Gli appassionati del podcast Demoni urbani, che l’iconica voce di Francesco Migliaccio ha contribuito a rendere ormai leggendario, troveranno nuove storie a cui appassionarsi in questo proseguimento su carta pubblicato da Sperling & Kupfer e scritto da Giuseppe Paternò Raddusa, già autore della serie.

Demoni urbani

Paternò Raddusa prosegue a indagare il male che si nasconde nell’animo umano e che trasforma alcuni di noi, comuni mortali dalle vite spesso ordinarie, in mostri efferati capaci di uccidere senza alcuna pietà.

Sono quattordici le storie che l’autore scandaglia senza trascurare alcun dettaglio, pur mantenendo un’essenzialità che non si crogiola nel dolore e nel lugubre.
Storie sempre terrificanti e talvolta paralizzanti, se ci si ferma a pensare che i delitti di cui si parla sono spesso stati compiuti da persone vicine alle vittime, che non hanno avuto alcuna pietà per chi conoscevano più che bene.

Allora ecco la storia della strage compiuta da Mauro Antonello, che per uccidere l’ex moglie, rea di averlo lasciato e di riuscire a vivere senza di lui, passa sul cadavere di altre sei persone.
Poi la più nota vicenda finita anche sul grande schermo, con l’assassinio di Maurizio Gucci su mandato della moglie e mantide Patrizia Reggiani.

Che respiri in un castello o circonfusa dei signorile dignità tra le pareti di un carcere, a Patrizia cambia poco; l’elemento centrale è che lei resti sempre Lady Gucci, il motore immobile della sua esistenza e di quelli che la circondano. Maurizio, per anni, è stato una delle sue creazioni più riuscite; le viene semplice, naturale, intervenire su quelle personalità che non sono definite, per poterle plasmare, per poterle condurre nella direzione che preferisce. Non è cattiva, Patrizia; ha un carattere difficile. E la capacità sorprendente di non riuscire a prescindere da sé.

E ancora un’altra mantide, perché le donne sanno essere spietate quanto gli uomini: Luisella Pollara, che nel 1997 ordì un piano per far uccidere il marito da due ventenni; marito che non disdegnava la violenza, geloso patologico, sempre pronto a menare la moglie anche se, tra i due, era proprio lui l’uccel di bosco che volava di fiore in fiore.
Luisella di trova un’amante giovane e bello, che sarà poi anche una delle mani che compiranno l’omicidio. Resta da capire se fu lei a soggiogare lui o il contrario, ma questo forse non lo sapremo mai.

Lascia poi davvero attoniti la vicenda di Sonya Caleffi, l’infermiera serial killer oggi tornata in libertà, che nei primi Anni Duemila fu condannata per aver ucciso con iniezioni di aria alcuni pazienti dell’Ospedale di Lecco.

Sonya non vuole uccidere Maria Cristina, Biagio La Rosa, Teresa Lietti, Ferdinando Negri, Elisa Colomba Riva e tutte le altre persone cui, secondo le accuse, Sonya avrebbe inoculato le bolle d’ossigeno. Sonya vuole che i suoi colleghi infermieri e medici riconoscano che, in situazioni di emergenza come una crisi cardiaca, lei sia presente, lei se ne sia avveduta, lei sia al centro del problema. Con un piccolo particolare: il problema lo partorisce a Sonya.

I demoni urbani sono tra noi, oggi più che mai, e Paternò Raddusa ce lo ricorda con una lingua che riesce a colmare la mancanza dei suoni a cui ci aveva abituati il podcast, riuscendo a ricreare quell’atmosfera di suspence e mistero che rende ancora più agghiaccianti le storie raccontate.
Un libro perfetto per chi ama il genere ma anche per chi non teme mai di vedere il mondo per quel che è.

Demoni urbani di Giuseppe Paternò Raddusa

un libro per chi: è appassionato di cronaca nera

autore: Giuseppe Paternò Raddusa
titolo: Demoni urbani – I mostri sono tra noi
editore: Sperling & Kupfer
pagg. 225
€ 17.90


Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

2 commenti

Giada · 25 Luglio 2022 alle 12:57

Accidenti… sembra una cosa agghiacciante. Questa volta non so se riuscirò a seguire il tuo consiglio 🙂

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