Alcune serie di romanzi conquistano per l’originalità degli enigmi, mentre altre, invece, spingono a voltare pagina soprattutto perché si desidera tornare in compagnia dei loro protagonisti. I romanzi di Catherine Coles dedicati a Martha Miller appartengono senza dubbio a questa seconda categoria. Con Delitto a Lovers’ Leap, terzo capitolo della serie, l’autrice conferma ancora una volta di saper costruire un cozy crime capace di intrecciare mistero, romanticismo e vita di villaggio in una miscela leggera ma irresistibile.
Delitto a Lovers’ Leap
È il giorno di San Valentino e, nel tranquillo villaggio di Westleham, la festa degli innamorati viene sconvolta dal ritrovamento del corpo di un giovane annegato ai piedi del Lovers’ Leap, il ponticello noto come romantico punto d’incontro delle coppie. Martha Miller, ormai esperta investigatrice suo malgrado, si ritrova ancora una volta coinvolta nelle indagini insieme al vicario Luke Walker, mentre cerca di fare ordine non solo tra gli indizi, ma anche nella propria complicata vita sentimentale. Abbandonata dal marito Stan subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Martha continua infatti a essere profondamente attratta da Luke, anche se tra loro, dopo gli eventi del precedente romanzo, si è creato un doloroso allontanamento.
A ogni modo, era pur sempre San Valentino e io non potevo fare a meno di sognare Luke che approfittava dell’occasione per dimostrarmi in qualche modo il suo affetto. Lizzie, il mio setter irlandese, mi guardò con aria triste, come percependo chiaramente la mia delusione. E forse l’avvertiva sul serio, dopo aver passato mesi ad ascoltare i miei sfoghi sulla situazione. D’altronde era la mia migliore amica e le confidavo tutto.
Il cuore del romanzo, più ancora dell’indagine, è proprio il delicato riavvicinamento tra Martha e Luke. Catherine Coles evita scorciatoie e riconciliazioni improvvise, preferendo raccontare con pazienza l’imbarazzo, i fraintendimenti e quel desiderio reciproco che nessuno dei due riesce davvero a esprimere. L’attesa diventa così parte del piacere della lettura e rende ancora più viva la curiosità verso i loro dialoghi.
A movimentare ulteriormente la vicenda arriva Vincent Walker, padre di Luke: un uomo affascinante, superficiale, irresistibilmente attratto dalla bella vita e dalle donne, ma incapace di instaurare un rapporto sereno con il figlio. La loro difficile relazione alimenta buona parte dell’intreccio giallo e aggiunge una piacevole dimensione familiare alla storia. Molto riuscito è anche l’ingresso di un’altra simpatica parente del vicario, un personaggio che sarebbe bello ritrovare nei prossimi volumi.
Come sempre, uno degli aspetti migliori della serie è la crescita dei rapporti umani. Martha e Luke continuano a evolversi, ma anche le vicende di Ruby, sorella della protagonista, e del poliziotto Ben Robertson acquistano sempre più spazio. E non possono mancare Maud Burnett e Ada Garrett, le ormai inseparabili amiche di Martha, pettegole quanto basta per trasformare ogni chiacchiera di paese in un prezioso tassello dell’indagine.
Fissai i campi. Ero a disagio quando la gente mi elogiava, trattandomi come se avessi fatto qualcosa di speciale. In fondo, mi ero limitata a esaminare i fatti, a usare il buon senso, a eliminare i sospettati che non potevano essere colpevoli e poi a trovare il modo di dimostrare la colpevolezza dell’unica persona rimasta.
L’atmosfera del piccolo villaggio inglese rimane il vero marchio di fabbrica della serie. Westleham è uno di quei luoghi letterari in cui si torna volentieri: rassicurante, vivace, popolato da personaggi eccentrici e sempre pronto a nascondere un nuovo delitto dietro l’apparente tranquillità della vita quotidiana.
Forse, questa volta, individuare il colpevole risulta meno difficile rispetto ai romanzi precedenti e i lettori più esperti potrebbero intuire con un certo anticipo la soluzione, tuttavia il continuo alternarsi di sospettati mantiene viva la curiosità fino all’ultima pagina.
L’unico piccolo limite è rappresentato da una certa ripetitività. In più occasioni Coles ricorda al lettore che Martha ha ancora un marito, che è innamorata del vicario e che Luke ha un rapporto difficile con il padre, quasi temesse che questi elementi possano essere dimenticati. Sono ripetizioni non particolarmente fastidiose, ma che danno l’impressione di allungare leggermente il racconto
È però un difetto che incide poco sul piacere complessivo della lettura, perché Delitto a Lovers’ Leap resta un cosy crime scorrevole e perfetto per chi ama i misteri ambientati nei piccoli villaggi inglesi, dove, tra una tazza di tè e qualche pettegolezzo, l’omicidio sembra ormai essere diventato quasi un’abitudine.

un libro per chi: ormai si sente a casa a Westleham
autrice: Catherine Coles
titolo: Delitto a Lovers’ Leap
traduzione: Marta Lanfranco
editore: Newton Compton Editori
pagg. 218
€ 9.90

