacente.
Da leggere per capire che una tazza di tè non è soltanto una tazza di tè.

autore: Okakura Kakuzō
titolo: Il libro del tè
introduzione: Silvia Sōu Stucky
traduzione: Tania Spagnoli
editore: BUR Rizzoli
pagg. 138
€ 11

Il mondo del tè di Krisi Smith

Ecco il manuale da possedere se si sente la necessità di avere sotto mano un concentrato di informazioni più tecniche e meno filosofiche.
Il mondo del tè, scritto dall’esperta inglese Krisi Smith, è quel libro che si dovrebbe avere per andare “a scuola di tè”.
Con un testo preciso e decine di illustrazioni, il libro spiega con chiarezza le diverse tipologie di tè (verde, bianco, giallo, oolong, nero, Pu erh), la provenienza, la storia dei diversi paesi produttori e fornisce dati interessanti sulla diffusione della bevanda in tutto il mondo, approfondendo anche il vocabolario del té, per riuscire a esprimersi correttamente su questa materia così appassionante.

Da avere, per consultarlo ogni qualvolta che si senta il desiderio di rispondere a dubbi che nascono dalla degustazione della seconda bevanda più diffusa al mondo, dopo la semplice acqua.

autrice: Krisi Smith
titolo: Il mondo del tè
editore: Slow Food
pagg. 240
€ 20

Le vie del tè di Laura Ganzetti

Interessante e molto ben costrutito è il podcast Le vie del tè, uscito nel 2024, prodotto da Emons Record e scritto e raccontato da Laura Ganzetti, colta lettrice ed esperta di tè.
È un vero piacere ascoltare la pacata e seducente voce dell’autrice, che non solo racconta dettagli e aneddoti sui diversi tipi di tè, ma li abbina con buon senso e molto gusto a letture adatte a cogliere le sfumature di ciò che può rappresentare una buona tazza di tè.
Si ascolta (anche) QUI.

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne, ascolta musica jazz e vive un'intensa storia d'amore con il suo beagle Franco.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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