Un amore senza parole di Didier Blonde

A metà tra il minuzioso reportage e il più fantasioso dei romanzi, Un amore senza parole di Didier Blonde, pubblicato in Italia da Federico Tozzi Editore, è un libro avvincente, da cui è difficile staccarsi.
La storia di un’ossessione amorosa d’altri tempi, capace di assorbire il lettore fino all’ultima pagina, facendogli vivere e rivivere la malia della Parigi di inizio Novecento.
La cura dell’edizione italiana, poi, è tale da rendere l’oggetto libro splendido e pregiato.

Un amore senza parole

I capelli raccolti sotto un foulard. Ha l’aria sognante, lo sguardo un po’ perso. Le labbra si schiudono su dei “denti della fortuna”, come si dice di solito. Un girocollo traforato le avvolge il collo, intorno a cui pende una catenina con appeso un medaglione.

Suzanne Grandais

Il libro di Blonde, scrittore francese che pubblica con Gallimard, si presenta come un’inchiesta su una particolarissima storia d’amore: quella del velleitario e sognatore Jean D. innamorato per tutta la sua lunga vita della bella stella del cinema muto, Suzanne Grandais.

Un vero e proprio colpo di fulmine, scattato in una sala cinematografica nel 1912: il giovanissimo Jean D. perde immediatamente la testa per il sorriso di Suzanne, che appare sul grande schermo in uno dei numerosi film muti di cui è già regina.
Non avrà mai il coraggio di parlarle e d’incontrarla. Solo una volta sentirà la sua voce, telefonandole ma riagganciando subito la cornetta. La seguirà per strada e ne terrà traccia leggendo i rotocalchi, ma quell’ossessione amorosa non andrà mai oltre tutto questo.

Nessuno, né i suoi genitori, né suo fratello minore, né il suo migliore amico avrà diritto alle sue confidenze. Finché lei sarà in vita, lui non pronuncerà mai il suo nome davanti a qualcuno. Dopo la sua morte non potrà più vedere nessuno dei suoi film.

A Blonde, già appassionato di cinema muto e di personaggi noti del passato, capita in mano un breve testo di Jean, scritto nel 1974, all’età di ottant’anni.
Un testamento amoroso, che vuole forse essere anche una lucida analisi della propria vita. Una vita fatta di silenzi e di struggenti mancanze, rimasta ancorata al ricordo di un amore non vissuto.
Credendosi vicino alla morte, l’uomo che ha sempre taciuto i suoi sentimenti, decide di lasciare un memoir in cui racconta la mai sopita passione per la sfortunata Suzanne.

Suzanne, infatti, muore il 28 agosto 1920 in un terribile incidente automobilistico. È stato forse questo destino nefasto e ingiusto a rendere immortale l’amore di Jean D., che per tutto il resto della vita continua a raccogliere i ricordi dell’amata, nella speranza di renderla indimenticabile anche agli occhi del mondo, con la scrittura e la pubblicazione di un libro che le renda il giusto omaggio.
Un libro autobiografico che non vedrà mai la luce, ma che diventerà fonte d’ispirazione e ossessione stessa per Blonde.

Dal racconto dell’innamorato e dalle indagini dello scrittore, scopriamo che Jean D. – che pure avrà modo di amare davvero altre donne, senza mai veramente legarsi a nessuna – continuerà a lungo la sua disperata lotta contro l’oblio, reo di fagocitare il ricordo di Suzanne, pagando generosamente di tasca propria per mantenere decoroso il giardinetto in cui è stata deposta la stele commemorativa.

Dopo la mia morte, la stele andrà a ingrossare la schiera di oscure commemorazioni divenute illeggibili, che col passare del tempo arrugginiscono in silenzio. Fanno parte del paesaggio come una roccia o un vecchio albero. Ci si passa accanto senza interesse e con la vaga simpatia dovuta all’abitudine.

Un oblio che però non riuscirà a sconfiggere, perché il mondo non può fermare il tempo e i cambiamenti, non può arrestare il futuro in arrivo e l’evoluzione.

La storia di Suzanne finisce così, con pochi memorabilia tangibili e nessuna perenne celebrazione.
Suzanne Grandais vive solo nei ricordi del suo devoto ammiratore, ripresi da Didier Blonde in questa narrazione intensa e raffinata, in cui realtà e finzione si incrociano.
Ricordi che oggi vengono lasciati a noi lettori, depositari di un amore senza parole.

Un amore senza parole di Didier Blonde

un libro per chi: per i nostalgici e per chi ama i reportage di Emmanuel Carrère

autore: Didier Blonde
titolo: Un amore senza parole
a cura di: Chiara Tavella
editore: Federico Tozzi Editore
pagg. 160
€ 15

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