Azzorre di Cecilia M. Giampaoli

Azzorre di Cecilia M. Giampaoli

Centocinquantatre pagine che raccontano la ricerca di una propria visione della verità, è questo Azzorre, potente romanzo autobiografico dell’esordiente Cecilia M. Giampaoli, pubblicato da Neo Edizioni.
Il libro sarà protagonista dell’incontro del 14 ottobre del gruppo di lettura Absolute Beginners.

Azzorre

Cecilia quando aveva sei anni ha perso il padre in un incidente aereo.
Il boeing, sorvolando l’arcipelago delle Azzorre, si è schiantato su una montagna, uccidendo le 144 persone a bordo.

Era il 1989 e venticinque anni dopo Cecilia, che non ha mai messo in dubbio ciò che era emerso dalle indagini, parte per le Azzorre, alla ricerca di una propria visione dei fatti, un’assimilazione definitiva e liberatoria di una tragedia che non le ha consentito di crescere con accanto il suo papà.

L’aereo si schiantò contro la montagna. È unica e centrale. Teresa la indica sporgendo il braccio fuori dal finestrino. Dalla cima si vede ogni punto dell’isola e da ogni punto dell’isola, anche da qui, si vede la cima. Servirà a ricordarmi perché sono venuta: in questo posto ho perso e guadagnato tanto. Ma sono così stanca che questo pensiero lascia confusa anche a me.

In questo viaggio fisico e, soprattutto, interiore, Cecilia ha deciso di aprirsi il più possibile al mondo e a ogni opportunità.
Da casa, via internet, ha cercato persone del luogo, che possano non solo darle informazioni sull’incidente ma anche ospitarla per qualche notte e accompagnarla a scoprire come l’isola stessa abbia vissuto quei giorni di grande dolore.
Arrivata a Santa Maria si ripromette di assaggiare tutto, di non precludersi nulla, come se respingendo ogni freno il corpo e la mente diventino più ricettivi alla percezione dei fatti e più agili nella loro elaborazione.

Mi sto dando delle regole. La prima l’ho stabilita a Lisbona: segui il corso degli eventi. La seconda, ora: nel dubbio, scegli la strada nuova.

Ed è incontrando gli abitanti dell’isola, parlando con loro, raccontandosi senza pudore, che pian piano emergono i ricordi individuali e collettivi di quei giorni di fumo, di resti umani da raccogliere, di abiti appesi ai rami degli alberi, di un odore forte e ripugnante.
Ricordi che hanno segnato la vita di molti e che molti hanno sepolto in fondo ai pensieri, così come hanno sepolto in fondo ai cassetti foto, articoli di giornale, sospetti e parole non dette.

È la prima volta in venticinque anni che provo rabbia per questa storia. Non ho mai pensato al controllore come colpevole dei fatti. Per quel che ne so, in parte ne è responsabile, ma ho sempre avuto ben chiaro che gli esseri umani – tutti quanti – fanno errori. Certe volte sono distrazioni che non portano grandi conseguenze – si dimenticano o non si notano nemmeno. Altre volte, a uguali leggerezze seguono disastri. Allora, la responsabilità palleggia di qua e di là finché non la si lascia cadere e il mondo continua a girare indifferente.

Può davvero esserci tregua per chi ha vissuto un’esperienza così dolorosa?

Pagina dopo pagina, il viaggio di Cecilia M. Giampaoli diventa un vero e proprio pellegrinaggio laico, alla ricerca di qualcosa che è impossibile definire ma che sgorga copioso dagli spazi vuoti tra le parole.
Azzorre è una lettura dolorosa, commovente e, allo stesso tempo, incredibilmente pacificante.
Da leggere.

Azzorre di Cecilia M. Giampaoli

un libro per chi: sta ancora cercando di sciogliere certi nodi del passato

autrice: Cecilia M. Giampaoli
titolo: Azzorre
editore: Neo Edizioni
pagg. 153
€ 14

Absolute Beginners

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne e ascolta musica jazz.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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