La casa dei fiori selvatici di Mathangi Subramanian

La casa dei fiori selvatici di Mathangi Subramanian

Articolo a cura di Paola Migliorino. La casa dei fiori selvatici è il primo romanzo di Mathangi Subramanian, pubblicato da poco in Italia da Editrice Nord. Il titolo lascia intuire una storia dolce e delicata, ma con una punta di amarognolo, e lo stesso stile narrativo, estremamente leggero e scorrevole, è perfetto per fare risaltare gli aspetti ruvidi, se non addirittura a tratti violenti, della vita delle giovani protagoniste. La casa dei fiori selvatici Siamo a Bangalore, capitale dell’omonimo distretto con oltre 6 milioni di abitanti, nota per essere considerata la Silicon Valley indiana. Le immagini da cartolina ritraggono il classico dipartimento urbano moderno e tecnologico, inframezzato da templi colorati e palazzi storici realizzati nel tipico stile architettonico indiano; ma appena oltre i grattacieli, iniziano le altrettanto tipiche baraccopoli fatiscenti, gli agglomerati urbani che di “urbano” non hanno nulla, i vicoli interminabili e inestricabili, in cui si svolge la vita semplice e onesta di cinque ragazze, povere, ma determinate. Per uno scherzo del destino che ha fatto sì che venisse parzialmente distrutto il cartello con il nome civico dell’area, adesso il sobborgo è noto a tutti come Swarga, che in sanscrito vuol dire Paradiso, e per le cinque amiche un …

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L'architettrice di Melania Mazzucco

L’architettrice di Melania Mazzucco

Articolo a cura di Paola Migliorino. L’architettrice, romanzo storico di Melania Mazzucco pubblicato da Einaudi, è il frutto di approfondite ricerche durate circa un ventennio.Una biografia appassionata di Plautilla Bricci – architectura et pictura celebris, come lei stessa si definì – realmente esistita e attiva nella Roma barocca della Controriforma. L’architettrice Siamo a Roma nel 1624 e Plautilla, figlia di Giovanni Bricci, ha solo 8 anni, ma è totalmente affascinata dall’indole geniale e istrionica del padre, uomo spensierato e curioso, noto per le doti artistiche di pittore, scrittore, attore e persino antesignano giornalista. Un giorno Giovanni porta Plautilla sulla spiaggia per vedere da vicino un essere quasi mitologico, una balena che si è persa nel Mediterraneo ed è andata a morire sul litorale laziale; lo fa soprattutto per impartirle una delle tante lezioni che hanno fatto di lei la prima donna architetto della nostra storia: non dobbiamo fermarci di fronte all’ignoto, ma continuare a esplorare e conoscere. Le cose che non conosciamo esistono da qualche parte. E noi dobbiamo cercarle, o crearle. Tantissimo deve Plautilla alla figura paterna, l’uomo più curioso di Roma, affamato di novità e di conoscenza, che, superando la limitata visione dei tempi, crede nelle doti della …

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Sulla chaise-longue di Marghanita Laski

Sulla chaise-longue di Marghanita Laski

Articolo a cura di Paola Migliorino. Prima di addentrarci nella lettura di Sulla chaise-longue di Marghanita Laski, piccolo capolavoro gotico del 1953, lasciamoci ispirare dalla missione della casa editrice 8tto Edizioni, che ufficialmente si dedica alla diffusione di casi letterari anglofoni “colpevolmente trascurati”, proponendosi di dare la giusta visibilità ad opere originali e talvolta surreali.Ma soprattutto godiamoci la prefazione praticamente perfetta di Giulia Blasi, che suggerisce alcune chiavi di lettura forse non fondamentali per la conoscenza della storia, ma sicuramente di rilievo per la comprensione del contesto sociale in cui si muove Melanie, la protagonista. Sulla chaise-longue Melanie e Guy vivono in una strana casa in stile Regency, in una zona di Londra un po’ periferica e snobbata dall’alta borghesia perché abitata da povera gente e da qualche artista strambo.Fresca di matrimonio, e quindi presumibilmente realizzata secondo la concezione borghese all’epoca dominante, Melanie riposa distesa fra le sue coltri rosa, i suoi cuscini rosa, in un nido rosa, sposa modello e quindi non contaminata dall’erotismo e dal peccato, protetta nello status quo raggiunto proprio grazie al matrimonio. Ma la stessa autrice individua nel desiderio femminile represso il nodo centrale dell’intera vicenda. Il dottore si domandò ancora come mail il sorriso …

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