C’è qualcosa di straordinariamente attraente ne La libreria sulla collina di Alba Donati, pubblicato da Einaudi, e non stupisce che il libro sia in classifica da mesi, perché il mondo ha davvero bisogno di gentilezza e questo volumetto di 188 pagine ne è pregno.

La libreria sulla collina

Alba Donati ha un’anima che è un castello con numerose stanze: poetessa, ha lavorato per molti anni nel mondo della comunicazione editoriale, fino a quando nel 2019 ha deciso di lasciare Firenze per trasferirsi a Lucignana, un piccolo paese sulle colline lucchesi, dove ha aperto una libreria diventata meta di tantissimi lettori.

Non è stato un passo semplice da compiere e non tanto per qualche dubbio personale nel seguire quell’epifania quanto per le questioni pratiche e razionali che spesso tarpano le ali ai grandi sogni.
Alba ha aperto un crowdfunding e con le donazioni ha camminato incerta ma sorridente verso quel desiderio che covava dentro di sé da anni.

Come mi è venuto in mente? Le cose non vengono in mente, le cose covano, lievitano, ingombrano la nostra fantasia mentre dormiamo. Le cose hanno gambe proprie, fanno un cammino parallelo in una zona di noi che noin non sappiamo nemmeno lontanamente dove sia e a un certo punto bussano: eccoci, siamo le tue idee pronte per essere ascoltate.

La libreria sulla collina è una sorta di diario in cui Donati racconta la sua nuova vita di libraia, tra le difficoltà di una qualsiasi attività commerciale e le soddisfazioni che arrivano da quello che è soprattutto un luogo d’incontro e di condivisione, perché si sa che pur essendo prodotti da vendere i libri sono anche e soprattutto scalini che portano in un paradiso fatto di conocenza, di emozioni, di scambio e molto altro.

Ieri sera dando un’occhiata al frigorifero e notando un eccesso di uova e burro mi sono lanciata in una torta margherita senza bilancia. Ho detto: se ce la faceva Colette posso farcela anch’io. E così tre uova, un po’ di zucchero, un po’ di farina, una bustina di lievito, un po’ di latte caldo con un po’ di burro fuso. Et voilà. Trenta minuti di forno ed è uscita una favola. E io e felice di aver saputo di cosa fosse fatto quell'”un po’”. L’un po’ di chi pesa senza bilancia è ciò che fa impazzire i critici, i filologi perché è pura invenzione, è una sillabazione innata che non puoi insegnare, catalogare, regolare. Un filo d’olio q.b. è la sconfitta accademica. E allora ben vengano i George Steiner, i Cesare Garboli, le Colette e le Virginia Woolf, le Elsa Morante e tutti quelli e quelle che sapevano che col filo d’olio si fa la letteratura.

Così, in questo memoir che corre lungo sei mesi di lockdown, zone rosse, arancioni, gialle, Alba Donati non racconta solo la propria scelta e la nascita di un luogo speciale, ma rivela anche sé stessa, la propria vita mai facile – ma quale vita lo è veramente? -, il rapporto con la madre e il padre, le amicizie, gli scambi con i compaesani, la malattia, la depressione, la violenza, il sessismo e tutto quello che viene fuori in una chiacchierata sempre più intima con chi, per il solo fatto di avere questo libro tra le mani, diventa parte del suo mondo.
Un patto tra lettrici e lettori, che tra queste pagine si sentono compresə, stuzzicatə e persino amatə.

Perché hai aperto una libreria in un paesino sconosciuto? Perché avevo bisogno di respirare, perché ero una bambina infelice, perché ero una bambina curiosa, per amore di mio padre, perché il mondo va a scatafascio, perché il lettore non va tradito, perché bisogna educare i più piccoli, perché a quattordici anni piangevo da sola davanti alla tv la morte di Pier Paolo Pasolini, perché ho avuto maestre e professoresse straordinarie, perché mi sono salvata.

E come spesso accade nei libri che parlano di libri, mentre si legge si prende nota di nuove letture da compiere, di nuovi titoli da recuperare, perché Donati, un po’ per propria sensibilità e un po’ per quel suo passato di grande comunicatrice, racconta con passione autori, autrici e opere: da Due vite di Emanuele Trevi a La porta di Magda Szabo, passando per il ricordo del compianto Sergio Claudio Perroni.

Quando mi chiedono di cosa parla un libro, tremo. Non mi sono mai ricordata una trama in vita mia, nemmeno quella di Biancaneve e i sette nani. Di un libro mi rimane altro, e credo che questo altro sia la letteratura. Chi scrive combatte contro la trama affinché si depositi, nel cuore del lettore, l’essenza.

La libreria sulla collina è un libro gentile e accogliente, un bel posto dove stare per qualche ora e dove tornare ogni volta che il mondo lì fuori si fa troppo duro e feroce.

La libreria sulla collina di Alba Donati

un libro per chi: sta cercando un rifugio in cui riposarsi un po’

autrice: Alba Donati
titolo: La libreria sulla collina
editore: Einaudi
pagg. 188
€ 17

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Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

1 commento

Antonino · 9 Settembre 2022 alle 10:28

Ho iniziato a leggere questo libro, ad agosto a casa di mia madre a Milano. Ritornerò da lei e lo finirò dal 18 al 25 settembre.
Ho pensato la stessa cosa è un libro gentile.
Quando mi prenderò le mie due notti di riposo, per questo 2022, penso che andrò da quelle parti a vedere questo posto, che mi sono fatto l’idea che sia, magico.
A presto Elena.

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