Articolo a cura di Metella Orazi.

Blu come te, il nuovo romanzo di Benjamin Myers edito da Bollati Boringhieri, si apre con un’immagine molto evocativa: è inverno e su una barca in mezzo all’acqua buia di un bacino idrico c’è un uomo che traffica con catene e pesi di cemento, poco prima di buttarsi.
Chi è quell’uomo? Perché si getta nelle acque gelide nella brughiera?

Blu come te

Le domande iniziali vengono presto accantonate, perché un altro fatto catalizza l’attenzione: una ragazza di quindici anni, tornata a casa per le vacanze di Natale dalla sua famiglia nello Yorkshire, va a fare una passeggiata con il suo cagnolino ma non fa ritorno.

La ragazza è Melany, figlia di Ray Muncy, un ricco possidente delle Dales, zona a Nord dell’Inghilterra in cui l’agricoltura e l’allevamento sono i soli mezzi di sostentamento e il paesaggio può essere tanto bello quanto aspro.

La polizia manda a indagare sul posto uno dei suoi uomini migliori, il detective James Brindle, che fa parte di quella squadra chiamata “Cella Frigorifera”, in cui vanno a finire i morti ammazzati.

Specchi. Ci sono specchi ovunque. Brindle lascia scorrere l’acqua finché non è calda e poi si lava le mani. Si strofina le dita una per volta con il sapone che tiene in una scatoletta di plastica simile a quelle usate da campeggiatori e viaggiatori abituali. La robaccia industriale che compra il reparto gli dà prurito. Gli dà fastidio. Perciò si porta il sapone da casa. Si guarda il viso – per un attimo. Specchi. Specchi e maschere.

Brindle ha un emangioma sulla guancia, è un tipo solitario e maniaco dell’ordine e della pulizia, ed è una figura enigmatica che si trova ad indagare in una comunità altrettanto chiusa e misteriosa; persino la polizia locale, sotto la direzione di Roy Pinder, sembra non voler agevolare le indagini, mostrando una certa diffidenza al nuovo arrivato.

L’unico che pare avere lo stesso interesse del detective a trovare la verità, è Roddy Mace, che a quasi trent’anni vuole reinventarsi come giornalista di paese dopo che a Londra ha vissuto un periodo di eccessi che non lo hanno portato a nulla, certamente non a scrivere il romanzo a cui aspira.

A completare la strana umanità che popola i borghi e le fattorie dello Yorkshire c’è il più inquietante di tutti: Steven Rutter, sul quale si incentrano subito tutti i sospetti per la sparizione di Melany Muncy. Rutter vive solo, in mezzo alla sporcizia e al fetore, ha galline, cani e maiali ma non c’è quasi differenza tra dove tiene gli animali e l’interno di casa sua. Sua madre era soprannominata “Tette nere”, a causa dello sporco tra i seni che non lavava mai, neppure tra un cliente e l’altro quando si prostituiva.
Cresciuto senza padre è un disadattato che tutti conoscono e evitano.

È morta però. Il sangue non pulsa più. La carne non è più calda. Le ciglia non sbattono più. È morta e lo sarà per sempre.
È qualcos’altro adesso.

Il lettore sa già, fin dalle prime pagine, cosa è successo alla ragazza, non ci sono sorprese sul suo destino, mentre non manca l’atmosfera cupa di disagio che accompagna tutti i personaggi. Myers descrive paesaggi freddi e ostili, questo è il cuore del libro e l’umanità che li popola fa vibrare di emozioni, spesso anche di orrore chi legge, più della risoluzione dell’indagine.

Nessun attore di questa storia è nettamente positivo, molti hanno caratteristiche negative e su tutti spicca Rutter, un personaggio perturbante, descritto magistralmente, attraverso flashback sulla sua infanzia.

Blu come te è scritto senza l’utilizzo di virgole, in modo ruvido, tronco e paratattico che in alcune parti si avvicina al linguaggio poetico.

Blu.
Sta diventando blu.
In fondo a quella galleria. Diventa blu ormai.
In quella tomba spalancatasi indurisce e irrigidisce.
La ragazza diventa blu sotto i suoi occhi. Si indurisce e irrigidisce.

Nonostante qualche refuso ed errore di troppo, nonché alcuni momenti di difficoltà con la prosa priva di punteggiatura, che più volte spezza il ritmo di lettura, il romanzo si legge fino in fondo e rivela il grande pregio di scattare un’istantanea alquanto realistica delle piccole comunità isolate.

Il vaso di Pandora nella valle è stato scoperchiato e gli orrori di un microcosmo chiuso in se stesso sono sotto gli occhi di chi ha il coraggio di guardare.

Blu come te di Benjamin Myers

un libro per chi: riesca ad accettare di leggere degli orrori che l’uomo è capace di compiere, vista la presenza di alcune scene davvero forti

autore: Benjamin Myers
titolo: Blu come te
traduzione: Tommaso Pincio
editore: Bollati Boringhieri
pagg. 396
€ 17.50

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Metella Orazi

Marchignola (marchigiana+romagnola), vive al mare, che ama in tutte le stagioni. Per quasi vent'anni è stata libraia e ora, pur senza libreria, continua a pensare e agire da libraia: parla di libri, fotografa i libri che vorrebbe e quelli letti per ricordare di averli letti e continua a impilare libri su libri che forse un giorno leggerà. Ama i gatti, i viaggi, la storia dell’arte, il cinema e il teatro, insomma, tutto ciò che racconti il mondo. Crede fermamente nel potere delle storie e della condivisione, perché se la lettura è un atto solitario, i libri sono fatti apposta per creare connessioni. Non chiedetele di scegliere un libro preferito, potrebbe entrare in crisi, cambiando idea di continuo.

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