Sonno bianco di Stefano Corbetta

Sonno bianco di Stefano Corbetta

So cosa significa stare accanto a un letto d’ospedale parlando a chi apparentemente non può sentirci, per questo Sonno bianco, il romanzo di Stefano Corbetta pubblicato da Hacca, è stato per me una lettura dolorosa e difficile, ma anche così intensa da diventare irrinunciabile. Sonno bianco Othie e Oth, così si sono soprannominate da bambine le gemelle Emma e Bianca, storpiando a modo loro la parola inglese other. Soprannomi che, seppur inconsciamente, segnano l’inequivocabile volontà di tagliare fuori gli altri dal loro crescere in simbiosi. Emma è timida, insicura, fragile, così uguale a Bianca fisicamente ma così diversa da lei, che è estroversa, tenace e temeraria. Così impavida e protettiva da gettarsi sulla sorella, a soli nove anni, per salvarla da un terribile incidente. Di quel momento, che forse si sarebbe potuto evitare, a Emma rimane una gamba più corta e sempre dolorante, mentre a Bianca tocca uno stato vegetativo, un sonno bianco da cui non sarà facile risvegliarsi. … guardare Bianca negli occhi non era facile, significava seguire il movimento impazzito delle sue pupille sperando che fosse da qualche parte, lontano da loro, prigioniera in un mondo inesplorato. Dovete parlare con lei, ripetevano, ma il suo silenzio aveva lentamente …

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Nel nostro fuoco di Maura Chiulli

Nel nostro fuoco di Maura Chiulli

Esce oggi in libreria, per Hacca edizioni, il nuovo romanzo di Maura Chiulli, artista, combattente, poetessa, scrittrice, mangiafuoco e coraggioso essere umano. Nel nostro fuoco racconta una storia dura, senza filtri, straziante. La storia di un uomo e di un padre disilluso e tormentato, Tommaso, alle prese con una figlia imperfetta e difficile, Nina. Nel nostro fuoco Nina non è una bambina normale. Nina è diversa. Cammina gettando i piedi come se fosse sempre sul punto di cadere, beve solo un certo tipo di acqua versata in un bicchiere di vetro trasparente, odia il rosso e mangia solo mezze maniche in bianco, senza olio e senza sale. Come può Tommaso, cresciuto in una famiglia anaffettiva e dedita alla perfezione, voler bene a questa figlia che è “un’equazione irrisolvibile”? Lui non conosceva il vocabolario dell’imprevedibilità, non aveva nessuna dimestichezza con l’ignoto, con il buio. Per lui ogni cosa andava progettata, saputa, descritta, vissuta con misura e premeditazione. Tommaso da piccolo si era convinto “che per far star bene gli altri, si doveva obbedire, stare calmi, fare meno baccano possibile”; dopo quell’infanzia gelida e infelice avrebbe voluto vivere un amore sereno, limpido, intoccabile ma oggi, invece, si trova a fare i conti …

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