Articolo a cura di Metella Orazi.
Possono umorismo e dolore coesistere nello stesso libro?
A leggere C’ero una volta di Buffy Cram, pubblicato da NN editore, pare proprio di sì.
C’ero una volta
Nel 1980 Elizabeth ha 19 anni ed è appena uscita da un centro di detenzione giovanile di Vancouver, nel quale è rimasta dieci anni della sua vita.
Sono passati dieci anni e cinque mesi dall’ultima volta che sono stata fuori. Vuol dire 3805 giorni senza sapere nulla di Margaret. Se mi stesse cercando, se volesse, per esempio, salvarmi o farmi arrivare un messaggio, questo sarebbe il momento perfetto, ma non dovrei pensare a queste cose, non oggi.
Una volta fuori Elizabeth viene accolta nella casa-famiglia di Betha, dove a piccoli passi deve cercare di reinserirsi nella società e per farlo la terapeuta le consiglia di tenere un diario che le permetta di ritornare, scrivendo, agli eventi che hanno preceduto la sua detenzione.
Elizabeth inizia così a scrivere del 1969, anno degli hippy, dell’amore libero, dello sbarco sulla luna e racconta soprattutto della madre, Margaret, verso la quale ha sempre avuto un rapporto di dipendenza e protezione.
C’eravamo una volta io e Margaret, di sicuro eravamo soltanto noi due e vivevamo in una roulotte vicino all’autostrada, ma non è quello che ricordo. Nei primi ricordi c’eravamo sempre io, lei e Michael.
Michael è il fratellino morto, gemello di Elizabeth, il cui ricordo la accompagna sempre, anche quando la madre decide di spostarsi di città in città, da un club all’altro, alla strenua ricerca di dimenticarsi del dolore e diventare ciò che ha sempre sognato: una cantante famosa.
La verità è che la madre si cura poco di Elizabeth perché fatica ad alzarsi dal letto e nutrirsi lei stessa, inoltre la trascina dove capita, in situazioni che una bambina di otto anni fatica a comprendere, con il risultato che il loro rapporto è da sempre disfunzionale. La figlia, mossa dal senso di colpa per essere sopravvissuta al fratello e per aiutare la madre a raggranellare del denaro, si trasforma nell’indovina MeMe che dopo aver bevuto del caffè va in trance e racconta alle persone ciò che sono pagano per sentire.
Elizabeth s’immedesima al tal punto nel ruolo di veggente che comincia a crederci, pensa davvero di avere delle visioni, ed è sicura che ciò che le esce dalla bocca sia frutto di qualcosa di insondabile.
Tutti i giorni erano uguali. Bevevo il caffè. Agitavo le mani e sbattevo le palpebre. Dicevo: «La tua aura è verde/rossa/blu/viola». La tv si accendeva, i canali cambiavano. L’interferenza mi riempiva le orecchie. Dicevo: «Sei in lutto/sei arrabbiato/sei triste/sei perdonato». Non so che altro dicessi. Le parole mi attraversavano.
In realtà Elizabeth sviluppa una capacità di leggere la realtà alterata dalla sua mente ipersensibile, che inventa, integra, riutilizza frasi delle canzoni per cercare di tenere sotto controllo un mondo che le sfugge, in cui non ha certezze.
C’ero una volta è un racconto su due piani temporali che scava nella memoria tra illusioni e verità taciute, narra di un viaggio e del rapporto tra madre e figlia alla disperata ricerca di amore e accettazione.
Elizabeth dell’infanzia è una bambina terribile, una bambina furba e spezzata, tenuta insieme dall’amore verso la madre che la manipola o peggio ancora non la considera; mentre la Elizabeth diciannovenne è ancora alla ricerca dello sguardo della madre, ma sa anche che per salvarsi non può più fare tutto da sola.
Questo è quello che succede quando mandi tutto all’aria come abbiamo fatto noi. Non hai più la possibilità di diventare qualcosa. Ti dicono gli altri chi devi essere.
Buffy Cram scrive una storia che nella sua crudezza parla di un percorso di guarigione e accettazione: la protagonista è in cerca del suo posto e della felicità che si merita nonostante il suo passato, che, in quanto tale, va accettato per poter guardare avanti.
C’ero una volta parla di disturbi mentali e dipendenza affettiva mantenendo un tono leggero e lasciando aperto uno spiraglio di speranza nell’epilogo.

un libro per chi: almeno una volta ha ascoltato la veggente che in strada si è offerta di leggere la mano
autrice: Buffy Cram
titolo: C’ero una volta
traduzione: Laura Gazzarrini
editore: NN editore
pagg. 378
€ 19

