Articolo a cura di Metella Orazi.
Un modo di amare – classico inglese degli anni ‘60 recentemente riportato in libreria da Mattioli 1885 – è il primo volume di una trilogia che lo scrittore Stan Barstow ha dedicato a Victor Brown, un ragazzo alle prese con i problemi amorosi e sociali della vita della working-class britannica, che per alcuni tratti biografici somiglia molto allo stesso autore.
Un modo di amare
Nello Yorkshire, nell’Inghilterra della metà degli anni ‘50, il giovane ambizione Vic Brown, figlio di un minatore e di una casalinga, sta costruendo la sua carriera come impiegato disegnatore meccanico, e nei fine settimana come venditore di TV e grammofoni.
Vic torna con il racconto a ciò che è successo nella sua vita a partire dal giorno del matrimonio della sorella più grande, quando riflette su come comportarsi con una ragazza che lo attrae.
Il vero inizio di tutto fu il matrimonio, quel Boxing Day in cui Chris si sposò, perché fu allora che decisi che dovevo fare qualcosa riguardo a Ingrid Rothwell, oltre a limitarmi a fissarla come una specie di idiota innamorato ogni volta che mi stava davanti.
Frastornato dai sei mesi precedenti, in cui la famiglia Brown parlava solo di progetti matrimoniali, Vic inizia a pensare che sia ora di muoversi; è sicuro che la Vecchia – sua madre, come la chiama lui – presto gli dirà che è il suo turno e, anche se non sopporta queste intromissioni nella sfera amorosa, gli piacerebbe trovare una ragazza come sua sorella, carina e intelligente con cui ridere, scherzare e fare l’amore. Per questi motivi progetta di fare il primo passo con Ingrid, che lo affascina molto e lavora come dattilografa nella sua stessa ditta.
Non so cosa mi avesse preso. Ma esiste forse un modo per capire come iniziano certe cose? Per quale motivo, un giorno, una persona è solo una fra tante, e il giorno dopo diventa speciale? Almeno, questa è l’impressione. Beh, comunque era esattamente ciò che mi stava accadendo da un mese, o forse sei settimane, e ormai ero arrivato al punto che sapevo che dovevo fare qualcosa.
Per Vic rimane un mistero la ragione per cui si è attratti dalle persone, come si possa per tanto tempo passare accanto a qualcuno senza notarlo e un giorno, invece, un gesto, un sorriso, un’occhiata riesca a cambiare tutto il corso della nostra vita. Quali sono gli elementi che ci fanno avvicinare? E quali cose ci fanno innamorare? Vic si fa domande e rimugina su come la sua inesperienza lo porti spesso all’errore.
Quindi eccomi qui: Victor Arthur Brown, vent’anni, uno di quei ragazzi che, dietro le battutacce, e le risatine nasconde una personalità piuttosto insicura. Prendere o lasciare, ma questo è quello che sono. E poi, che importa come si appare? Ogni giorno vedi ragazze stupende con tipi che sembrano tristi come un funerale; uomini che nessuna ragazza con un po’ di amor proprio guarderebbe due volte. E che importano i vestiti? Almeno quelli normali, perché oggi sembra che per fare colpo si debba sembrare un fenomeno da baraccone. E vedi ragazze attaccate a tipi con completi che io non indosserei nemmeno se dovessi uscire solo per andare ad aprire il cancello di casa. Quindi, al diavolo!
Sbruffone e insicuro allo stesso tempo Vic conosce Ingrid e inizia una frequentazione che gli apre le porte dell’età adulta, tra continue indecisioni e tira e molla sfiancanti; scopre la differenza tra innamoramento e amore e la difficoltà – in una società moralista e giudicante – di fare la cosa giusta rispettando i propri sentimenti.
Vic si sente intrappolato nelle aspettative della famiglia ma, pur risultando cinico nell’analizzare il suo rapporto con Ingrid, riesce a rimanere empatico e a non perdere la speranza che si possa raddrizzare ogni situazione, o almeno che si debba provare a farlo.
Un modo di amare racconta bene una certa parte di Inghilterra con i suoi pub, i parchi e i cinema della classe operaia del Nord industrializzato, in un tempo specifico, con costumi che oggi considereremmo senz’altro bigotti, ma risulta ugualmente una storia universale, perché l’amore, l’amicizia o l’indifferenza sono sentimenti che le persone provano da sempre.
Barstow attraverso dialoghi vividi e ben costruiti restituisce al lettore una impressione di realtà potente e, delineando un protagonista sincero ma imperfetto, ce lo fa sentire affine, anche antipatico a volte, perché non fa finta di provare sentimenti che non ci sono, ma si rattrista se non li prova.
Vorremmo dirgli che sì, Vic, ci siamo passati tutti, e chissà, magari fra un po’ andrà meglio.

un libro per chi: si chiede, per dirla con Carver: di cosa parliamo quando parliamo d’amore?
autore: Stan Barstow
titolo: Un modo di amare
traduzione: Nicola Manuppelli
editore: Mattioli 1885
pagg. 320
€ 19

