Nessuno è come qualcun altro di Amy Hempel

È molto probabile che il notorio minimalismo di Amy Hempel non sia in grado di soddisfare il palato di tutti i lettori, ma di certo appare come una manna dal cielo a chi – in questi giorni di pandemia che confonde le idee e sopprime la concentrazione – non ha perso la speranza e il desiderio di continuare a leggere.
Nessuno è come qualcun altro è l’ultima raccolta di racconti dell’autrice americana, pubblicata da SEM nel novembre 2019.
Una magnifica soluzione a resistenti e limitanti blocchi del lettore involontari.

Nessuno è come qualcun altro

Quando il pericolo si avvicina, cantagli una canzone.

È questo proverbio arabo ad aprire le danze tra le parole che la Hempel usa per costruire fulminanti storie che si esauriscono in poche pagine.

A partire dal primo racconto, “L’agnello orfano”, che in quindici righe ci mostra l’orrore di uno squoiamento, ma ci prospetta anche il salvataggio di una vita e una ritmata danza d’amore.

E subito dopo, quando entriamo nel canile di “Un rifugio con tutti i servizi” e impariamo a conoscere la protagonista allo stesso modo delle bestie di cui tenta, tra non poche difficoltà e ridondante indifferenza, di prendersi cura.
Una cantilena che fa il verso agli alti e bassi di un’emotività che dondola al ritmo della vita, umana e animale.

Ma la scrittura della Hempel, che ai meno empatici potrebbe apparire cruda ed enigmatica, sa illuminare la pagina anche con fugaci lampi di immaginazione sospesa, potenti bombe di ossigeno da respirare a pieni polmoni per riprendersi dalle pennellate di eccessiva realtà che descrivono così intimamente l’animo umano.

Qualche giorno dopo l’aggressione, la moglie dello sconosciuto che mi ha aggredita mi ha telefonato. Voleva sapere se facevo sul serio con suo marito. Ha detto che lui le ha raccontato di avere una storia con me. Ha detto di avere avuto il mio numero dall’Assistenza Studenti.

Così prendiamo fiato leggendo delle irriverenti ragazze in lutto de “Il secondo turno”, dopo aver attraversato lo straziante dolore di un suicidio ne “La chicane”.

E così via, in una giostra di emozioni che ci vengono estorte da questa autrice straordinaria, capace di scolpire le parole per renderle man mano detonatori, cuscini, coltelli, amache, pugni, carezze e tutto quanto necessario a un lettore che senta la necessità di vivere anche in un momento di stand by universale.

E se tu fossi una che non sa quando una cosa è finita? Se fossi l’ultima che resta quando tutti gli altri sono usciti dal concerto, dal cinema, dalla città infestata dal crimine, dalla storia d’amore fallita? Se cercassi un segno ma il segno non viene. Oppure viene ma tu non lo vedi. E se dovessi prendere una decisione da sola e fosse un brutto colpo il fatto di poter contare solo su te stessa.

“Cloudland”, l’ultimo lungo racconto, è il coronamento della missione primaria di Nessuno è come qualcun altro: renderci evidente che è solo seminando con il perdono il terreno che calpestiamo, che nasceranno da esso le risorse per riparare ai danni che ci siamo inflitti semplicemente vivendo.

È questo, infatti, il più grande insegnamento che rimane dalla lettura di questo libro: solo chi non vive rimane illeso.

Da leggere, ora e ripetutamente.

un libro per chi: non si stanca mai dello sguardo dei grandi autori americani

autore: Amy Hempel
titolo: Nessuno è come qualcun altro
traduzione: Silvia Pareschi
editore: SEM Societrà Editrice Milanese
pagg. 150
€ 17

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