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Le stagioni di Alessandro Vanoli

È un progetto davvero affascinante e ben costruito quello di Alessandro Vanoli, che per la casa editrice Il Mulino sta pubblicando una serie di saggi dedicati alle stagioni.
L’ultimo, in ordine di tempo, è dedicato all’Autunno, stagione amatissima da molti, per quel senso di nuovo inizio che porta con sé.

Autunno

Sono i colori del bosco ad accoglierci in questo viaggio attraverso la stagione delle castagne e della vendemmia.

Bene lettore, questa volta la storia comincia in un bosco, alle soglie dell’autunno. E già le parole che hai davanti iniziano a sfumare, insidiate da una nebbia sottile che si fa strada tra le lettere. Poi ecco gli alberi, spuntare lì in mezzo, tra virgole e gli spazi: le fronde di un verde sbiadito e i tronchi altri e severi. È poco dopo l’alba; con questa luce dorata e bassa che gioca tra i cespugli e i rami in lontananza e senti freddo, è naturale: colpa dell’aria che sta salendo ormai da settentrione e porta con sé quell’odore di funghi e terra che annusi ora tra le pagine.

Ed è subito come sentirsi a casa, nella stagione più rilassante dell’anno, quella delle coperte leggere dopo il torrido caldo estivo, quella del té caldo che allieta un pomeriggio di lettura sul divano.

Vanoli ci racconta questa stagione di colori caldi e cieli spesso velati, svelandone non solo le celebrazioni che ne davano gli antichi – dal popolo ebraico della Bibbia, passando per i poemi greci e fino ad arrivare alla Roma di Plinio – ma anche le paure che questa stagione sapeva far crescere nei popoli del più oscuro Medioevo, epoca perlopiù di miseria e di fame.

La storia non è l’unica disciplina a cui si appella l’autore per raccontarci l’autunno.
Ci sono anche la botanica, la micologia, il folklore di nani, gnomi e leggende, la musica (si andarà ben oltre l’ormai popolare Autunno di Vivaldi), la religione, la storia dell’arte – con un inserto di fotografie in cui ammirare, tra le altre opere, Faggeto I di Klimt – e la letteratura di Dante, di Shakespeare, di Poe, di Dagerman, di Carducci e D’Annunzio.

L’autunno che racconta Vanoli non è solo un periodo dell’anno.
È un sentimento, un modo di essere, uno stato psicologico, un viaggio.

Alla fine ci siamo, lettore: gli ultimi passi. E sono i più difficili. Neanche te ne accorgi ed è come se le frasi cominciassero a sfumare: che ci devi tornar sopra per capirne bene il senso. E più cammini più la cosa è complicata: le parole che svaniscono e le lettere che si fanno inconsistenti e indistinte. Come se un chiarore denso e silenzioso stesse calando tra le pagine e tutt’attorno al libro: nel bosco e nella stanza dove stai leggendo. Una grigia foschia vicino alla poltrona e, oltre la finestra, i contorni delle case persi in un chiarore opaco. E tu cammini, certo, che non sapresti dire più se fuori o dentro, con i cancelli sulla via che ti devi avvicinare sin quasi a toccarne il ferro per essere sicuro che siano ancora al loro posto.

Salutato l’autunno, già letti primavera e inverno, non rimane che una sola stagione da affrontare, quella per me più temibile e sofferta: l’estate.
Ma viene da pensare che, presa per mano da Alessandro Vanoli, pure essa diventerà un’inattesa meraviglia.

Autunno di Alessandro Vanoli

Nella stessa collana, Inverno e Primavera

Inverno di Alessandro Vanoli
Primavera di Alessandro Vanoli

libri per chi: dello scorrere del tempo ama soprattutto la bellezza e l’emozione del cambiamento

autore: Alessandro Vanoli
titolo: Autunno – Inverno – Primavera
editore: Il Mulino
pagg: 262 – 219 – 266
€ 16 – 15- 16