Dopo aver dimostrato di essere anche un ottimo scrittore di libri per ragazzi e ragazze, Francesco Muzzopappa è tornato in libreria per Fazi con il nuovo romanzo Sarò breve, il lungo testamento di un imprenditore, che riesce a divertire parecchio anche se l’argomento non è solitamente tra i più allegri.

Sarò breve

Potrebbe sembrare il lascito onanistico e invadente di un uomo che molto probabilmente confonde il dominio con l’amore, ma dalle ultime volontà del protagonista traspaiono una tenerezza e una cura che ci fanno solo pensare bene di lui e delle sue intenzioni.

Così scopriamo che Ennio Rovere, imprenditore che si è fatto da sé negli anni del dopo guerra lavorando il legno e creando mobili in stile chippendale nella bassa Brianza, ha molto vissuto e ha molto amato, e che questo suo amore corrisponde a una particolare eredità per ciascuna delle persone più care.

Ogni capitolo è infatti dedicato alle persone che lo hanno accompagnato in vita e a cui, ora che sicuramente è morto, può dire tutte le verità che non si era mai concesso, nel bene e nel male.

Alla figlia Greta, che ha subito per anni il finto sodalizio matrimoniale tra lui e la moglie Piera e che ora dirige con grande spirito manageriale l’azienda di famiglia, Ennio tenta di far capire che il lavoro deve essere solo una delle tante parti della vita, concetto che a molti continua ancora a sfuggire, nonostante accadimenti recenti ci abbiano dimostrato che nulla dovrebbe essere più sacro del tempo libero e di quello dedicato agli affetti.

Essendo stato per anni, in prima persona, il lavoratore numero uno della fabbrica che porta il mio cognome, so per esperienza che a un certo punto occorre la mano di una persona che ti prenda per i capelli e ti strappi via dal binomio produzione/fatturato, una piaga sociale tutta lombarda che ha già seppellito molta gente.

Nel fiume di parole che Ennio riversa su carta, assecondato dallo studio legale Johnson & Johnson & Johnson, non mancano riferimenti alle donne che ha più o meno amato e che lo hanno reso padre, che lo hanno soccorso e accudito quando le cose non andavano per il verso giusto e che lo hanno anche lasciato libero di essere sé stesso, come la seconda moglie Anita, sua ex psicoterapeuta.

Tra noi non c’è mai stata una dichiarazione vera e propria.
Ci siamo ritrovati, semplicemente, insieme.
Al posto di io o un tu abbiamo cominciato a usare il noi, e questo è tutto.
Dopo aver trascorso anni della mia vita con una premiata lanciatrice di piatti nonché famosa della rapinatrice seriale di bancomat, hai frantumato ogni ricordo dei miei trascorsi burrascosi mostrandomi il lato più tenero e dolce dell’intimità che si può costruire tra due persone che semplicemente si vogliono bene.

E gli uomini?
Ci sono lasciti anche per l’adorabile genero Andrew, per il nipote dall’infinito nome Luca Malcom Carlo Patrick Maria, per il fidato autista Franco, per il figlio Valerio, per il collaboratore Giulio.
Per ciascuno di essi Ennio trova un dono, qualcosa in grado di renderli felici, di dare loro una sferzata per vivere la vita che meritano.

Muzzopappa dà il meglio del suo spiccato intelligente umorismo nel capitolo dedicato a Pilar, collaboratrice domestica di Ennio e Anita, una sorta d’implacabile generalessa votata alla pulizia estrema.

Sin dai primi tempi ti sei dimostrata una nemica giurata del disordine.
Il tuo sguardo si propaga come un incendio in tutta la casa, incutendo timore persino ai granelli di polvere che rinunciano di proposito di posarsi sui mobili e si allontanano di corsa con le loro gambe.
Tu non ti limiti a lavare i vestiti. Tu aggredisci le macchie con un piglio bellicoso.

Sarò breve potrebbe sembrare una semplice e dissacrante commedia con il mero scopo di far ridere per qualche spensierata ora, ma si rivela anche come romanzo di buoni sentimenti e di profonde riflessioni sul senso della vita, che fanno sempre bene a chi ha momentaneamente perso di vista ciò che è veramente importante.

un libro per chi: ha bisogno di mettersi in discussione, sorridendo

autore: Francesco Muzzopappa
titolo: Sarò breve
editore: Fazi
pagg. 182
€ 17

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L'ho comprato io!

Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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