Vite pericolose di bravi ragazzi di Chris Fuhrman

Sulla copertina di Vite pericolose di bravi ragazzi di Chris Fuhrman sono raffigurati quattro chierichetti con gli occhiali da sole

Talvolta i libri belli scomparsi dai cataloghi riescono a tornare ai lettori: è il caso di Vite pericolose di bravi ragazzi di Chris Fuhrman, pubblicato nel 2013 da ISBN Edizioni e ritornato a noi lo scorso anno grazie ad Atlantide.
Romanzo di formazione decisamente molto americano eppure così universale nei temi e nelle emozioni che trasmette, sarà protagonista del gruppo di lettura Babele nell’incontro del prossimo 9 novembre.

Vite pericolose di bravi ragazzi

Pubblicato nel 1994, circa due anni dopo la morte del suo autore per una leucemia fulminante, questo romanzo sa come far rivivere a lettori e lettrici quel momento che segna lo spartiacque tra l’essere bambini e diventare adulti: il primo amore e tutto ciò che ne consegue.

Sono gli anni Settanta e siamo a Savannah, nel sud degli Stati Uniti, in una calda e umida Georgia che si divide nel conflitto razziale tra bianchi e neri.
Francis, la voce narrante a cui ci si affeziona immediatamente, ha tredici anni, un’ernia e una cotta per Margie, dodicenne dagli splendidi capelli, che porta sui polsi i segni di un tentato suicidio.

Le sue dita scivolarono via, si ritrasse e si voltò verso l’altare. Il mio sguardo scese dai capelli dorati lungo le spalle scoperte, e più giù lungo le fresche curve dei suoi fianchi fino ai polpacci rotondi avvolti nelle calze bianche. Mi infilai le mani in tasca per nascondere l’imbarazzante eccedenza. Avrei voluto correre fuori da solo e passare ore a pensare a lei, a incidere le nostre iniziali su qualcosa. La sua presenza concreta sembrava essere troppo per il momento. Ogni volta che la guardavo mi scoppiava il cuore.

Lui e la sua banda di amici, il cui ideologo è l’esile Tim, cervello enorme in un corpo poco sviluppato, frequentano una rigida scuola cattolica, sorvegliati da padre Kavanagh, che pare non vedere l’ora di coglierli in flagrante per punirli.
E così accade quando il religioso si trova tra le mani un fumetto dissacrante e blasfemo, disegnato proprio da quei ragazzini irriverenti che così rischiano la bocciatura.

Come evitare questo destino così gramo?
È il geniale, ribelle e ateo Tim a proporre una soluzione tanto strampalata quanto leggendaria: prelevare una lince dalla vicina area protetta e liberarla nella scuola, creando un trambusto tale da far dimenticare al prete le sue malevole intenzioni.

Possiamo rubare il felino sabato, disse Tim. Poi domenica irrompiamo nella scuola e lo lasciamo libero. Lasciamo dei bigliettini nel presbiterio e nel convento dicendo quello che abbiamo fatto. Chiuderanno la scuola finché non l’avranno catturato, e a quel punto Kavanagh avrà dimenticato tutta la storia del fumetto. Sembrerà una bambinata in confronto a un furioso felino selvatico, capite? La cosa è relativa. Come se vi mordesse un serpente, vi dimentichereste della puntura di zanzara che avevate prima.

Mentre i ragazzi si preparano a compiere questa missione, la storia tra Francis e Margie inizia e procede, non senza rivelazioni scabrose che lasciano il segno non solo sui polsi della ragazzina, ma anche in chi legge.
E in un attimo ci si ricorda di quanto è difficile l’adolescenza, periodo della vita che dovrebbe essere molto più che spensierato e che invece, spesso, può trasformarsi in un enigmatico incubo a cui è impossibile sottrarsi.

Aveva bisogno di me, dunque. Fantastico. E mi venne in mente, mentre la pelle d’oca mi faceva dolere le gambe piene di croste, che Margie era l’unica persona che mi avesse toccato, per anni, senza usare una cintura o una prolunga o un pugno. Il dispiacere per me stesso si mescolò al dispiacere per lei, e qualcosa mi trafisse il petto.

Chris Fuhrman nel raccontarci la storia di questi ragazzini coraggiosi e incoscienti mescola con grande maestria tragicità e leggerezza, così com’è la vita vera, tra dramma e commedia.
Vite pericolose di bravi ragazzi è uno di quei romanzi a cui si torna più e più volte con il pensiero e con il sorriso di chi guarda benevolo a qualcosa che si è amato talmente tanto che non lo si può dimenticare.

un libro per chi: sente sempre la mancanza dei losers di Stephen King

autore: Chris Fuhrman
titolo: Vite pericolose di bravi ragazzi
traduzione: Clara Ciccioni
editore: Atlantide
pagg. 221
€ 24

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Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne e ascolta musica jazz.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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