Articolo a cura di Metella Orazi.

Una straordinaria qualità della scrittura e una profonda sensibilità fanno de Il peso, scritto da Liz Moore e pubblicato da NN editore, uno di quei libri che appena terminato di leggere fa venire voglia di recuperare tutto ciò che l’autrice ha scritto fino a quel momento.

Il peso

Arthur Opp è un ex professore universitario che vive a Brooklyn e non esce più di casa dal settembre 2001, quando – dopo aver visto in TV i fatti tragici che stavano avvenendo a Manhattan – ha sentito il bisogno di non essere solo ed è sceso in strada dove ha abbracciato una sconosciuta che stava piangendo.
Il gesto, invece che essergli di conforto, gli rivela come in un lampo che non desidera la presenza di nessuno e viceversa nessuno sente il bisogno di chiamarlo o di sapere come sta. Da quel momento in poi le mura di casa diventano l’intero mondo di Arthur e la sua sola attività è mangiare, tutto e tanto di tutto, senza freni.

La prima cosa che devi sapere di me è che sono enormemente grasso. Quando ci siamo conosciuti ero per così dire rotondo ma ora non più. Mangio quello che voglio e tutte le volte che voglio. Sono anni che praticamente non cerco nemmeno di ridurre la quantità di cibo che consumo perché non ne vedo il motivo. Nonostante questo non sono né immobilizzato né costretto a letto ma quando faccio più di sei o sette gradini mi manca il fiato e in effetti mi sento molto timido e come imprigionato dentro una custodia, come un violoncello o un fucile costoso.

L’unica interazione sociale che Arthur ha intrattenuto per un po’ di tempo è stato scrivere delle lettere a una sua ex allieva Charlene, che aveva frequentato per soli sei mesi il suo corso e con la quale aveva unito la propria solitudine, perché come lui non voleva essere sola.

Alla fine fu questo a farci sentire vicini e a unirci. Avevo percepito la sua solitudine nell’istante in cui era entrata nella mia classe e capii che molto probabilmente avrebbe avvertito la mia, anche se cercai di evitarglielo, per proteggerla.

Da un qualche tempo le lettere non arrivano più e Arthur quasi rassegnato, continua a vivere e mangiare tutto solo al piano di sotto, non riuscendo più ad accedere alle camere del piano superiore per via degli scalini. Tutto procede tra abbuffate e programmi trash alla televisione, fino al giorno in cui Charlene inaspettatamente lo chiama e gli chiede aiuto per suo figlio Kell, giovane promessa del baseball, che fatica però negli studi.

Arthur accetta di vedere il ragazzo ma subito dopo si guarda intorno e, come se vedesse per la prima volta ciò che lo circonda, capisce di aver bisogno di aiuto.
Dopo diciotto anni una persona entra in casa sua, è una ragazza molto minuta e giovane che è stata mandata dall’impresa di pulizia. Yolanda è al suo primo incarico ed è grazie a lei che Arthur si riconnette al mondo delle emozioni condivise, ai gesti quotidiani che si possono fare insieme, torna a guardare la vita come un insieme di esperienze che non si fanno da soli.

Mentre lei era in cucina ho abbassato un attimo la guardia e ho aperto il mio cuore e ci ho lasciato entrare un sacco di dolore che mi era rimasto accanto per gran parte della vita e ho riflettuto sul fatto che gli uomini che verranno a indagare in casa mia dopo aver ricevuto parecchie segnalazioni dai vicini troveranno un cadavere vecchio e grasso che non ha parenti e soltanto un mucchio di carte che diranno: questo è un essere umano, era un uomo con una storia.

Kell diventa il secondo protagonista e per quanto giovane e promettente anche lui deve confrontarsi con l’essere solo al mondo, con una madre che odia e ama perché gli ha dato la vita ma forse gliel’ha anche rovinata.

Moore scrive di ciò che accade sotto l’indifferenza generale, del fatto che riconoscere nell’altro la stessa solitudine che ci morde dentro può essere terribile e salvifico.

Il peso è un libro intenso ma non duro sull’intima paura di rimanere soli.
Con semplicità e precisione l’autrice ci costringe a guardarci nello specchio per vedere che grassi, magri, alti, bassi, deformi o bellissimi, non siamo però molto diversi gli uni dagli altri quando si tratta delle relazioni.
Da leggere.

Il peso di Liz Moore

un libro per chi: almeno una volta ha cercato conforto nelle persone, in un abbraccio o in un libro

autrice: Liz Moore
titolo: Il peso
traduzione: Ada Arduini
editore: NN editore
pagg. 352
€ 17

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Metella Orazi

Marchignola (marchigiana+romagnola), vive al mare, che ama in tutte le stagioni. Per quasi vent'anni è stata libraia e ora, pur senza libreria, continua a pensare e agire da libraia: parla di libri, fotografa i libri che vorrebbe e quelli letti per ricordare di averli letti e continua a impilare libri su libri che forse un giorno leggerà. Ama i gatti, i viaggi, la storia dell’arte, il cinema e il teatro, insomma, tutto ciò che racconti il mondo. Crede fermamente nel potere delle storie e della condivisione, perché se la lettura è un atto solitario, i libri sono fatti apposta per creare connessioni. Non chiedetele di scegliere un libro preferito, potrebbe entrare in crisi, cambiando idea di continuo.

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