Articolo a cura di Metella Orazi.
La casa editrice Mattioli 1885 con Sundown, yellow moon continua a portare in Italia le opere di Larry Watson, scrittore e poeta statunitense originario del North Dakota.
Sundown, yellow moon
A Bismark, nel Dakota del Nord è il gennaio del 1961, fa molto freddo e un ragazzo di sedici anni torna a casa in compagnia del migliore amico Gene, che è anche un suo vicino di casa.
È lo stesso ragazzo, molti anni dopo e ormai diventato scrittore, a raccontare i fatti a partire proprio da quel momento.
Tutto quello che posso prometterti, se sceglierai di continuare a leggere, sono informazioni sufficienti affinché tu possa essere in grado di scrutare nel tuo cuore e nella tua mente e trovare lì una risposta al perché gli esseri umani si comportano come si comportano, anche nelle situazioni più estreme.
I due ragazzi, man mano che si avvicinano alla loro via, scorgono le macchine della polizia, sentono le sirene e capiscono ben presto che deve essere successo qualcosa di grosso.
La verità è del tutto sconvolgente: poche ore prima il padre di Gene, Raymond Stoddard, ha compiuto un omicidio, entrando con calma nel Campidoglio dello Stato e sparando a un senatore, uccidendolo.
L’intera comunità è sconvolta e non riesce a capacitarsi di ciò che è successo, presto iniziano le speculazioni sul perché della tragedia.
Niente, proprio niente, in quella scena, poteva far pensare che una bomba fosse esplosa nell’isolato o che queste persone da quel momento in poi avrebbero dovuto vivere tra le sue macerie. Se i loro volti non erano contorti dall’angoscia, era solo perché tutti avevano imparato la forza consolatrice della preghiera e dell’egoismo: Grazie a Dio non siamo noi, grazie a Dio non siamo noi, Grazie a Dio non siamo noi.
Quasi quarant’anni dopo, la voce narrante ripercorre quei momenti che hanno rappresentato una svolta nell’amicizia con Gene e s’interroga sulle motivazioni che hanno spinto il padre dell’amico a compiere azioni inspiegabili e violente.
Essendo uno scrittore, i ricordi dell’uomo sono a volte impossibili da scindere dai racconti che ha pubblicato nella sua vita professionale; infatti, in una sorta di gioco metanarrativo, la narrazione fa riferimento ai suoi lavori quando vuole portare alla luce un episodio significativo.
Entrambi i ragazzi provano dei sentimenti per una govane e attraente ragazza, Marie Ryan, e dopo la tragedia anche il loro rapporto muta, mettendo a fuoco quanto sia difficile rimanere uguali quando tutto intorno è messo in discussione.
Camminammo per lo più in silenzio, e non solo perché ero ammutolito in presenza di Marie o perché i funerali spingono sempre le persone a immergersi un po’ più a fondo nei loro pensieri. Esistono un sacco di teorie per cui la gente del Midwest è così taciturna, ma chiunque abbia trascorso del tempo all’aperto in una giornata sottozero sa che a un certo punto parlare diventa fisicamente difficile.
Sundown, yellow moon non è un libro di trama, i lettori sono avvisati fin dall’inizio, e anche se ha i contorni del noir malinconico racconta molto più i rapporti d’amore e d’amicizia dell’omicidio che apre la storia. La memoria dei segreti scolorisce nel tempo, ma la narrativa aiuta a rispolverarli.
La scrittura di Larry Watson è asciutta e senza fronzoli, l’autore è abile nell’intrecciare la doppia narrazione.
È interessante il fatto che ci siano due piani: uno che si dà per scontato sia vero – ciò che è successo – e uno in cui il passato viene rielaborato attraverso la letteratura.
Questo continuo scambio sembra dire ai lettori che dove non arriva la conoscenza dei fatti, troviamo i libri e probabilmente questa è una grande verità.

un libro per chi: ama le storie umane e profonde che raccontano la provincia e i lunghi silenzi
autore: Larry Watson
titolo: Sundown, yellow moon
traduzione: Nicola Manuppelli
editore: Mattioli 1885
pagg. 288
€ 19

