Alla sua prima prova con un volume illustrato la casa editrice Hacca ha pubblicato Nome non ha, un libro di rara bellezza, nel testo e nelle immagini.
Scritto da Loredana Lipperini, con i disegni di Elisa Seitzinger, ha il sapore delle favole antiche e ci racconta una storia ancestrale capace di ribadire l’immensa forza delle donne di ieri, che poi è la stessa di quelle di oggi.

Nome non ha

Ed è così che gli uomini e le donne sopravvivono: con le storie che qualcuno ha raccolto e narrato a qualcun altro.

Siamo nelle Marche, nelle zone distrutte dal terremoto del 2016, dove la catena dei Monti Sibillini custodisce e culla le leggende e i segreti delle Sibille, le profetesse capaci di fare predizioni sul futuro, rivelando talvolta destini infausti.

Camilla, Tony e Marta sono tre giovani amiche dirette verso il mare, in uno di quei viaggi da ventenni che sono prima di tutto avventure spensierate, nell’attesa che l’età adulta prenda il sopravvento con una quotidianità di fitti impegni non sempre piacevoli.

Ci sono viaggi che si fanno a vent’anni e due sere fa abbiamo deciso che saremmo partite per Venezia. In fondo non abbiamo mai visto Venezia, e anche se è estate e sarà piena di turisti sarà bello mischiarsi con le comitive, affiancarci a persone che sanno quello che fanno, che hanno comunque uno schema definito in cui agire che sanno consultare una cartina, chiedere un panino, fermarsi davanti ai vetri di Murano, scegliere un regalo, scattare la fotografia giusta. Sanno muoversi nella vita, insomma, e non importa quanta felicità si portano sulle spalle: vita è, comunque.

Camilla desidera scrivere, anche se ancora non sa cosa, Tony sogna di andare in Spagna e diventare interprete, ma senza troppa convinzione, e Marta, che pare avere le idee molto più chiare delle sue amiche, vuole aprire un ristorante in cui essere la perfetta chef stellata.

La loro Panda ha iniziato a brontolare mentre faceva su e giù per le colline marchigiane, così le tre ragazze si sono rifugiate nella chiesa di un piccolo paese, Serravalle di Chienti, dove un originale affresco ritrae le sette Sibille: la Tiburtina, la Cumana, l’Eritrea, la Delfica, la Cumea, la Persica, l’Eutropia.

È l’incontro casuale con Viola – una donna senza età, un’artista che ha scelto quel minuscolo paese per coltivare la propria creatività e mantenere sempre accesa la fiamma della convivialità – a trasformare questo piccolo contrattempo nell’occasione di vivere una serata straordinaria, con una cena genuina e luculliana.
Viola infatti ha due case, una per se stessa e per la propria arte e una più grande, dove accoglie la compagnia di amici e amiche con cui condivide cibo, vino e l’amore per quella terra così speciale, oggi ferita dal sisma ma ancora e sempre ricca di Storia e di storie da raccontare.

Ed è così che, in una magica sera d’estate, Camilla, Tony e Marta scoprono la vera storia delle Sibille e di tutte le donne che la narrazione patriarcale ha sempre cercato di definire e ingabbiare.
Non tutte le ragazze avranno la stessa reazione di fronte ai racconti di quella combriccola così cordiale, ma forse almeno un seme sarà stato piantato, affinché le parole germoglino, crescano e si facciano ponte, continuando a viaggiare e a farsi strada nel mondo, per non essere mai dimenticate.

… è in questo momento di sospensione, quando ancora quel che si aspetta non è avvenuto, che diventa possibile ripensare a quanto è stato fatto, e cogliere l’errore o persino il fallimento. Perché contano anche le sconfitte, nell’esperienza di cui le sibille sono fatte. Viola si chiede se riuscirà a far capire alle ragazze quanto conti quell’esperienza, senza la quale non c’è saggezza e non c’è sapienza. Questo sono le Sibille. Se la loro parola sembra segreta o difficile, chi la ascolta, e prova a capirla, acquista parte della conoscenza del tutto. Così fecero, con i loro tanti nomi, Pizia, Cassandra, Egeria, Veleda. Tutte coloro di cui si diceva che possedevano l’èntheos, l’ispirazione divina. In realtà sono state loro a possedere il dio. O a sostituirsi a lui.

Lipperini e Seitzinger con Nome non ha proseguono la stessa tradizione che raccontano, tramandando miti e leggende a chi saprà cogliere il grande privilegio di avere tra le mani questo libro magnifico e pregno d’incanto.
Da leggere.

Nome non ha di Loredana Lipperini e Elisa Seitzinger

un libro per chi: non si stanca mai di ascoltare i racconti di una volta

autrici: Loredana Lipperini ed Elisa Seitzinger
titolo: Nome non ha
editore: Hacca
pagg. 102
€ 20

Categorie: Leggiamo

Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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