Con La gazza, nuovissimo romanzo appena uscito per Neri Pozza, l’autrice inglese Elizabeth Day affronta il tema della maternità surrogata muovendosi tra le atmosfere pregne di suspense del thriller psicologico.

La gazza

Marisa, giovane illustratrice di libri per bambini, sta per realizzare il suo sogno d’amore.
Sta prendendo casa in un bel quartiere di Londra con Jake, l’uomo di cui è innamorata e dal quale desidera un figlio.
Mentre è in visita alla sua futura dimora, una gazza entra dalla finestra sul giardino e prima di uscire rompe un vaso.
Questo episodio si rivelerà essere il presagio di qualcosa d’infausto?

Il tempo scorre e Marisa si divide tra il lavoro e i tentativi di rimanere incinta, fino a quando, per alleggerire le tante spese dovute alla nuova casa, nella sua vita entra l’inquilina Kate, trentaseienne sicura di sé che lavora nel mondo del cinema.

La presenza di Kate, al limite dell’invadenza, mina il fragile equilibrio di Marisa, già eroso da un passato familiare non certo idilliaco.

Ultimamente ha strani pensieri su cosa succederebbe se la sua mano scivola se mentre si arriccia le ciglia. Strane visioni delle sue ciglia tranciate dalla ghigliottina della piastra. Non è stata in grado di tagliarsi le unghie per lo stesso motivo. E se si pugnalasse con la punta aguzza delle forbici? Cosa succederebbe se si tagliasse la pianta dei piedi e il sangue scorresse sul pavimento piastrellato del bagno? Queste immagini sono così vivide che la portano sull’orlo dello svenimento, tanto che deve sedersi e posare la testa tra le ginocchia.

Nemmeno la vicinanza di Jake riesce a darle la serenità di cui ha bisogno per concepire il loro bambino e quando sulla porta compare anche Annabelle, l’altera futura suocera, per Marisa tutto diventa ancora più difficile, quasi insopportabile.
Che fine ha fatto la sua vita da favola?
Perché ora tutto sembra pervaso da un’ombra oscura?

Non aveva mai trovato la madre. Ma, con Jake, aveva trovato qualcuno che l’accettava così com’era senza farle troppe domande e, quando si innamorò di lui, non sentì i fuochi d’artificio né le montagne russe nello stomaco. Non fu niente di simile a un fulmine. Fu una sensazione più bella. Una sensazione di sollievo.

Il colpo di scena arriva e forse, a un occhio molto attento e allenato, non è del tutto inaspettato, ma La gazza ha un fine decisamente più importante di quello di tenere con il fiato sospeso i lettori e le lettrici.

Elizabeth Day con la storia di Marisa, Kate e Jake racconta senza mezzi termini il calvario di tutte quelle donne che desiderano diventare madri e che devono per forza affidarsi alla scienza: la scoperta dell’infertilità, le dolorose ripercussioni psicologiche e anche fisiche, la fredda meccanica dell’iter della fecondazione assistita, la disperata presa di coscienza di non poter portare in grembo il proprio figlio, fino ad arrivare alla difficile ricerca di una madre surrogata e a una vera e propria ossessione per la maternità.

Tornati a casa persero l’abitudine di fare sesso regolarmente, e settembre e ottobre passarono in una raffica di occasioni mancate. Lavorò fino a tardi, ma senza alcuna passione per quello che stava facendo. A novembre, era determinata a provarci in tutti i momenti più fertili del ciclo, ma era difficile fare l’amore in modo naturale o sensuale perché aveva il pensiero fisso in testa per la maggior parte del tempo. Era forse questo è il momento in cui avrebbe concepito, si chiedeva mentre Jake la scopava, e lei avrebbe saputo, si sarebbe sentita diversamente, ci sarebbe stato qualche segno cosmico che fosse proprio quello? E se avesse dovuto rimanere sdraiata per mezz’ora dopo, come aveva letto, in modo che lo sperma potesse avere il tempo di risalire la cervice? E avrebbe dovuto alzare le gambe per favore il processo? Solo che sarebbe sembrato ridicolo, e comunque non voleva far capire a Jake che le importava così tanto.

Mentre Day non risparmia ai lettori e alle lettrici nulla sul tema maternità, continua a intessere abilmente una tela fatta di supposizioni e di tensione, di sospetti e di non detti, fino ad arrivare a un appagante finale che si fa perdonare quell’accenno di prevedibilità emerso nella prima parte.

La meticolosa costruzione psicologica dei personaggi e l’approccio schietto con cui si affrontano temi sui quali ancora si percepisce una certa reticenza sociale, fanno de La gazza un romanzo davvero molto interessante.

La gazza di Elizabeth Day

un libro per chi: vuole davvero capire cosa possa significare non riuscire a essere madre

autrice: Elizabeth Day
titolo: La gazza
traduzione: Chiara Ujka
editore: Neri Pozza
pagg. 387
€ 19


Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura. Pratica mindfulness, sogna sempre le montagne e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

2 commenti

Giada · 28 Giugno 2022 alle 9:05

Grazie per la segnalazione. Una bellissima copertina, tra l’altro. Un caro saluto ^_^

    Elena Giorgi · 28 Giugno 2022 alle 9:16

    Neri Pozza è sempre garanzia di gran belle copertine!
    Ciao Giada, grazie dell’attenzione!

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