La portinaia del 17 è il romanzo d’esordio di Emma Cortesi e inaugura la serie I segreti del Vieux Moulin, pubblicata da Fazi.
Un cozy crime che sceglie come palcoscenico un piccolo e caratteristico residence nel cuore di Parigi, un luogo in cui le vite degli inquilini si intrecciano ogni giorno sotto lo sguardo attento della portinaia Berthe Marceau.
La portinaia del 17 – I segreti del Vieux Moulin
Dietro le porte degli appartamenti si nascondono caratteri eccentrici e segreti più o meno grandi: una coppia che alterna amore e litigi, un uomo che vive solo di notte, una pittrice schiva rifugiata nella mansarda, un anziano attore che conversa con i grandi drammaturghi (morti) del passato e con un gatto immaginario, due giovani sorelle costrette a rinunciare alle loro allegre feste per non disturbare i vicini, un autore metodico e puntiglioso e una sarta dalla vita tranquilla.
Quando uno di loro muore in circostanze sospette, Berthe trova un prezioso alleato in Antoine Lefevre, ex poliziotto in pensione, deciso a rimettere in moto il proprio istinto investigativo.
La portinaia aveva più di settant’anni – solo all’anagrafe, per quanto la riguardava – e gli occhi vispi e azzurri come il cielo in primavera. I capelli candidi erano sempre raccolti in una crocchia ordinata; gli occhiali dalla montatura sottile appesi al collo con una catenina di perline colorate. Con un sospiro lungo e teatrale, fece scattare i chiavistelli e spinse il portone pesante; l’aria fredda del mattino le pizzicò le guance, donandole un bel colorito rosato.
Il vero punto di forza del romanzo è senza dubbio l’atmosfera. Emma Cortesi riesce a dare vita al Vieux Moulin con naturalezza, trasformando il residence in un luogo vivo, accogliente e pieno di sfumature. Passeggiando tra Rue des Saules e i vicoli circostanti sembra quasi di respirare l’aria di quella Parigi più raccolta e autentica, lontana dalle immagini da cartolina. Il condominio diventa così un piccolo mondo a sé, un microcosmo in cui ogni incontro, ogni saluto e ogni conversazione contribuiscono a creare un senso di familiarità che è uno degli ingredienti fondamentali del cozy crime.
Nonostante una scrittura che deve ancora maturare, anche la costruzione dei personaggi è ben riuscita. L’autrice li presenta con misura, senza appesantire la narrazione con lunghe descrizioni o approfondimenti prematuri. Ognuno possiede una propria voce e una propria identità, ma si avverte chiaramente che molto resta ancora da raccontare. È una scelta intelligente, perché alimenta la curiosità e lascia intuire che i prossimi romanzi della serie sapranno svelare nuovi tasselli del loro passato e delle loro relazioni.
Funziona altrettanto bene il rapporto tra Berthe e Antoine. I due protagonisti, così diversi per esperienza e carattere, trovano rapidamente un equilibrio credibile e piacevole da seguire. La loro collaborazione appare spontanea e promette di diventare uno degli elementi più interessanti della serie.
Berthe si lasciò cadere con calma sulla sedia della scrivania, le mani strette attorno alla tazza fumante. «Antoine io faccio la portinaia da più di trent’anni. Quando mi sono trasferita qui, avevo quarant’anni e un divorzio alle spalle. Prima facevo la parrucchiera in rue de Belleville. Poi ho cambiato vita. Nessuno pensava che sarei durata più di sei mesi in portineria. Troppo chiacchierona, dicevano. Eppure, eccomi qui. Ho ascoltato per anni storie, bugie, confessioni. So riconoscere un silenzio carico di cose non dette, e questo di oggi è esattamente uno di quelli».
L’unico aspetto che lascia un po’ di rammarico riguarda proprio la componente investigativa; si percepisce, purtroppo, una certa fretta nello sviluppo della trama gialla e nella risoluzione del caso. L’indagine di Berthe e Antoine avrebbe meritato qualche capitolo in più, qualche pista da seguire e qualche momento di confronto aggiuntivo. Sarebbe bastato rallentare leggermente il ritmo per rendere il mistero ancora più coinvolgente, ma questo probabilmente deriva dall’inesperienza della giovane autrice, di cui è comunque ben chiaro un talento narrativo che, se ben seguito in fase di editing, può sicuramente crescere.
Resta comunque un esordio promettente ed Emma Cortesi dimostra di possedere sensibilità narrativa, capacità di creare un’ambientazione piacevole e personaggi che incuriosiscono fin dalle prime pagine. Se nei prossimi capitoli saprà concedere maggiore spazio all’indagine, I segreti del Vieux Moulin ha tutte le carte in regola per diventare una serie cozy crime capace di conquistare gli appassionati del genere.

un libro per chi: ama Parigi e le coppie investigative
autrice: Emma Cortesi
titolo: La portinaia del 17
editore: Fazi
pagg. 197
€ 17

