Sin rumbo di Eugenio Cambaceres

Diciamo sempre, noi lettori accaniti, di leggere e rileggere i classici della letteratura, soprattutto d’estate, quando stiamo per andare in vacanza e stiliamo la lista dei libri da portare in valigia. Dickens, Tolstoj, Dumas, Dostoevskij sono i soliti che sento nominare e che, ovviamente, non contesto mai: sono intoccabili, non si può non leggerli, anzi quasi quasi ad agosto mi rifaccio tutto Il Conte di Montecristo e pure Le notti bianche… Però da oggi, dopo aver letto Sin rumbo, pubblicato per la prima volta in Italia dalla casa editrice Arkadia, credo che aggiungerò a quei grandi nomi anche quello di Eugenio Cambaceres, argentino dell’Ottocento, primo vero sudamericano a rappresentare il naturalismo di Émile Zola. – Mi consigli un classico da leggere? – Certo. Un qualsiasi romanzo di Dickens, Tolstoj, Dumas, Dostoevskij e Cambaceres. Sin rumbo Immerso nel suo pessimismo, scavato dai più grandi demolitori meccanici moderni, affondato nel più profondo nulla delle nuove dottrine, trascinava la vita nella più nera solitudine. È Andrés, possidente terriero che nell’Argentina del tardo Ottocento vive agiato nella sua grande estancia, circondato da peones che lavorano per lui la terra e che curano gli allevamenti di bestiame che gli appartengono. Annoiato dalla vita, privo di …

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Kaiser di Marco Patrone

Kaiser di Marco Patrone

Ho letto un libro che parla di calcio e sono ancora viva! Forse perchè, a dirla tutta, Kaiser di Marco Patrone non è solo un libro sul calcio. È soprattutto un bel romanzo breve, tra giallo e ricostruzione giornalistica, che tiene il lettore incollato alle pagine per scoprire l’assurda storia del calciatore fenomeno Carlos Henrique Raposo, detto Kaiser. Kaiser Calciatore o truffatore? Kaiser, come tanti brasiliani, avrebbe anche potuto giocare a calcio, ma lo avrebbe fatto non tanto bene da meritare una carriera di successo. Fu questa la consapevolezza che lo spinse a diventare un bugiardo e un truffatore. Kaiser voleva i soldi, le donne, la vita scintillante delle star del campo, mentre del calcio, della lealtà sportiva, della gloria vera, non aveva alcun bisogno. Allora perchè non far credere a tutti, allenatori, presidenti, tifosi e giornalisti, d’essere un grande attaccante, perseguitato però da infortuni che lo tenevano lontano dall’azione? Sulle tracce di questa storia che cavalca gli Anni 80, si mette un giovane giornalista freelance di provincia, stuzzicato dalle rivelazioni di un collega francese più anziano, che con Kaiser avrebbe a lungo chiacchierato. Dosto (diminutivo di Dostoevskij, soprannome del giornalista) inizia a indagare, scavando negli appunti passati dal collega. …

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