Il peso delle parole di Pascal Mercier

Sulla copertina de Il peso delle parole di Pascal Mercier c'è una fotografia che ritrae un uomo in abito elegante che passeggia su un molo lungo il mare

Articolo a cura di Metella Orazi.

Il peso delle parole, corposo romanzo di Pascal Mercier pubblicato da Fazi nel 2022, sembra voler dichiarare fin da subito che l’essenza del mondo sia costruita tutt’attorno alle parole.

Il peso delle parole

«Welcome home, Sir» disse l’addetto al controllo passaporti dell’aereoporto di Londra. Simon Leyland lo guardò come si guarda qualcuno che ha appena detto qualcosa di importante, qualcosa che tocca nel profondo. Prese in consegna il passaporto. «Thank you», disse «Thank you very much».

Simon Leyland è appena sbarcato nel suo Paese d’origine, l’Inghilterra, ma essendo un traduttore – e lo è diventato anche contro la volontà dei genitori – è anche un po’ cittadino del mondo; per lui è fondamentale viaggiare e venire in contatto con diverse lingue, infatti sente che tutto rivela davvero la propria essenza solo attraverso le parole.

Faceva esperienza delle cose solo quando le afferrava per il tramite della parola, diceva talvolta, e allora la gente lo guarda incredula. Solo con Livia non aveva mai avuto bisogno di parole.

La moglie, Livia, ha ereditato una casa editrice a Trieste dove la coppia decide di trasferirsi; per Leyland è come trovare una nuova casa, perché la città posta tra l’Adriatico e il confine sloveno, rappresenta un crogiolo di lingue e rifugio di importanti figure della letteratura mondiale, è un crocevia di culture diverse, un mare aperto di possibilità linguistiche.

Il sogno di Simon è di imparare tutte le lingue parlate nel Mediterraneo per affinare la sua dote di entrare in contatto, in profondità, con le parole altrui; ama infatti conoscere chi parla in modo differente, ma prova le stesse sensazioni, anche a diverse latitudini.

Una diagnosi medica imprime all’improvviso un nuovo corso alla sua vita e lo fa tornare a Londra, dove un amatissimo zio gli lascia in eredità una casa, piena di libri e ricordi, e lo costringe a una meditazione profonda su quanto si è liberi nelle scelte che si compiono.

Era il buio dopo la fine di una vita, il buio in cui il tempo non affluiva più. Lui avrebbe acceso le luci in tutte le stanze e allora il tempo avrebbe ricominciato a fluire.

Simon ripercorre con la memoria e attraverso la scrittura di lunghe lettere, un’intera esistenza, comincia una ricerca interiore che accende una luce sul mistero della propria vita; come il traduttore che conosce il lato più intimo dell’autore su cui lavora, così Leyland fa con i lettori che lo accompagnano a ritroso nei ricordi.

Quando qualcuno cerca qualcosa per far passare il tempo, come si suol dire; quando cerca quindi un passatempo, quanto sconsiderato mi appare ora un tale atteggiamento! E quasi incredibile mi pare il bisogno di ammazzare il tempo! Killing time! Quando dico a me stesso parole come tempo sprecato, tempo dissipato, che abitualmente usiamo senza troppa indignazione, al massimo con una blanda irritazione, ora mi appaiono come parole che nominano una sciocchezza colossale. Wasting time: se si riflette che waste significa ‘spazzatura’.

Il peso delle parole è un libro denso di tematiche rilevanti sul tempo e la casualità che influenza il destino dell’uomo stravolgendo i programmi e mettendo in discussione ogni certezza.
Le quasi seicento pagine del romanzo, profondamente colte, comprendono una carrellata di personaggi comprimari meravigliosamente tratteggiati, che circondano il protagonista e lo sostengono o vengono a loro volta aiutati. Sono loro, infine, a rappresentare la salvezza nel mare di incertezze.

Mercier, mettendo su carta il personaggio di un traduttore, ne rivela tutte le fragilità, le incertezze che costituiscono la base del suo lavoro e trasforma le debolezze in domande che ci facciamo tutti: che voce usare, quale sfumatura?
La ricerca delle parole giuste diventa la ricerca del giusto posto nel mondo, la scoperta dell’amicizia che ha bisogno di tempo per realizzarsi e delle emozioni che si possono provare a qualsiasi età.
L’autore svizzero regala molte suggestioni, prima fra tutte quella della potenza salvifica della letteratura.
Un romanzo non semplice, ma perfetto per chi si ripete spesso che “le parole sono importanti”.

un libro per chi: ricordando le parole di Aldous Huxley “Le parole possono essere paragonate ai Raggi X; se si usano a dovere, attraversano ogni cosa. Leggi, e ti trapassano.” vuole essere trapassato

autore: Pascal Mercier
titolo: Il peso delle parole
traduzione: Elena Borseghini
editore: Fazi
pagg. 586
€ 20

Chi ha scritto questo post?

Marchignola (marchigiana+romagnola), vive al mare, che ama in tutte le stagioni.
Per quasi vent'anni è stata libraia e ora, pur senza libreria, continua a pensare e agire da libraia: parla di libri, fotografa i libri che vorrebbe e quelli letti per ricordare di averli letti e continua a impilare libri su libri che forse un giorno leggerà.
Ama i gatti, i viaggi, la storia dell’arte, il cinema e il teatro, insomma, tutto ciò che racconti il mondo.
Crede fermamente nel potere delle storie e della condivisione, perché se la lettura è un atto solitario, i libri sono fatti apposta per creare connessioni. Non chiedetele di scegliere un libro preferito, potrebbe entrare in crisi, cambiando idea di continuo.