La portalettere di Francesca Giannone

La portalettere di Francesca Giannone

Se un romanzo resta in classifica per molte settimane, diventando un caso editoriale, è per forza un buon libro?
Talvolta no, ma nel caso de La portalettere, vendutissimo romanzo d’esordio di Francesca Giannone pubblicato da Editrice Nord, il successo è meritato, per la capacità di attrarre tanti lettori e lettrici con una storia semplice ma ben costruita e accattivante.
Ne parleremo durante l’incontro del 30 maggio del gruppo di lettura Babele.

La portalettere

È il 1934, la ligure Anna Allavena arriva a Lizzanello, piccolo paese salentino in Puglia, a seguito del marito Carlo, originario del luogo.
Con loro ci sono il piccolo Roberto, nato da poco, il ricordo di una figlia perduta, Claudia, e qualche seme di basilico per fare il pesto alla genovese, pozione magica che accompagnerà Anna per tutta la vita e la cui preparazione sarà rituale meditativo e panacea per tutti i mali.

A Lizzanello Carlo ritrova il fratello maggiore Antonio, sposato con la sempliciotta Agata e padre di Lorenza, bambina dolce e sensibile che subito si affezione a quella zia così bella, solare, brillante e caparbia, che sa parlare francese, ama leggere e si tiene aggiornata su come va il mondo.

Per Antonio, anch’egli amante dei libri, protettivo verso Carlo e sempre ligio al dovere, l’incontro con Anna, tra un’iniziale diffidenza e la successiva voglia di conoscerla meglio, si rivelerà la scintilla di un sentimento profondo, destinato a durare per sempre.

«Sai, tutte le volte che cercavo una risposta, sapevo di trovarla nei libri. È sempre stato così», disse lei con la voce rotta. «E invece stavolta…»
«Stavolta non la trovi…» continuò lui.
«Già.»
«Ti capisco. Io non sono più riuscito a leggere nemmeno una pagina… Come se già sapessi di non poter trovare conforto. Eppure ci sono scrittori che nel dolore hanno affondato le mani, e sono stati capaci di raccontarlo con assoluta sincerità.»
Anna fece vagare gli occhi umidi sulla chioma dell’albero.
«Curioso, no? Il conforto lo hai trovato qui, nel silenzio, nell’assenza di parole.»
«Oh, no, le parole ci sono, eccome. Però sono soltanto le mie.»

Anna è determinata, schietta, non nasconde la sua antipatia per il duce e per il fascismo ed è diversa dalle altre donne del paese, che stanno sempre un passo indietro agli uomini.
Lei sta al fianco del suo Carlo, se necessario lo contesta, pur amandolo tantissimo, pur prendendosene cura, senza però mai dimenticarsi di sé stessa.

Non è facile per lei integrarsi a Lizzanello e fare la vita che ci si aspetta da una moglie e madre: non le interessa andare al mercato, non è attratta dai pettegolezzi, Anna vuole vivere come pare a lei, cercando le risposte nei libri, non piegandosi ai soprusi del Ventennio, mantenendo vive e brillanti le sue opinioni, senza nasconderle mai.

Mentre Carlo diventa un vinificatore, imparando il mestiere dal padre della sua ex fidanzata Carmela, la sarta del paese, oggi moglie di Nicola e madre di Daniele, Anna decide di partecipare alla selezione per diventare portalettere, destando non solo la curiosità di tutto il paese ma anche la stizzita perplessità del marito.

Carlo la fissò, un po’ sconcertato da quell’accusa. «Quello del portalettere non è un lavoro adatto a te», protestò poi, ma debolmente.
«Non è adatto a nessuna femmina, se è per questo» precisò Agata con decisione.
«Cosa ci sarebbe di non adatto?» chiese Anna, piccata.
«Anzitutto è faticoso», rispose Carlo, posando la forchetta. «Te ne devi andare in giro a piedi tutto il giorno, sia che piova sia che ci sia il sole. Guarda Ferruccio che fine ha fatto… c’ha perso la salute. Siamo seri. Non esistono portalettere donna.»
«Finora», disse Anna.

La portalettere Anna, emancipata femminista ante litteram, sempre pronta ad aiutare le altre donne, vivrà anni tanto belli quanto difficili, passando attraverso gioie e dolori, soffrendo per le vicende spiacevoli che toccheranno l’Italia tutta e i suoi affetti più cari ma anche riuscendo a imporre il cambiamento che aprirà strade fino ad allora impensabili.

Francesca Giannone, che di Anna è pronipote, sa coinvolgere e appassionare con una scrittura semplice e personaggi che sembra di conoscere da sempre, forse perché già incontrati nel reale e nell’irreale; ci fa vivere accanto alla protagonista e alla sua famiglia, riuscendo a conquistare il nostro tifo per lei e per la sua caparbietà.
Un vero peccato il mancato approfondimento del contesto storico e la conclusione affrettata di alcune relazioni, che lasciano molti sospesi.

La portalettere non è solo una delle saghe familiari di successo a cui la casa editrice ci ha abituati in questi ultimi anni, ma è anche un romanzo sulla meschinità di chi abita i piccoli paesi di provincia, che però nel momento del bisogno sa unirsi in un unico cuore, ed è soprattutto una parabola che ci ricorda quanto spesso siamo noi stessi a ingabbiarci in relazioni e situazioni che ci impediscono di vivere ed essere felici davvero.
Si legge con piacere e voracità.

La portalettere di Francesca Giannone

un libro per chi: quando ha una vecchia foto tra le mani, immagina le storie familiari del passato

autrice: Francesca Giannone
titolo: La portalettere
editore: Editrice Nord
pagg. 419
€ 19

Babele il gruppo di lettura disordinato

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne e ascolta musica jazz.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

(2) Commenti

  1. Ciao Elena,
    Ho amato molto la portalettere, l’ho, come si dice, divorato. Però concordo sul finale un po’ frettoloso su alcune relazioni.

    1. Ciao Laura, è oggettivamente un libro piacevole da leggere, molto ben costruito per essere “divorato”, proprio per questo spiace una certa fretta nel concludere alcune relazioni, ma anche alcuni temi trattati. Rimane comunque una lettura che avvince ed è più che comprensibile il grande successo che sta riscuotendo anche tra lettori e lettrici occasionali.

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