Articolo a cura di Metella Orazi.

Il festeggiamento per i settant’anni del padre è il pretesto per riunire un’intera famiglia che da Oslo vola a Roma per una vacanza condivisa.
Una famiglia moderna di Helga Flatland, edito da Fazi, è il racconto di ciò che rimane dopo quella trasferta familiare in Italia.

Una famiglia moderna

Liv, Ellen e Håkon, rispettivamente sorella maggiore, di mezzo e fratello minore, nato a dieci anni dalla primogenita e a otto dalla seconda, dal viaggio in Italia si aspettano escursioni, cene, visite ai musei, ma trovano invece una verità scioccante: i genitori, Torill e Sverre, sposati da quarant’ anni annunciano di volersi separare.

Guardo papà, seduto a un’estremità del tavolo, e mi rendo conto che ci siamo disposti esattamente come a casa dei miei. Lui è sempre a capotavola, alla sua sinistra c’è la mamma, poi io; di fronte a lei c’è Håkon con Ellen a fianco. Quelli che sono venuti dopo – i fidanzati, Olaf, Agnar, Hedda – hanno dovuto trovare un posto a seconda di come eravamo sistemati noi, ma credo che nessuno ci abbia rimuginato granché.

La stabilità confortevole di avere una famiglia unita crolla sotto l’evidenza di non sapere più come collocarsi tra padre e madre.
Con chi staranno i nipoti, a cui non si può più dire “andiamo dai nonni”?
Chi si terrà la casa dove sono cresciuti?

La narrazione viene fatta in prima persona alternativamente dai tre figli, ognuno dei quali vede la situazione egoisticamente, mettendo in discussione tanto la scelta dei genitori di separarsi in età avanzata, quanto il proprio valore all’interno del nucleo originario.

Liv, l’unica ad avere figli, è quella che subisce maggiormente il divorzio, quella che sente crollare le fondamenta del proprio matrimonio dopo che l’esempio dei genitori le toglie punti di riferimento, mostrandole come anche lei potrebbe ricalcarne i passi.

Nessuno sa che io e Simen stiamo cercando di avere un bambino, ma io, pur rendendomi conto di essere ingiusta o puerile, mi aspetto che tutti mi trattino con un minimo di riguardo, e in certi momenti trovo profondamente irrispettoso, da parte dei miei genitori, separarsi in questo periodo. Dovevano farlo proprio nel bel mezzo della mia lotta?

Ellen è rabbiosa, sente di essere stata tradita dai genitori e di non essere mai considerata abbastanza all’interno della famiglia che in qualche modo l’ha abbandonata in un momento di difficoltà.

Håkon rimane sullo sfondo, fino alla fine sembra defilato rispetto gli eventi e alle reazioni delle sorelle contrappone un certo mutismo, fino a quando nell’ultimo capitolo, è lui a prendere la parola, rivelando una filosofia amorosa originale e moderna, fatta apposta per rifulgere il matrimonio e la canonica vita di coppia. Le sue convinzioni però vacillano di fronte alla scelta dei genitori che in teoria confermano il suo credo ma in pratica lo confondono.

Non so quello che mi è passato per la testa. È una cosa talmente orribile che solo a pensarci mi viene la nausea e vorrei sbattere la testa contro il muro. L’unica spiegazione è l’approccio quasi clinico al divorzio di mamma e papà, la rapidità con cui ho deciso che la loro separazione era solo una manifestazione di ciò che io avevo sempre saputo, ossia che il matrimonio è una costruzione umana e che è contro natura andare a vivere insieme e rapportarsi sessualmente ed emotivamente con la stessa persona per più di trent’anni.

Una famiglia moderna mette in scena un romanzo di analisi psicologica, in cui i protagonisti riflettono prima di tutto su loro stessi e solo in un secondo momento anche su cosa legasse i genitori.

Il passato va rivisto alla luce della fine del matrimonio?
Quanto si conoscono le persone care?
Quanto si sa dei moti che spingono le persone ad agire in determinati modi?

Helga Flatland non spiega perché i due coniugi si lascino, ci accontentiamo di leggere che il rapporto è arrivato a una naturale conclusione, ma racconta con una certa arguzia di come tutto passi sempre attraverso il filtro dei nostri carichi emotivi ed esperienziali, diventando sempre una questione personale.

Una famiglia moderna di Helga Flatland

un libro per chi: ama avvicinare la lente di ingrandimento tra le crepe di una costruzione che all’apparenza sembra perfetta

autrice: Helga Flatland
titolo: Una famiglia moderna
traduzione: Alessandro Storti
editore: Fazi
pagg. 310
€ 18

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Categorie: Leggiamo

Metella Orazi

Marchignola (marchigiana+romagnola), vive al mare, che ama in tutte le stagioni. Per quasi vent'anni è stata libraia e ora, pur senza libreria, continua a pensare e agire da libraia: parla di libri, fotografa i libri che vorrebbe e quelli letti per ricordare di averli letti e continua a impilare libri su libri che forse un giorno leggerà. Ama i gatti, i viaggi, la storia dell’arte, il cinema e il teatro, insomma, tutto ciò che racconti il mondo. Crede fermamente nel potere delle storie e della condivisione, perché se la lettura è un atto solitario, i libri sono fatti apposta per creare connessioni. Non chiedetele di scegliere un libro preferito, potrebbe entrare in crisi, cambiando idea di continuo.

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